Il ginocchio è un’articolazione costantemente sottoposta a forze di pressione, tensione e accelerazione notevoli. Nelle attività quotidiane, come per esempio salire le scale, arriva a sostenere un carico pari a 7,5 volte il peso del nostro corpo.
Ma, mentre la displasia dell’anca è oggi diagnosticata tempestivamente grazie agli screening neonatali, alle problematiche non traumatiche che affliggono il ginocchio spesso non vi si presta la giusta attenzione e non vengono trattate, portando nel tempo a serie conseguenze.

Rappresentazione anatomica dell'articolazione del ginocchio
Rappresentazione anatomica dell’articolazione del ginocchio

Il ginocchio è l’articolazione che unisce la coscia e la gamba ed è la più complessa e grande dello scheletro umano.
È un ginglimo angolare e le superfici articolari lo renderebbero estremamente mobile, ma l’apparato ligamentoso ne riduce i movimenti a flessione ed estensione, limitandone la rotazione.
Le ossa coinvolte sono il femore, la rotula e la tibia, mentre sono numerosi i legamenti che contribuiscono a tenere in situ il ginocchio.
Molto importanti sono i legamenti crociati anteriore e posteriore, che si estendono dal femore alla tibia disponendosi a X al centro dell’articolazione. I legamenti collaterali invece uniscono i due capi ossei lateralemente e medialmente.
I menischi invece sono delle strutture fibro-cartilaginee che aiutano a rendere congruenti tra loro le superfici articolari e tamponando le sollecitazioni biomeccaniche a cui l’articolazione è sottoposta. Hanno forma di C e sono uniti dal legamento trasverso.

Nella gamba normale anca, ginocchio e caviglia sono allineate sulla stessa retta detta asse meccanico

Asse anatomico e asse meccanico
Asse anatomico e asse meccanico

dell’arto inferiore. Tale asse nella tibia corrisponde all’asse diafisario (Asse Anatomico), mentre nel femore l’asse anatomico si discosta da quello meccanico formando un angolo di circa 6 gradi, detto angolo di valgismo fisiologico.

Se questo allineamento risulta modificato, si ha una situazione patologica con deviazione assiale, con conseguente alterazione della biomeccanica articolare che nel tempo porta a usura delle zone sottoposte a carico. In particolare, se l’angolo di valgismo aumenta si ha la situazione patologica di ginocchio valgo (gambe a X), mentre se si inverte, cioè si chiude all’interno, si ha la situazione patologica di ginocchio varo (gambe ad “O”).
Il ginocchio varo e valgo sono deformità dell’arto inferiore, ma in alcuni periodi della sviluppo sono situzioni fisiologiche, in particolare fino a 36 mesi il ginocchio varo e fino a 7 anni il valgo.
Al di fuori di questi due periodi di età sono deformità da correggere, per evitare problemi più gravi in futuro.

Deformità del ginocchio
Deformità del ginocchio

Per ginocchio valgo quindi si intende una deformità del ginocchio, per cui questo tende verso l’interno. Molto spesso si manifesta in età puberale come disturbo evolutivo senza cause evidenti e può anche essere corretto senza bisogno di interventi chirurgici fino ai 9 anni. Nel bambino, è la conseguenza della mancata calcificazione ossea e compare con l’inizio della deambulazione, quando cioè il ginocchio inizia a farsi carico del peso corporeo. Nell’adolescente, invece, è tipico di soggetti gracili e con muscoli pochi sviluppati, dovuto forse a disturbi ormonali. C’è ache una certa correlazione con l’obesità.

Il ginocchio si definisce invece varo quando femore e tibia non sono perfettamente allineati, e formano un angolo ottuso aperto medialmente. Le cause sono le stesse del ginocchio valgo. Altre patologie coinvolte possono essere disturbi neurologici, malattie ossee focali, lesioni legamentose inveterate e frature mal consolidate. Se le gambe sono molto arcuate può essere segno di rachitismo, disturbo causato da defict importante di vitamina D. Anche in caso di intossicazioni con metalli come piombo o fluoro possiamo avere questo esito.
Si è notata una certa associazione tra il ginocchio varo e attività sportiva eccessiva, soprattutto per calcio ed equitazione.

In entrambi i casi il sintomo principale è il dolore. Queste alterazioni articolari comportano un sovraccarico del compartimento laterale del ginocchio se valgo e mediale se varo, che si trova a sostenere la maggior parte del peso corporeo durante la deambulazione.

Mentre un difetto modesto può non avere conseguenze cliniche, uno severo può condurre ad una meniscopatia degenerativa rispettivamente laterale o mediale, fino ad un’artrosi precoce. Anche la rotula può soffrire del malallineamento in valgo, sviluppando così una sindrome dolorosa rotulea.

Quando la deviazione angolare è importante o ha dato origine a sintomatologia importante, è necessario correggerla.
La terapia consiste nell’intervento chirurgico.

Esempio di epifisiodesi
Esempio di epifisiodesi

Nel caso in cui si intervenga nell’età dell’accrescimento è possibile eseguire un’epifisiodesi. L’intervento consiste nell’inserimento di mezzi di sintesi, come placche o cambre, cavallo della cartilagine di coniugazione del femore distale ed eventualmente anche della tibia prossimale in regione esterna o interna a seconda che si tratti di varismo o valgismo. Non è necessario l’utilizzo del gesso nel post operatorio e la ripresa della deambulazione è molto rapida. A distanza di circa 12-18 mesi la deformità risulterà corretta.
Se invece è già avvenuta la chiusura dell’epifisi, quindi al termine dell’accrescimento, è necessario eseguire un’osteotomia, ovvero sezionare l’osso per correggerne la posizione o la forma. Le ossa in questione sono sempre il femore distale e la tibia prossimale.
Nei casi in cui il sovraccarico cronico abbia causato già dei danni gravi artrosici, bisogna prendere eventualmente in considerazione anche degli impianti protesici, i quali permettono di correggere la deformità e contestualmente sostituire la porzione malata dell’articolazione.
È importante quindi imparare a riconoscere questi che sembrano difetti estetici, ma che in realtà sono vere e proprie patologie, per poter intervenire tempestivamente ed effettuare il trattamento più conservativo.

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