Quando il computer diventa medico
Quando il computer diventa medico

Il processo diagnostico può essere suddiviso principalmente in tre parti fondamentali : l’anamnesi, l’esame obiettivo ed infine gli esami specifici. Mentre l’anamnesi è legata esclusivamente a ciò che il paziente ha da raccontare e gli esami specifici alla malattia che si vuole cercare o confermare l’esame obiettivo necessita della stretta interazione tra il paziente, affetto dalla malattia, e il medico, che deve fisicamente mettere in pratica precise manovre operando sull’altra persona.

Ippocrate stesso, considerato il padre della medicina, aveva ideato un metodo diagnostico in cui figuravano l’ascoltare la storia del paziente e subito dopo una sorta di esame obiettivo che cercava di sfruttare a pieno i cinque sensi per poi focalizzarsi sull’osservazione e sulla palpazione.

Con l’evoluzione della medicina l’esame obiettivo si è arricchito di altre procedure e ancora oggi possiamo suddividerlo in quattro fasi: ispezione, palpazione, percussione e auscultazione. Delle quattro quella che maggiormente è stata influenzata dallo sviluppo delle tecnologie è l’auscultazione, indicatore dell’avanzare della storia della medicina.

In principio l’auscultazione veniva pratica appoggiando l’orecchio direttamente sul paziente e cercando di cogliere più rumori possibili così da poter avanzare delle ipotesi. Solo nel 1816 il medico René Laennec rivoluzionò questa pratica mettendo a punto il primo stetoscopio.

Esistono due diverse storie sulla nascita di questo strumento ormai famosissimo.

La prima storia vuole che a Laennec si presentò una donna molto in sovrappeso al punto che il medico non poteva svolgere il classico esame obiettivo. Per risolvere il problema arrotolò un quaderno di carta e si accorse subito che non solo poteva sentire i suoni ma questi venivano amplificati.

La seconda storia ha come protagonista, anziché una donna in sovrappeso, una bella ragazza. Laennec, molto pudico, era in imbarazzo al momento di dover poggiare la testa sul corpo della giovane e preferì quindi interporre un giornale di carta arrotolato rimanendo poi stupito del fatto che i suoni erano in tal modo amplificati.

Qualsiasi sia la vera storia in quel momento il processo diagnostico veniva radicalmente modificato.

I primi stetoscopi erano semplicemente cilindri in diversi materiali, con gli anni si migliorano sempre di più le forme e i vantaggi. Nel 1852 George Cammann propone uno stetoscopio biauricolare che diventerà poi la base dei modelli in uso ancora oggi. Per ulteriori drastiche innovazioni dovremo aspettare oltre 100 anni quando il medico David Littmann progetta stetoscopi leggeri e poco dopo la membrana fluttuante.

Nell’immaginario comune il medico è sempre visto con camicie e fonendoscopio intorno al collo, tuttavia sta lentamente andando in crisi a causa del costante avanzare delle tecnologie. In futuro forse non sarà più necessario interpretare un sintomo ma lo strumento rileverà i dati e li elaborerà in automatico fornendoci poi esclusivamente i risultati. Anche se i “vecchi metodi” sono forse quelli migliori.

Già lo stetoscopio era riuscito ad allontanare medico e paziente interponendosi fisicamente tra i due ma con i nuovi strumenti questo divario si sta ampliando sempre di più. Se questo sia un bene o un male lo lasciamo decidere a voi.