“… non esistono innocenti: tutti abbiamo passato un raffreddore a qualcuno…”

Marcello Marchesi

Le chiamano SINDROMI DA RAFFREDDAMENTO o MALI DI STAGIONE, anche se influenza, raffreddore, otite, sinusite e mal di gola possono colpirci in tutti i periodi dell’anno.

Influenza

Queste patologie sono spesso associate all’inverno poiché in questa stagione aumentano le condizioni ambientali e i comportamenti che favoriscono la diffusione dei patogeni responsabili della loro insorgenza, determinando di conseguenza l’aumento della loro incidenza. Anche se il freddo di per sé favorisce l’attecchire di tali patogeni (in quanto sensibilizza le mucose delle vie aeree e le rende maggiormente suscettibili all’infezione) il principale motivo per cui queste malattie hanno una maggiore diffusione nel periodo invernale è il cambiamento delle nostre abitudini personali e sociali conseguente all’abbassamento della temperatura. In inverno, infatti, tendiamo a vivere in ambienti chiusi: il ricambio dell’aria è spesso scarso e il riscaldamento artificiale tende a modificare l’umidità dell’aria, favorendo così il moltiplicarsi di molti microrganismi. Il contagio avviene facilmente durante le feste in famiglia, nello scambio di auguri e per quanto riguarda i bambini anche durante le attività didattiche a scuola.

Molti batteri sono responsabili di affezioni delle vie aeree, ma l’influenza propriamente detta è causata da un tipo particolare di virus. Una delle principali peculiarità di questo virus è l’elevatissima variabilità antigenica, ovvero la sua straordinaria capacità di modificarsi nella struttura e nelle capacità funzionali. Questa proprietà si riflette in una sempre diversa e imprevedibile virulenza, ma soprattutto anche nell’impossibilità di essere adeguatamente riconosciuto dal nostro sistema immunitario. Ecco perché ogni anno siamo sempre suscettibili alla nuova ondata epidemica e perché i ricercatori sono continuamente a lavoro per mettere a punto vaccini all’avanguardia.

Virus dell'influenza: Orthomixovirus

Più per far fronte a problematiche di tipo pratico ed epidemiologico che per una vera e propria necessità per la salute del singolo individuo (se non in particolari casi), la comunità scientifica raccomanda a tutti di sottoporsi al vaccino anti-influenzale. Nonostante, come già detto, il virus sia ampiamente variabile, il vaccino stagionale è studiato di anno in anno per proteggere dai ceppi maggiormente diffusi nella stagione in corso e da quelli che hanno una maggiore probabilità di diffondersi e dare malattia.

Ovviamente il vaccino è una misura preventiva e volontaria, maggiormente raccomandata per i soggetti a rischio. Questi ultimi, se affetti da influenza, potrebbero non ristabilirsi entro le due settimane e andare incontro a complicazioni, tali addirittura da richiedere l’ospedalizzazione. Tra questi ricordiamo i bambini sotto i 5 anni, gli anziani oltre i 65 anni, le donne in gravidanza, pazienti affetti da asma, patologie neurologiche, diabete, BPCO (bronco patia cronica ostruttiva), nefropatie, problemi metabolici di vario genere e numerose altre patologie croniche. È tuttavia importante sottolineare che la vaccinazione stagionale non garantisce assoluta immunità (a causa vista l’ampia mutabilità del virus), ma una diminuzione della probabilità di essere contagiati.

I bambini sotto i 6 mesi devono essere particolarmente tutelati in quanto sono i soggetti con il più elevato rischio di complicanze, purtroppo però non possono essere sottoposti a vaccino.

Prevenzione: vaccino dell'influenza stagionale

Come fare per prevenire il contagio? Il rispetto delle norme igieniche, il lavaggio assiduo delle mani, una particolare attenzione alla pulizia e alla salubrità dell’aria negli ambienti chiusi (soprattutto dei luoghi pubblici e usualmente affollati) devono essere misure preventive di primo ordine.

Il trattamento farmacologico basato sui farmaci antivirali spesso non risulta necessario, mentre molto utilizzate sono le terapie sintomatiche che mirano a ridurre i soli sintomi associati (febbre, tosse, congestione nasale, astenia, mal di testa), ma non ad eradicare l’infezione. Gli individui così trattati rappresentano una importante forma di contagio poiché ridotti i sintomi tornano a partecipare alla vita di comunità senza aver eliminato il virus.

Si preferiscano, quindi, ove possibile, i rimedi classici consigliati dalle nonne : riposo, igiene, latte e cibi caldi! per il resto lasciate fare al vostro corpo, poiché quei sintomi che tanto ci affrettiamo ad allontanare, come la febbre e l’astenia, sono parte della più naturale delle cure che il nostro organismo sa autonomamente somministrarsi!

Fonte | www.cdc.gov