Solo 2013 l’EU Early Warning System, il sistema di allerta messo in piedi dall’Unione Europea contro la diffusione delle nuove sostante stupefacenti, ha iscritto 81 nuove droghe. Fra questi i cannabonoidi sintetici, arrivati nel nostro continente solamente nel 2008 ma scoperti dalla farmacologia già a partire dagli anni ’60, sono il gruppo più numeroso.
Vengono “legalmente” vendute come sostante tossiche legali, sostanze chimiche di ricerca oppure integratori alimentari: ma la verità è ben diversa.

Ci sono storie che non dovrebbero essere raccontate, non perché non ne valga la pena, ma semplicemente perché non sarebbero dovute accadere. Prima di “dare i numeri” mettendo in evidenza la diffusione di queste sostante stupefacenti in Italia e in Europa, vorrei raccontarvi quel poco che sappiamo della vita di Connor Ekchadrt, un giovane californiano di appena 19 anni, spentosi pochi mesi fa dopo aver assunto della cannabis sintetica.
Tutto inizia (o finisce) il 12 luglio di questo anno: Connor dopo aver fumato dell’erba addizionata con sostanze chimiche tossiche, che negli USA viene venduta quasi legalmente un po’ dappertutto sotto il nome di “Spice”, entra in coma a causa dei danni celebrali indotti dal consumo di questa droga.

K2: è un esempio dei tanti "syntetic marijuana" venduti negli USA ed in Europa
K2: è un esempio dei tanti “syntetic marijuana” venduti negli USA ed in Europa

Dal momento del suo ricovero in ospedale alla sua morte “definitiva” non passa neppure un mese, ma i genitori, Devin e Veronica, iniziano una battaglia contro la diffusione di queste droghe sintetiche che, nonostante in California siano considerate illegali, vengono vendute online e negli smoke shops con la dicitura “not for human consumption”.

Dietro questa sigla, tanto ipocrita ed immorale quanto al limite della legalità, si nasconde una verità molto più dura da accettare: venditori, acquirenti e organi di controllo sanno bene quale utilizzo se ne va di questi “incensi”, che spesso vengono prodotti in laboratori improvvisati della Cina o del Bangladesh senza nessun controllo né sui componenti utilizzati né sulla quantità contenuta in ciascuna “dose”.
Anche oggi purtroppo, la legislazione americana (ed internazionale) è sempre un passo indietro rispetto a queste droghe: quando viene impedita la produzione, la diffusione e la vendita di una molecola, i produttori cambiano minimamente la struttura, oppure si mettono alla ricerca di nuovi composti che agiscano sempre sugli stessi recettori nel cervello, rendendo così vani tutti gli sforzi degli enti governativi di arginarne il consumo.

Ma cosa sono esattamente questi cannabinoidi sintetici?

Farmacologicamente parlando sono delle molecole che agiscono in maniera simile al THC contenuto all’interno della marijuana o dell’hashish: legano i recettori dei cannabonoidi (CB1), presenti maggiormente nel nostro cervello (ndr. e in parte anche in altri organi), attivandoli e inducendo la manifestazione di tutti gli effetti classici derivati dal consumo di cannabis.
A partire dal 1960, quando furono identificate le prime molecole appartenenti a questa “famiglia”, sono state sviluppate numerose varianti che possono essere divise in 7 grandi gruppi a seconda della loro struttura molecolare.
Quelli più simili alla cannabis, come il nabilone e il dronabinolo, vengono utilizzati negli USA come farmaci in grado di agire a livello celebrale direttamente sul “centro del vomito” riducendone la stimolazione in seguito a chemioterapia anti-tumorale.
In questi casi hanno dimostrato, oltre ad un grande efficacia nel ridurre gli episodi di emesi, anche un’azione oressizzante che induce il paziente ad assumere una quantità di cibo sufficiente senza ricorrere all’utilizzo di altre sostanze.

In cosa differiscono i cannabinoidi sintetici da quelli classici?

Durante gli anni la ricerca e gli studi su questi composti ha permesso di selezionare quelli con struttura molecolare più affine rispetto al recettore fisiologico: tutte le molecole derivate hanno la capacità di attivare determinati pathway (ndr. sequenze di eventi all’interno della cellula) nel nostro cervello in maniera maggiore rispetto al THC.
Inoltre a causa della lunga emivita di questi pseudo-farmaci gli effetti sull’organismo non solo solamente amplificati, ma durano molto più a lungo e possono causare: episodi psicotici, psicosi a lungo termine, epilessia, abnorme eccitazione, alterazione della percezione dello spazio/tempo e dell’umore, tachicardia, sindrome coronarica acuta, bradicardia grave e prolungata.

In che modo questi “farmaci” vengono utilizzati come droghe ricreazionali?

I primi cannabinoidi sintetici ad uso ricreazionale sono stati individuati, in Europa, nel 2008 nonostante in America fossero già diffusi a partire dagli anni ’90. Dopo essere stati vaporizzati su miscele di erbe grossolanamente tagliuzzate, che spesso non hanno alcuna attività psicotropa naturale, vengono venduti senza che sia noto al consumatore né qualità del prodotto chimico né la quantità presente nell’unità di peso.
Negli USA sono considerati quasi alla stregua di “farmaci da banco” o di “profumatori ambientali” e sono commercializzati sotto i più svariati nomi: Spice, K2, Scooby Snax, Fake Weed, Marley o Yucatan Fire.

Alla luce di quanto detto fino a questo momento riguardo a queste “nuove” sostante d’abuso, sempre più utilizzate dai giovani in quanto falsamente legali e con un costo inferiore rispetto alla marijuana “naturale”, viene spontaneo chiedersi il perchè la nostra società moderna non riesca ad intervenire radicalmente al fine di limitarne il consumo attraverso misure di prevenzione piuttosto che condannare penalmente coloro che ne fanno uso.
In un momento in cui nel nostro Paese si parla sempre più spesso di spending review, tagli lineari, abbattimento dei costi della sanità pubblica e rimodulazione del sistema educativo, vorrei che il legislatore si attivi anche per risolvere questi “piccoli” ma importanti problemi perché in fondo: la salute è il capitale dei poveri.

Fonte ed approfondimenti: Pagina sui cannabinoidi sintetici del Sistema Nazionale di Allerta Precoce | Relazione dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo lo “Spice” e le sostanze correlate | Pagina aperta dai genitori di Connor per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo questo tema : Doit4Connor