L’igienismo naturale nasce nel 1822 in America, quando ancora non si conoscevano gli organuli cellulari e la medicina era basata sull’esperienza piuttosto che sulla conoscenza. Oggi questa nuova “scienza medica” continua ad essere diffusa e praticata in tutto il mondo, promette di avere la cura per tutte le malattie: cancro, epatiti, depressione, sterilità e perfino AIDS.

Chi conosce, anche solo in parte, la biologia e la medicina non può non essere al corrente che non esistono reazioni stereotipate di causa-effetto tra gli individui che si sottopongono ad un medesimo trattamento, sia esso fisioterapico, farmacologico o chirurgico: ogni persona reagisce in maniera caratteristica tanto che, partendo da questi presupposti, ci si potrebbe chiedere il motivo per cui si continui a praticare l’arte medica vista questa discordanza di risultati finali a seconda del paziente.

Quando un medico propone un certo tipo di intervento, non si stanno semplicemente sommando due numeri, come nella matematica, dove è scontato che 2+2 sia sempre uguale a 4; nel nostro caso vengono chiamati in causa moltissimi altri fattori, spesso ancora sconosciuti, che condizionano fortemente il risultato finale.

Oggigiorno capita sempre più spesso che qualcuno sfrutti questa “debolezza” della medicina per condizionare le menti dei malati che, nonostante stiano seguendo i consigli del loro dottore, non riescono ad ottenere gli effetti sperati, tanto da lasciarsi facilmente plagiare da questi “nuovi dottori” che però, spesso e volentieri, non hanno neppure le conoscenze basilari riguardo il funzionamento degli organismi viventi.

Esistono centinaia di “guru” delle medicine alternative che, grazie al passaparola, cercano di praticare le loro nuove “terapie” su pazienti che hanno perso la speranza nella medicina occidentale, paventando di volta in volta centinaia o migliaia di casi simili, trattati fino alla completa guarigione grazie al loro intervento: l’unico punto in comune che hanno molte di queste nuove “scienze mediche” è la loro rivalità nei confronti della pratica medica classica, la stessa che viene insegnata nelle università di tutto il mondo e sulla quale si base l’intero lavoro della comunità scientifica internazionale.

L’igienismo naturale (ndr. in inglese Natural Hygiene) è sicuramente una delle pratiche di cura più vecchie che si conosca, in quanto è stata teorizzata nel 1822 da Russel Thacher Trall, un medico riformatore americano, noto per essere anche il padre del vegetarianesimo: l’assunto principale di questa corrente di pensiero è che il corpo ha tutte le potenzialità per auto-rigenersi, indi per cui la malattia non è vista come un aspetto negativo ma come un meccanismo utilizzato dall’organismo stesso per espellere le tossine di cui è saturo.

“Fenomeni espulsivi, che i medici chiamano malattie e gli igienisti invece benettie, sono processi rimediali condotti dai nostri meccanismi deputati al riequilibrio e all’auto-guarigione” – Valdo Vaccaro.

All’interno di questa comunità internazionale, il dottor Valdo Vaccaro (ndr. laureato in economia) è uno dei maggiori esponenti igienisti del nostro Paese, nonché uno dei pochi italiani “abilitati” all’insegnamento di questa disciplina; è autore di numerosi libri, rilascia spesso e volentieri lunghe interviste sia alla carta stampata che in vari programmi televisivi, gestisce un proprio blog, attraverso il quale risponde alle email che riceve ogni giorno e dispensa consigli ai malati, ed è Asia Region Representative per conto dell’ABIN (ndr. Associazione Bergamasca Igiene Naturale).

Il concetto di Natural Hygiene a cui si rifà Vaccaro è di più largo respiro, rispetto a quanto teorizzato inizialmente da Trall (basato principalmente sull’auto-rigenerazione dell’organismo), infatti nel XX secolo le terapie igieniste furono ampliate e meglio definite dal lavoro di Herbert Shelton, un saggista e attivista americano, che ha fatto di tutte le conoscenze sparse nella letteratura scientifica un’articolata sintesi, integrandole con le proprie ricerche.

Il primo concetto che viene criticato dall’igienismo sheltoniano è il ruolo della medicina occidentale che non riuscendo a riconoscere il ruolo patogenetico delle “tossine”, non fa altro che sopprimere i sintomi, elementi fondamentali per completare il processo detossificante dell’organismo.

In una tesina (ndr. così gli igienisti chiamano i lavori che pubblicano) di Vaccaro intitolata “La paura è cattiva consigliera” si spiega come il paziente, di fronte al sangue, muco o prurito si interpella il medico che “come i sacerdoti usano l’acqua santa per le benedizioni” utilizza l’antibiotico per cercare di curare i suddetti sintomi. Nel testo si leggono poi tutta una serie di considerazioni relative alla tossicità delle molecole antibiotiche attualmente in commercio, che vengono definite addirittura micidiali poiché “mandano l’organismo in sofferenza prolungata arrecandogli gravi danni”.
Senza entrare nel merito dell’ideologia igienista, che spesso resta comunque molto nel vaga, senza chiarire molti di quelli che sono considerati i suoi “punti forti”, possiamo affermare con certezza che, dall’introduzione del primo antibiotico (ndr. il Prontosil) nel 1939, ogni anno vengono salvate milioni di vite: il loro utilizzo in terapia ha permesso di “sconfiggere” le epidemie di peste che hanno devastato l’Europa nei secoli precedenti al nostro e di ridimensionare la nostra paura nei confronti di malattie come il colera, il tifo o il paratifo.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che una buona parte delle molecole antibiotiche attualmente presenti in commercio non sono di origine chimica ma di origine naturale: in altre parole non sono create a tavolino dalle industrie farmaceutiche, ma sono sostante già presenti in natura, spesso prodotte da altri organismi (come i funghi) che competono con i batteri per occupare le stesse nicchie ecologiche.

Altro concetto importante all’interno della terapia igienista è la dieta, intesa come corretta alimentazione basata principalmente sull’assunzione di cibi di origine vegetale, non cotti e in misura equilibrata.
A tal proposito Vaccaro, nel suo blog, consiglia a tutte le persone che gli si rivolgono per essere curate, di seguire alcune regole alimentari e di comportamento, tra cui citiamo:

  • Ridurre i prodotti raffinati, gli zuccheri e gli edulcoranti.
  • Incrementare in modo sensibile e consistente il consumo di frutta, vegetali e legumi freschi.
  • Masticare bene e lentamente, evitando le bevande a tavola.
  • Dialogare con il proprio corpo ascoltando i propri sensori di fame e sazietà.
  • Lasciare da parte sale, zucchero, latte, carne, pesce, caffè, farmaci e vaccini.
  • Muoversi di più, camminare a ritmo e sudare. (ndr. in particolare il sudore è considerato la prima forma di crisi eliminativa).
  • Concentrarsi nel cambiamento radicale delle abitudini distruttive come: fumare, bere caffè, thè, cole, alcolici e succhi preconfezionati.

Leggendo le “regole” che sono elencate qui sopra possiamo notare come queste vengano continuamente suggerite da qualunque medico o nutrizionista, non solo a pazienti gravemente malati ma soprattutto a persone sane, al fine di prevenire lo sviluppo di patologie sia a carico del sistema cardiovascolare che ad altri apparati: se tutti smettessero di fumare, alcune tipologie di tumori (vd. microcitoma polmonare), smetterebbero di esistere; se si riducesse il consumo giornaliero di alcool si potrebbero prevenire il 40% delle patologie epatiche croniche; un consumo maggiore di verdure comporterebbe una riduzione significativa della possibilità di sviluppare tumori in tutti gli organi dell’apparato gastro-enterico, partendo dallo stomaco fino ad arrivare al retto; infine una riduzione del consumo di zucchero e di altre bevande gassate particolarmente dolci può contribuire alla prevenzione dell’obesità e del diabete, a loro volta fattori di rischio per altre patologie.

In definitiva adottare uno stile di vita sano e regolare al meglio la propria alimentazione non può far altro che del bene al nostro organismo e, per vedere questi risultati, non c’è bisogno di allontanarsi dalla medicina tradizionale.

L’aspetto più misterioso e meno chiarito dagli igienisti è quello su cui si fondano poi tutte le loro teorie: cosa sono esattamente e come si formano queste “tossine”?

Leggendo le varie tesine presenti sul loro sito web si può intuire che il termine tossiemia all’interno dell’igiene naturale acquisisce un significato sostanzialmente diverso rispetto a quello assunto nella medicina convenzionale; secondo Shelton infatti:

“La causa di tutte le malattie sarebbe un’intossicazione dell’organismo, chiamata tossiemia. Questa è uno stato di profonda intossicazione che il corpo umano raggiunge per non essere riuscito a eliminare convenientemente le proprie presunte tossine prodotte nel tempo” – Herbert Shelton.

In quest’ottica anche Vaccaro (ndr. sempre nella sua tesina già analizzata sopra) spiega come:

“Il 95% delle malattie sono malattie del metabolismo, malattie tossiche, malattie attraverso le quali il corso cerca di scaricare fuori di sé gli accumuli di materia tossica che lo stanno impregnando e appesantendo. […] La gente continua a non capire l’importanza e l’utilità delle crisi eliminative, fatte di dolori e di fastidi di breve periodo, di febbri e influenze purificative, che servono però a scaricare tossine, a disintossicare l’organismo, a disinnescare processi patologici ben peggiori e a garantirgli una strada equilibrata nei mesi e negli anni a venire” – Valdo Vaccaro.

Proprio a causa dell’impossibilità di capire esattamente cosa siano queste presunte tossine, che il nostro corpo accumulerebbe con il tempo e con i comportamenti sbagliati, è difficile riuscire a “smontare” l’anima del ragionamento igienista; va però ricordato che attualmente tutte le patologie conosciute studiate possono essere ricondotte in tre grandi gruppi a seconda della loro patogenesi:

  1. malattie dovute ad infiammazione
  2. malattie dovute a proliferazione
  3. malattie dovute a degenerazione

Sappiamo che circa il 70% dei mali umani sono causati da processi infiammatori ma non possiamo negare l’esistenza di tutta una serie di errori congeniti del metabolismo (ndr. scoperti per la prima volta da Archibald Garrod) che sono alla base di numerose sindromi come quella di Lesch-Nyhan o la fenilchetonuria. Queste sono dovute all’assenza o malfunzionamento di particolari enzimi responsabili di reazioni metaboliche essenziali per il nostro organismo, senza le quali si ha un accumulo di prodotti che, a lungo andare, risultano tossici per le cellule stesse; in tutti i casi riconosciuti dalla medicina, sappiamo quindi sia il nome che la formula chimica di ciascun composto di accumulo e, grazie alla ricerca, si stanno sviluppando terapie geniche per ripristinare la funzionalità delle vie metaboliche alterate.

Se c’è una qualcosa che mi ha sconvolto all’interno di questo mare di banalità e concetti misteriosi è la testimonianza, pubblicata sul sito della comunità italiana di Natural Hygiene, rilasciata da un esponente molto vicino a Vaccaro:

“Lo studio e la pratica dell’igienismo (la scienza della salute) mi porteranno finalmente a liberarmi da epatite c, depressione, miopia e sterilità” – Daniele Bricchi.

Qui vengono citate patologie importanti come l’epatite di tipo C, la depressione e perfino la sterilità che, solamente attualmente, hanno visto dei progressi verso la ricerca di una terapia farmacologica realmente efficace.
La domanda che allora vi pongo è la seguente: credete davvero che queste patologie, per le quali la medicina ha impiegato anni al fine sviluppare dei nuovi trattamenti più sicuri ed efficaci (ndr. vedi il sofosbuvir per l’epatite e le gonadotropine ricombinanti per la sterilità), possano essere trattate semplicemente cambiando la propria dieta o digiunando?

A voi la risposta.