E’ una delle malattie autoimmuni più diffuse in Italia, particolarmente in Sardegna. Notevole come spesso, gli affetti, ignorino di esserlo.

Celiaci in ItaliaLa celiachia è una patologia autoimmune di origine poligenica multifattoriale, in pratica la comparsa di questa patologia è legata alla presenza di più geni predisponenti, ma si manifesta solo in condizioni ambientali permissive, ovvero che ne permettono il manifestarsi.

Le persone affette da celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale. Il glutine si trova principalmente negli alimenti, ma se ne trovano tracce anche nei prodotti di uso comune come farmaci, integratori, burro cacao ecc.  Nei soggetti geneticamente predisposti, l’assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di esso induce una reazione immunitaria anomala nell’intestino tenue.  Ciò comporta uno stato di infiammazione cronica, con atrofia e successivamente scomparsa dei villi, ovvero le estroflessioni dell’intestino fondamentali per il corretto assorbimento dei nutrienti. Nell’individuo celiaco, i villi regrediscono e la mucosa intestinale è danneggiata in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione: l’intera superficie d’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce o scompare completamente provocando scompensi e malnutrizione.

Il ruolo della componente genetica in questa patologia è testimoniato dal fatto che è circa 10 volte più frequente tra parenti di primo grado che nel resto della popolazionVilli intestinali normali ed atroficie.

I sintomi variano da persona a persona, e sono spesso differenti tra l’adulto ed il neonato. Nei neonati includono principalmente gonfiore e dolore addominale, dissenteria, vomito, dimagrimento ed evidenti problemi/ritardi di crescita.

Gli adulti hanno meno probabilità di soffrire di sintomi all’apparato digerente, ma possono soffrire anche di uno o più altri sintomi: anemia per mancanza di ferro apparentemente inspiegabile, affaticamento, depressione o ansia, convulsioni, fragilità ossea, sterilità o aborti spontanei ricorrenti e stomatite afosa nella cavità orale.

Le persone affette da celiachia potrebbero anche non presentare alcun sintomo, ma nel tempo sviluppare complicazioni, che sul lungo periodo comprendono: malnutrizione, problemi al fegato e tumori dell’intestino.

La somiglianza con altre malattie rende la patologia celiaca di difficile diagnosi. Soprattutto quando insorge in età adulta sono necessarie numerose visite specialistiche prima di accorgersi che l’origine dei disturbi è legata alla sua presenza. Si stima che almeno 300.000 Italiani convivano ogni giorno con la celiachia senza esserne a conoscenza.

Le tecniche diagnostiche sono molteplici: analisi del sangue, analisi delle feci, breath test al sorbitolo, biopsia duodenale, marcatori genetici, screening degli anticorpi.

Le persone affette da celiachia tendono a sviluppare altre malattie in cui il sistema immunitario attacca le cellule e i tessuti sani dell’organismo. Il collegamento tra la celiachia e queste malattia potrebbe essere di natura genetica. Tra di esse troviamo: diabete di tipo 1, malattie autoimmuni della tiroide e del fegato, artrite reumatoide, morbo di Addison, una malattia, sindrome di Sjögren. Si possono sviluppare anche tumori che riguardano organi dell’apparato digerente e non (ad esempio cerebrali).

Attualmente, purtroppo, l’unica terapia è una dieta priva di glutine: in molti casi è sufficiente ad arrestare i sintomi ed il progredire della patologia. La celiachia che si manifesta anche dopo la sospensione dell’assunzione di glutine è detta refrattaria, per gli effetti l’unica soluzione è nutrirsi per via endovenosa.

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