Il miracolo della corretta formazione a Natale

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Un miracolo di Natale, l’hanno definito. È il 22 dicembre, una giornata normale di shopping natalizio. All’improvviso delle urla strazianti riecheggiano per uno dei tanti negozi: una mamma disperata che stringe fra le braccia il corpicino del suo figlioletto di appena due anni accasciatosi al suolo per arresto cardiocircolatorio.

Momenti di puro terrore in un centro commerciale di Agrigento per la gente che in quel momento si trova in quel negozio: un capannello di gente attorno a quel corpicino che non respira più. Il caso vuole che di lì si trovi a passare un finanziere, Angelo Stamarra; vede il bimbo, capisce la situazione, e con la freddezza che il caso esige, comincia le manovre di primo soccorso. Dall’iniziale insuccesso, il suo perseverare, la sua calma e la sua esperienza hanno fatto sì che il piccolino riprendesse a respirare prima ancora che giungessero sul luogo i soccorsi. Il bambino è poi stato portato in ospedale dove sono stati esclusi danni cerebrali. Un miracolo di Natale, l’hanno definito.

Noi, invece, preferiamo chiamarlo BLS. BLS è una sigla che sta per Basic Life Support (supporto di base alle funzioni vitali), un insieme di tecniche di primo soccorso che in molti casi può essere determinante per salvare la vita di un infortunato (dove per infortunato si intende una persona che sia priva di sensi, o con un blocco meccanico delle vie aeree, o un paziente in temporaneo arresto cardiaco).

La tecnica BLS, che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP), è completata dall’aggiunta di un defibrillatore (e in questo caso è definita BLS-D): ad ogni modo, essa ha come scopo il mantenimento di una minima ossigenazione cerebrale al fine di prevenire danni anossici. Consiste nell’insufflare artificialmente una certa quantità di aria nei polmoni e provocare un minimo di circolazione sanguigna attraverso  compressioni successive sul torace.

Queste manovre possono essere eseguite da chiunque in quanto non prevedono l’utilizzo di particolari attrezzature.

Diamone uno sguardo generale. Per valutare i parametri vitali del malcapitato il soccorritore utilizza la sigla ABC, acronimo di Airway, Breathing, Circulation. Vie aeree e respiro sono scrutate con la manovra GAS (Guardo, Ascolto e Sento) mentre la circolazione è valutata palpando il polso dell’arteria carotide comune

Accertato l’arresto cardiocircolatorio si procede con la RPC (rianimazione cardiopolmonare). Essa consiste in diverse fasi successive:

Massaggio cardiaco

  1. Si posiziona il paziente su una superficie rigida, per non dissipare la forza esercitata dalle compressioni;
  2. Ci si inginocchia a fianco del torace;
  3. Si prende direttamente contatto con il torace dell’infermo, rimuovendo eventuali impedimenti fisici (maglie, camicie…etc)
  4. Si collocano le mani al di sopra dello sterno sul suo terzo inferiore, una sopra l’altra;
  5. Si allineano le spalle con le mani (devono trovarsi esattamente sopra), spostando il peso in avanti;
  6. Senza piegare i gomiti bisogna effettuare 30 compressioni che abbassino di 4-5 cm ciascuna il torace(al fine di effettuare una manovra efficace, è bene rilasciare completamente dopo ogni compressione senza però che le mani perdano il contatto con il torace). Il ritmo corretto è di 100 compressioni al minuto circa (è bene contare a voce alta man mano che le si effettuano).

Respirazione bocca a bocca

  • Ogni 30 compressioni, si insuffla per 2 volte aria attraverso la respirazione artificiale: la testa viene ruotata all’indietro in iperestensione, si chiude il naso con una mano e con l’altra si estende la mandibola per mantenere la bocca aperta. Poiché si insuffla aria forzatamente nel sistema respiratorio dell’infortunato, è bene utilizzare una mascherina o un boccaio; in mancanza di questi strumenti, si può usare un fazzoletto di cotone per proteggere la bocca del soccorritore da quella dell’infortunato;
  • Si ritorna quindi al torace, nella corretta posizione. Si ripete il ciclo di 30:2 per un totale di 5 volte, controllando se si presentano segni di MOTORE (Movimento; Tosse; Respirazione). Se assenti, riprendere la rianimazione cardio-polmonare, in attesa dei soccorsi

BLS NEI NEONATI

Il metodo per la BLS nei bambini da 12 mesi a 8 anni è analogo a quello utilizzato per gli adulti, con la presenza di piccole differenze che tengono conto della minore capacità polmonare dei bambini e del loro ritmo di respirazione più veloce. Inoltre, va ricordato che le compressioni devono essere meno profonde di quanto sia necessario negli adulti.

Si comincia con 5 insufflazioni, prima di procedere al massaggio cardiaco che ha un rapporto fra compressioni e insufflazioni di 15:2. A seconda della corpulenza del bambino, si potranno effettuare compressioni con entrambi gli arti (negli adulti), un arto solo (nei bambini), o anche soltanto due dita (indice e medio al livello del processo xifoideo nei neonati).

È importante conoscere queste manovre base, effettuabili da chiunque, in modo da poter aiutare un infortunato in qualsiasi momento. Abbiamo anche realizzato un video, che spiega nello specifico e nei dettagli come eseguire tutto ciò anche con l’aiuto di un defibrillatore, in modo da non trovarsi impreparati. Noi ce l’abbiamo messa tutta. E tu, che aspetti?

Vedi anche | BLS-D Video Tutorial realizzato da “La Medicina in uno Scatto”