Scarti della birrificazione usati per bloccare la crescita tumorale in vitro - Author Domenico Posa

Un team italiano di ricercatori della University of Bari “Aldo Moro” Department of Basic Medical Sciences, guidati dal Prof. Salvatore Scacco e dal Prof. Luigi Santacroce, ha scoperto un ingegnoso metodo che blocca la crescita tumorale in vitro avvalendosi degli scarti industriale ottenuti dalla produzione di birra.

Il progetto di ricerca è stato ideato partendo dalle evidenze, confermate da numerosi e precedenti studi, degli effetti che particolari composti chiamati polifenoli e contenuti in diversi alimenti hanno sulle cellule. Tale classe di molecole possiede una notevole eterogeneità chimica: citiamo in particolar modo i flavonoidi, gli acidi fenolici ed i fenoli.

I polifenoli sono molecole bioattive che hanno la capacita di regolare il processo di morte, cellulare chiamato apoptosi, diminuendo la concentrazione di radicali liberi e migliorando la funzionalità dei mitocondri. Quest’ultimi sono piccoli organuli citoplasmatici deputati all’importante compito della produzione energetica, sotto forma di ATP.

Lo studio

Lo studio è stato condotto valutando la risposta delle SH-SY5Y, una linea cellulare costituita da cellule neoplastiche di neuroblastoma, spesso utilizzata per effettuare studi relativi a neurotossicità, stress ossidativo e malattie neurodegenerative. La ricerca si è focalizzata prevalentemente sullo studio dell’attività ossidante delle cellule tumorali e sulla riposta indotta dalla presenza dei polifenoli, ricavati dagli scarti del processo di birrificazione.

Il team si è occupato inizialmente di identificare il preciso profilo chimico del materiale utilizzato. Si è, infatti, identificata la concentrazione delle diverse classi di polifenoli presenti nel composto. Lo studio è stato condotto incubando i polifenoli estratti dalla birra con la linea cellulare SH-SY5Y per 6 giorni al fine di stabilire che interazione potesse esserci fra il metabolismo cellulare e le molecole aggiunte.

Dopo 6 giorni di incubazione, il primo dato sorprendentemente emerso è stato la disparità di crescita fra la coltura cellulare trattata con polifenoli e quella di controllo.

Fonte | www.nature.com/articles/srep36042
Fonte | www.nature.com/articles/srep36042

Altro dato assolutamente significativo è stato il miglioramento dello stato redox cellulare. Le analisi hanno dimostrato che i mitocondri delle cellule incubate con i polifenoli hanno aumentato e migliorato la propria funzionalità e vi è stato un abbassamento consequenziale dei livelli di ROS intracellulari. In ultimo, a conferma dei dati emersi relativi ai mitocondri, è stato documentato un incremento del mtDNA (o DNA mitocondriale), il quale conferma indirettamente una risposta di questi organuli.

Le conclusioni

Sebbene le proprietà biochimiche dei polifenoli siano ampiamente conosciute, lo studio si propone di evidenziare un possibile impiego di quei polifenoli estratti dagli scarti del processo di birrificazione. Da esso risulta un importante dimostrazione delle capacità antitumorali e antiossidanti di queste sostanze, fino ad ora poco impiegate in ambito medico.

Lo studio non pone solo le basi per lo sviluppo di prodotti farmaceutici, ma fornisce una nuova prospettiva: potremo, in futuro, attingere da una fonte che ad oggi è considerata solo come scarto industriale?

Fonte | Antioxidant and Antitumor Activity of a Bioactive Polyphenolic Fraction Isolated from the Brewing Process.
Marco Tatullo1, Grazia Maria Simone2, Franco Tarullo2, Gianfranco Irlandese2, Danila De Vito2, Massimo Marrelli3,4, Luigi Santacroce5,*, Tiziana Cocco2,*, Andrea Ballini2,* & Salvatore Scacco2,*

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Domenico Posa
Amministratore e Facebook Manager | Frequento Scuola di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro." Fondatore ed ideatore del progetto "La medicina in uno scatto" | email - domenico.posa@gmail.com