Quando decidiamo di “cambiare” il nostro corpo, a quanto dolore siamo disposti ad andare incontro? Ma soprattutto quali sono i rischi che corriamo realmente?

“La modificazione corporea consiste in un insieme di pratiche atte ad alterare deliberatamente il corpo umano senza che vi sia alcuna ragione medica. Si tratta di una forma d’arte universale praticata da migliaia di anni per fini sessuali, come rito di passaggio, per ragioni estetiche, per indicare appartenenza, fiducia e lealtà, per motivi religiosi, a scopo di provocazione o per esprimere se stessi – Wikipedia.

Ognuno di noi porta con sè tratti unici ed irripetibili: oggi parliamo della “Donna Vampiro” e dell’ “Uomo Zombie”, due dei casi più estremi di body modifications, che hanno fatto di tutto per essere unici:  María José Cristerna e Rick Genest, due persone che hanno deciso di rendere il proprio corpo un mezzo attraverso cui vivere la propria arte e la propria personalità.
Maria è una donna Messicana, madre di 4 figli, che si è sottoposta a numerosissimi tatuaggi e piercings, impianti sottodermici di “corna” ed affilamento dei denti in modo da apparire il più simile possibile ad un vampiro; Rick, invece, è un ragazzo di 29 anni che, in seguito alla rimozione di un tumore al cervello, ha cominciato a cospargere tutta la superficie del proprio corpo di tatuaggi raffiguranti strutture scheletriche e muscolari in decomposizione, dopo un lavoro di oltre sei anni si è guadagnato il soprannome di “Zombie Boy”.

La pratica della modificazione corporea vide la luce migliaia di anni fa come parte integrante della cultura di numerosissime tribù e/o civiltà. Si trattava perlopiù di modificazioni a scopo religioso, di rito d’iniziazione, oppure meramente culturale. Negli ultimi anni abbiamo assistito nella nostra società ad un incremento notevole di queste pratiche, il dramma però è che, spesso, le persone si sottopongono ad interventi, anche invasivi, ignorando le basilari norme igieniche; insieme alle body modifications, quindi, si è osservato un aumento preoccupante delle complicanze ad esse correlate.

Facciamo insieme una carrellata delle più estreme:

  1. Il “Corset” : consiste nell’allestimento di una serie di piercing, fatti su qualsiasi superficie corporea (ndr il più delle volte sulla schiena, sul polpaccio oppure sulla porzione laterale del torace e del fianco), disposti in modo tale da poter inserire un nastro ed ottenere l’aspetto di un antico corsetto. (vd. Immagine)
  2. Il “Bagel Head” : dall’inglese “Testa a ciambella”  consiste in un’iniezione sottocutanea di una soluzione salina, di solito in corrispondenza della fronte. L’infiammazione causata dalla sostanza inoculata provoca un gonfiore che viene modellato per ottenere una forma molto simile ad una ciambella. L’effetto dura dalle 16 alle 24 ore, periodo dopo il quale la soluzione viene assorbita dal corpo e il turgore svanisce. (vd. Immagine)
  3. La “Split Tongue”: ossia la lingua biforcuta, consiste nell’incisione lungo il solco mediano della lingua fino a separare le due metà lasciando la radice integra. Seguirà un allenamento da parte del soggetto per imparare a muovere le due metà indipendentemente. (vd. Immagine)
  4. La “Scarnificazione”: consiste in una tecnica per cui al posto dell’inchiostro, il soggetto, per effettuare un disegno sulla propria superficie corporea, utilizza la rimozione di ampie porzioni di cute. Il risultato sarà che al posto del disegno nero, ci sarà una cicatrice perfettamente delineata. Una variante della scarnificazione è il tatuaggio tramite ustione, che ha lo stesso effetto. (vd. Immagine)
  5. Il “tatuaggio corneale”: consiste nell’iniezione di inchiostro nella cornea per ottenere la colorazione delle sclere. (vd. Immagine)

La lista, ovviamente, è molto più lunga di questa, ma tutti quelli che si sottopongono a queste pratiche, sono consci dei rischi a cui vanno deliberatamente incontro? Va da sé che quando più la modificazione è invasiva, quanto più i rischi sono concreti.

Cominciamo dalla, ormai comune, pratica degli impianti subdermici (ndr le corna della donna Vampiro): il nostro corpo è “programmato” per difendersi, questo implica che qualsiasi sostanza che viene riconosciuta come “estranea” tende ad essere allontanata. Questo è il principio fondamentale del granuloma da corpo estraneo:  “l’intruso” viene aggredito dalle cellule del sistema immunitario che lo attaccano per eliminarlo. Non sempre però ci riescono, a volte per le sue dimensioni, altre per le sue particolari caratteristiche. In questo caso lo circondano creando una sorta di barriera in modo da isolarlo dal resto dell’organismo. Evolve così in infiammazione cronica. L’aspetto clinico è quello di un nodulo più o meno rossastro caratterizzato da bordi non sempre ben definiti. In molti casi è presente una sintomatologia dolorosa indotta dalla pressione locale ed il paziente può osservare la fuoriuscita occasionale di liquido sieroso o francamente purulento, andato quindi incontro a sovrainfezione.

Anche un piccolo tatuaggio può essere pericoloso perché causa una lesione della pelle. Questo cosa implica? Potremmo andare incontro ad una reazione allergica nei confronti dell’inchiostro utilizzato (ndr alcuni colori sono più allergogeni di altri) con il rischio di sviluppare un’eruzione cutanea pruriginosa nella zona tatuata. Potremmo contrarre un’infezione che, se siamo fortunati, consisterà in un’infezione batterica localizzata autolimitante, se invece non lo siamo potrebbe comprendere un ampio spettro di malattie molto pericolose quali: l’epatite B, l’AIDS, l’epatite C, il tetano. Ancora, potremmo andare incontro ad una serie di problemi qualora dovessimo sottoporci ad indagini diagnostiche che richiedono l’utilizzo di particolari macchinari come la Risonanza Magnetica Nucleare (ndr alcuni inchiostri contengono particelle metalliche). Questo discorso è portato agli estremi in caso di tatuaggio corneale, poiché riguarda un tessuto estremamente particolare e delicato.

Esiti cicatriziali (a sx) normali (al centro) ed infiammatori (a dx) di un comune piercing
Esiti cicatriziali (a sx) normali (al centro) ed infiammatori (a dx) di un comune piercing

Per quanto riguarda i rischi dei piercing, questi variano molto in base alla sede: ci sono zone riccamente vascolarizzate che, se lese, potrebbero causare emorragie tali da mettere in difficoltà un chirurgo. Anche l’innervazione territoriale è importante da tenere in considerazione. Ovviamente si corrono gli stessi rischi microbiologici elencati per i tatuaggi.

Come possiamo prevenire queste complicanze? Innanzitutto è fondamentale l’igiene del posto dove andrete a praticare la body modification, vi dovrete assicurare che gli strumenti utilizzati per l’intervento siano in confezioni sterilizzate, aperte davanti a voi e che non siano mai riposti a contatto con una superficie non sterile: il principale rischio è quello del riciclo degli strumenti. Successivamente sarà la vostra dedizione alla cura della modificazione a proteggervi da eventuali infiammazioni e/o infezioni, abbondando di acqua ossigenata, pomate antiinfiammatorie ed antisettiche se necessario (qualora compaiano i sintomi dell’infezione) ed evitando il contatto con superfici contaminate (ndr indumenti, mani sporche etc.)

Ognuno può fare del proprio corpo ciò che vuole, nonostante questo sia stato “ideato” in un determinato modo per assolvere alle sue funzioni nel modo migliore, ma quanto siete disposti a soffrire? Se la risposta è abbastanza, allora assicuratevi con minuziosa premura di non trovare terribili “sorprese” alle successive analisi del sangue.