Il GH, definito l’ormone della crescita, adempie numerose funzioni. Il suo effetto fisiologico di maggior rilievo si esplica nel corso degli anni infantili e di quelli adolescenziali in quanto favorisce la crescita e il trofismo somatico di tutti gli organi e di tutti i tessuti. Una sua carenza provoca nanismo e ritardi nello sviluppo, mentre un eccesso è alla base del gigantismo. Nell’adulto, un eccesso di GH porta ad una sindrome chiamata Acromegalia. Spieghiamo meglio queste patologie.

Che tipo di ormone è il GH? Come agisce?

Il GH o ormone somatotropo è una proteina dalle cellule somatotrope dell’ipofisi anteriore. Ha secrezione pulsatile con picchi più frequenti e più ampi nelle prime ore di sonno. La sua funzione principale è di stimolare lo sviluppo dell’organismo umano, promuovendo l’accrescimento e la divisione mitotica delle cellule di quasi tutti i tessuti corporei.

Le azioni del GH sul nostro corpo sono molteplici:

  • Garantisce il trofismo muscolare e osseo nell’adulto;
  • Favorisce la mobilitazione dei grassi e facilita la lipolisi;
  • Ha effetto iperglicemizzante;
  • Aumenta l’assorbimento di acqua a livello intestinale e la ritenzione di sodio, innalzando la pressione arteriosa;

I livelli di GH sono massimi durante l’infanzia e l’età pre-puberale, superato questo periodo della vita i livelli di GH diminuiscono ma l’ormone continua comunque ad essere prodotto.

Che cosa succede se durante la crescita si assiste ad una diminuzione della secrezione di GH?

Per diversi motivi, come ad esempio un craniofaringioma o un deficit congenito o acquisito, la secrezione di GH può diminuire e causare quello che chiamiamo nanismo ipofisario, cioè una forma di nanismo armonico in cui l’individuo raggiunge un’altezza massima che nell’adulto non supera i 120 cm, pur mantenendo le proporzioni corporee corrette.

Esempio di nanismo ipofisario
Esempio di nanismo ipofisario

Il nanismo ipofisario può venire curato con la somministrazione di ormone somatotropo sintetico, ma soltanto prima della pubertà , dopo la quale gli ormoni sessuali determinano la saldatura delle cartilagini di accrescimento e impediscono la crescita in lunghezza dell’osso. Chirurgico e radioterapico è il trattamento di un eventuale craniofaringioma o di un adenoma ipofisario: a ciò andrà fatto seguire adeguata terapia sostitutiva con GH, ormoni tiroidei, eventualmente ormone antidiuretico e glucocorticoidi.

E quando invece si assiste ad un eccessivo aumento dei livello di GH?

Si parla di disordini legati soprattutto la presenza di un adenoma ipofisario ipersecernente che determinano quadri di acromegalia e gigantismo.
La differenza è molto importante: si parla di gigantismo quando l’ipersecrezione di GH avviene prima della fusione delle epifisi, con conseguente accrescimento lineare delle ossa lunghe. Nell’acromegalia invece, l’accrescimento osseo avviene dopo che si è determinata la saldatura delle epifisi delle ossa lunghe. La conseguenza sarà un aumento di volume delle ossa piatte e degli organi interni.

Nel gigantismo si ha un’altezza compresa tra i 240-270 cm, mantenendo però corrette le proporzioni corporee, cosa che invece non avviene nell’acromegalia. Nel dettaglio, l’acromegalia è una patologia rara, con incidenza circa 3-4 casi per milione/anno. È più comune in adulti di mezza età ed evolve in modo insidioso tanto che la diagnosi è spesso tardiva.
La mortalità è molto alta, il 100% dei pazienti muore entro 15 anni dalla diagnosi a causa degli elevati livelli di GH e conseguentemente di IGF-1 (somatostatina C prodotta dal fegato). L’exitus sopraggiunge per danno cardiaco, ipertensione, insufficienza respiratoria e diabete.

Si ha un quadro patologico caratterizzato da alterazioni generali come ingrandimento delle mani e dei piedi, modificazioni della fisionomia del volto, diastasi dentaria, astenia, visceromegalia (cuore, laringe, reni, fegato), e alterazioni specifiche:

  • Sindrome del tunnel carpale, parestesie, neuropatie;
  • Spondiloartrosi, cifosi dorsale, ingrossamento e dolenzia articolazioni interfalangee data dalla deposizione di collagene nello spazio articolare 8GH e IGF-1 portano a proliferazione cellulare);
  • Ispessimento della cute, iperidrosi, irsutismo, ipertrofia ghiandole salivari;
  • Ipertrofia ventricolare sx, ipertensione, insufficienza valvolare, aritmie;
  • Tireopatie con gozzo;
  • Ipertrofia prostatica benigna;
  • Poliposi intestinale;
  • Deformazione gabbia toracica a corona di rosario, macroglossia, ispessimento delle corde vocali e del palato molle;

La diagnosi di acromegalia è prevalentemente anamnestica, è necessario chiedere al paziente se ha dovuto sostituire anelli, guanti, cappelli o scarpe ora troppo strette. Chiedere foto di anni precedenti a quello attuale può essere utile in modo da poter confrontare se ci sono stati cambiamenti nel corso degli anni.
All’esame obiettivo si potranno notare bozze frontali, sviluppo eccessivo di mandibola e mascella, macroglossia, mani grosse e gonfie (da deposito di collagene).
Infine possono essere molto utili valutazioni ormonali e test dinamici come i livelli di GH random IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile prodotto dal fegato).

Evoluzione del paziente acromegalico
Evoluzione del paziente acromegalico

Si può guarire dall’acromegalia?

Gli obiettivi consistono nel normale ripristino di valori normali di GH e IGF-1 e quindi nella riduzione delle complicanze sistemiche della malattia.
L’aspetto più importante da considerare è che non si tratta di una terapia volta alla cura ma alla remissione poiché la malattia è molto invalidante e sono frequenti le recidive.
La terapia farmacologica usata subito in paziente in cui è sconsigliato l’intervento (diabete) o se il paziente si rifiuta di operarsi. È inoltre utile come adiuvante all’intervento andando a ridurre le dimensioni del tumore, che quindi sarà più facile da operare. Si tratta di analoghi della somatostatina come Ocreotide e Lanreotide ad effetto long acting, o dopamino-agonisti quali Bromocriptina e Cabergolina (considerati di seconda scelta e dati in associazione ai precedenti).
Infine, di terza scelta, è antagonista del recettore del GH (blocca rilascio di IGF-1): il Pegvisomant.

In caso di resistenza alla terapia farmacologica, è possibile ricorrere alla neurochirurgia in cui si asporterà l’adenoma per via transfenoidale, con eventuale pre o post- supporto radioterapico.