Rappresentazione di Eyewire
Rappresentazione di Eyewire

È on line una nuova piattaforma che permette a chiunque abbia qualche minuto libero durante la proprio giornata di partecipare a un meraviglioso progetto scientifico atto a mappare il cervello umano, scoprirne le connessioni e capire le basi anatomiche di quello che Rita Levi Montalcini chiamava “la galassia mente”

“…oltre agli immensi contributi che la scienza e la tecnologia possono oggi apportare, per una migliore condizione di vita in  tutte le regioni a vantaggio dei suoi abitanti, deve essere preso in considerazione quello che di gran lunga è il più importante: la promozione di un’amicizia basata su scambi di conoscenze e contatti reciproci…” – Rita Levi Montalcini  (La Galassia Mente)

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Mappatura di alcune connessione tramite il sistema Eyewire

Fino a che punto la scienza può diventare condivisione, collaborazione, scambio interculturale e divertimento? Aver inserito questi termini in ambito accademico è una delle tante conquiste del terzo millennio. Altra conquista, avente forse anche maggior spettro, è quella di aver messo in comunicazione mondi lontani nello spazio, nel tempo, nella mentalità, nelle opinioni, nel credo e nello stile. Che parlare di “globalizzazione delle idee” non sia necessariamente positivo è un dato di fatto, ma sta a noi utenti la responsabilità e l’onere di discernere tra le miriadi di possibilità di connessione che la rete ci offre. Nell’ambito stesso della condivisione scientifica si va da eccessi di disinformazione e di materiale completamente inadeguato (e non credo ci sia bisogno di fare esempi) a fonti di ricerca ormai consolidati e indispensabili anche agli accademici di maggior spessore, ma aperti anche al più laico dei laici.

E se non ci fermassimo a condividere le informazioni? Se la scienza sfruttasse questa grande risorsa per crescere non soltanto in termini di divulgazione, ma anche all’atto pratico? Se potessimo tutti insieme, con qualche click, partecipare ad incrementare quell’immenso, ma sempre tremendamente insufficiente, patrimonio della specie umana chiamato “conoscenza”?

Sembra che qualcuno abbia già preso in considerazione questa possibilità e che anzi sia stata già messa in atto! Sembra addirittura che migliaia di utenti da tutto il mondo siano già immersi in questo tipo di sfida! La piattaforma di gioco on-line Eyewire, ufficialmente lanciata nel dicembre 2010, rappresenta il trapasso senza limiti netti tra condivisione e collaborazione. Giocando a EyeWire utenti di qualsiasi estrazione culturale possono entrare in un network cooperativo atto a velocizzare, ottimizzando i tempi e le risorse, quell’ambizioso quanto fondamentale progetto di mappatura del cervello.

Chiunque registrandosi può sin da subito delineare una porzione di un neurone piramidale non ancora evidenziata, o scoprire una connessione ancora neppure immaginata, o ancora completare l’elaborazione di un neurone al quale mancava giusto il tocco finale. Tutto ciò semplicemente ricostruendo una sorte di puzzle 3D, guadagnando punti e scalando classifiche internazionali! Risultati, strategie di gioco, impressioni e commenti possono essere, come è giusto che sia, ampiamente condivisi con gli altri utenti in chat.

Giocare è molto semplice: ad ogni giocatore viene assegnato, di volta in volta, un cubo (che rappresenta circa 4,5 μm3  di parenchima cerebrale) e l’obiettivo è quello di collegare porzioni di neurone già evidenziate semplicemente riempiendo gli spazi vuoti. Migliore sarà la ricostruzione del neurone in termini di completezza e definizione, maggiore sarà il punteggio ottenuto dall’utente. Tale lavoro, ovviamente, non è lasciato alla pura fantasia del giocatore, ma è coadiuvato da un’ intelligenza artificiale che lavora basandosi su un algoritmo sviluppato dai ricercatori del Seung Lab. Ovviamente il lavoro è poi corretto controllato e validato da una equipe altamente qualificata.

Tutto qui? Assolutamete no! Il gioco è reso sempre più stimolante e competitivo dallo staff, che periodicamente organizza sfide a premi, in cui è possibile accaparrarsi punti bonus o addirittura guadagnarsi nuovi diritti che possono mirare ad avere una maggiore rilevanza nella rete social del gioco persino nella stessa ricerca (ad esempio si può conquistare la possibilità di scegliere il nome di un neurone!). In un videogame che si rispetti, poi, non possono mancare i livelli! In EyeWire vincere lo Sturbust Challenge permette di sbloccare neuroni particolarmente difficili, che fanno raddoppiare il punteggio!

Unici punti deboli? Manca una versione per tablet, e anche il sito classico per computer richiede una scheda grafica di ultima generazione.

Insomma il messaggio è chiaro: la scienza ha bisogno di noi e ci offre tutti gli strumenti necessari per poterla aiutare senza il minimo sforzo!

Fonte | (1) eyewire.org; (2) video youtube