Echinococcosi e idatidosi sono zoonosi parassitarie causate da alcune specie di parassiti elminti cestodi del genere Echinococcus. Più nello specifico si parla di echinococcosi quando ci si riferisce alla patologia causata dal parassita adulto e di idatidosi per la patologia causata dal metacestode.

Una delle specie più frequenti in Italia è l’Echinococcus granulosus. La patologia che viene causata da questo parassita consiste in una teniasi in cui l’ospite definitivo è rappresentato dal cane, mentre l’ospite intermedio può essere rappresentato da numerosi mammiferi domestici come ovini o caprini nei quali la larva si incista. L’uomo può essere introdotto nel ciclo biologico nel parassita come ospite intermedio subendo una serie di condizioni cliniche non indifferenti.

Questo parassita è legato principalmente alla pastorizia che vede coinvolti sia l’ospite definitivo, il cane, sia quelli che potenzialmente possono diventare ospiti intermedi (ovini, caprini e talvolta l’uomo). In Italia diventa infatti un problema di una certa rilevanza in regioni come Sardegna, Sicilia e in alcune regioni del centro-sud in cui la pastorizia, con particolare attenzione per gli ovini, è ben strutturata.

Questo parassita misura allo stadio adulto dai 3 ai 9 mm di lunghezza ed è composto da uno scolice dotato di ventose e rostro centrale da cui si dipartono numerosi uncini che gli permettono di aderire all’intestino tenue del ospite definitivo per assorbire gli alimenti dalla parete intestinale. Inoltre presenta tre proglottidi caratterizzate da una maggiore maturità man mano che ci si allontana dallo scolice. Le proglottidi infatti sono dei segmenti che costituiscono il corpo delle tenie, normalmente contengono gli apparati genitali maschili e femminili (in quanto le tenie sono organismi ermafroditi). Al maturarsi della proglottide avverrà l’autofecondazione e quindi la formazione di uova fino ad ottenere quella che viene definita una proglottide gravida. La proglottide gravida si separa dalla tenia e dotata di una sorta di movimento proprio, viene eliminata dall’ospite definitivo attraverso le feci. La contrazione della proglottide porta alla spremitura della stessa e alla fuoriuscita delle uova che non hanno un aspetto tipico e si presentano molto simili alle uova di altre specie di tenia. In questo caso la proglottide più vicina allo scolice viene considerata immatura, la successiva matura e la terminale viene considerata gravida e subisce il destino precedentemente descritto.

Ciclo biologico
Ciclo biologico

Normalmente il cane si infetta mangiando carni infettate di carcasse presenti nel pascolo o in alcuni casi, di carni crude che, al momento di una macellazione clandestina, vengono date dal pastore. Nell’intestino tenue del cane il parassita adulto ha dimensioni molto ridotte e a meno che la carica parassitaria non sia eccessiva il cane non presenta alcun tipo di evidenza clinica. Una volta che la proglottide terminale del parassita risulta gravida, viene eliminata con le feci e giunge nell’ambiente. Le uova che fuoriescono dalla proglottide hanno la caratteristica di essere decisamente resistenti e di presentare al loro interno una larva detta esacanta e dotata di sei uncini.

Quando un ospite intermedio recettivo mangia le uova si ha la trasmissione. Le uova vengono deglutite, raggiungono l’intestino tenue, superano la vena intestinale e attraverso la vena porta giungono nel fegato e attraverso il ciclo di ritorno si localizzano nei polmoni e nel cuore, fino ad infestare numerosi distretti e raggiungere in casi rari il cervello. In questo tipo di teniasi, fegato e polmoni sono considerate sedi target nell’uomo in cui si ha lo sviluppo della fase larvale e la formazione della cisti iatidea. Le dimensioni della cisti possono variare in base all’ospite e al tempo di vita dell’ospite: animali destinati al macello hanno una vita media inferiore di animali da compagnia per cui la cisti non raggiungerà le stesse dimensioni. Nell’uomo la cisti può raggiungere dimensioni considerevoli in quanto la vita media dell’uomo ne permette l’espansione. La cisti è costituita da una parete esterna di pertinenza dell’ospite che ha la funzione di arginare il parassita e viene quindi considerata come una forma di risposta immunitaria e da una capsula fibrosa interna di pertinenza del parassita. Normalmente la formazione cistica risulta cava e contiene un liquido acquoso nel quale sono immersi i protoscolici ossia lo stadio primitivo dello scolice del parassita adulto. Al suo interno o in alcuni casi anche all’esterno, si possono formare cisti secondarie esattamente identiche alla cisti principale. La parete cistica è permeabile e ha quindi la capacità di permettere uno scambio continuo tra ambiente circostante e ambiente interno provocando una sensibilizzazione dell’organismo umano.

La diagnosi nell’ospite definitivo si serve in parte dell’esame microscopico delle feci associato ad una importantissima anamnesi completa del cane, con particolare attenzione verso quello che è l’habitat di provenienza dell’animale. Il dubbio diagnostico può eventualmente essere confermato con analisi di tipo molecolare. Per quanto riguarda gli ospiti intermedi si può sfruttare la diagnostica per immagini nella ricerca di cisti iatidee o in alternativa si può sottoporre l’ospite ad una analisi sierologica in quanto l’Echinococcus stimola il sistema immunitario che produce anticorpi specifici.

L’unica terapia possibile nell’uomo è la rimozione chirurgica della cisti. Si tratta di una pratica decisamente delicata in quanto l’eventualerottura della cisti nel momento della rimozione causa disseminazione del contenuto cistico e in particolare, shock anafilattico.

cisti epatiche
cisti epatiche

A questo proposito è bene conoscere la profilassi che deve riguardare sia il proprietario del cane, sia il proprietario del gregge di pecore che nella maggior parte dei casi coincidono. E’ infatti necessario educare il pastore ad evitare la macellazione clandestina, invitando il veterinario di competenza ad una visita ispettiva. Le carni infestate da larve, prima di essere consumate dai cani, devono essere bollite per almeno dieci minuti in modo da devitalizzare le cisti che hanno una resistenza minore delle uova che al contrario devono essere sottoposte ad una fiamma viva o a del vapore per essere eliminate. Inoltre è bene sottoporre gli ospiti a trattamenti antiparassitari antitenia e in ultimo, non per importanza, eliminare le feci che potenzialmente contengono uova.