I gruppi sanguigni sono determinati dalla presenza di strutture cellulari specifiche poste sulla superficie dei globuli rossi.

La loro presenza è determinata geneticamente ed ereditata quindi dal padre e dalla madre del soggetto in esame. Tali strutture fungono da antigeni. Questa caratteristica indica che nel caso in cui vengano introdotti in un soggetto delle componenti ematiche non aventi l’assetto antigenico del ricevente, si provocherà una reazione immunitaria che può portare anche a situazioni piuttusto rilevanti.

Un sistema di gruppi sanguigni è determinato da diversi antigeni di superficie che derivano dall’espressione di un unico gene o di geni strettamente correlati. La loro scoperta avvenne, per merito di Karl Landsteiner, che nel 1930 vinse il premio Nobel per la medicina relativamente alla scoperta dei gruppi sanguigni umani.

In particolare Landsteiner scoprì tra le altre cose, l’esistenza dei gruppi sanguigni del sistema ABO portando un enorme contributo alla pratica trasfusionale indispensabile ancora oggi nel trattamento di numerose patologie.

Determinazione glucidica dei gruppi ematici.
Determinazione glucidica dei gruppi ematici.

Il sistema ABO è caratterizzato fisiologicamente dalla presenza di un glicano associato alla membrana plasmatica costituito da residui di N-acetilgalattosamina, galattosio e fucosio. La sostanza così composta costituisce l‘antigene H rappresentativo del gruppo O. I soggetti di gruppi differenti possiedono speciali enzimi detti glicosiltransferasi che aggiungono all’antigene H ulteriori residui glucidici andando a formare l’antigene A (N-acetilgalattosamina) e l’antigene B (Galattosio) rispettivamente del gruppo A e del gruppo B. I soggetti del gruppo AB esprimono entrambi gli antigeni di superficie.

L’organismo riconosce come propri gli antigeni specifici del gruppo ematico al quale appartiene comportando la produzione di anticorpi naturali della classe delle IgM. Gli anticorpi naturali, così detti perchè non necessitano di uno stimolo immunitario esterno per essere prodotti, sono quindi rivolti in maniera specifica verso gli antigeni non presenti nell’organismo.
Soggetti del gruppo A possiedono quindi anticorpi anti-B, soggetti del gruppo B anticorpi anti-A e soggetti del gruppo O possiedono entrambi gli anticorpi in quanto non presentano ne antigeni A, ne antigeni B di superficie. Un individuo di gruppo AB al contrario, presentando entrambi gli antigeni di superficie, non possiederà ne anticorpi anti-A, ne anti-B.

Il sistema ABO, insieme al sistema Rh e ad altri principali sistemi, rappresenta una variabile indispensabile da valutare e rispettare per trasfondere emazie compatibili. Il sistema Rh, altrettanto importante nelle reazioni trasfusionali emolitiche , è definito dalla presenza o assenza degli antigeni Rh o Rhesus, C, D ed E sulla superficie delle emazie ed è rappresentato da un assetto specifico che viene sempre valutato nel momento in cui la sacca di sangue del donatore viene gruppata.

Emoagglutinazione.
Emoagglutinazione.

Queste caratteristiche di gruppo definiscono quindi il metodo di assegnazione del sangue donato al candidato ricevente. Una sacca di gruppo A sarà destinata ad un paziente di gruppo A o AB. Lo stesso concetto verrà applicato a sacche di sangue del gruppo B. Soggetti di gruppo AB hanno la possibilità di donare solo a riceventi del medesimo gruppo. Al contrario, donatori di gruppo O vengono definiti donatori universali in quanto le emazie in questione non presentano antigeni A o B e possono quindi essere trasfuse a pazienti di qualsiasi gruppo sanguigno.

Queste considerazioni sono importanti anche in situazioni ospedaliere critiche in quanto, non avendo la possibilità di definire il gruppo sanguigno dei pazienti interessati, si procede a trasfusioni di emergenza del gruppo O negativo in modo da non stimolare alcun tipo di reazione immunitaria trasfusionale.

La definizione del gruppo sanguigno di un soggetto, definito nella pratica “gruppaggio“, sfrutta la reazione tra antigene e anticorpo. La tecnica applicata è quella di emoagglutinazione che consiste in questo caso nel cimentare un siero ottenuto da donatori di sangue di un medesimo gruppo contenente anticorpi naturali IgM, con le emazie del soggetto di gruppo sconosciuto. La positività del test è data dalla formazione di agglutinati ematici evidenti nel giro di pochi secondi dopo accurata miscelazione del campione e del siero test.

Gruppaggio. Nei primi due pozzetti si ha la determinazione di un gruppo A, mentre nel resto del vassoio si ha la determinazione del gruppo 0.
Gruppaggio.
Nei primi due pozzetti da sinistra si ha la determinazione di un gruppo A, mentre nel resto del vassoio si ha la determinazione del gruppo 0.

Ad ogni determinazione il sangue del soggetto verrà cimentato singolarmente con il siero contenente anticorpi rispettivamente anti-A e anti-B. Nel caso in cui il sangue in esame reagisca positivamente con il primo siero si può affermare che le emazie in questione appartengono al gruppo ematico B. Al contrario, se il campione dovesse reagire positivamente solo con il secondo siero si avrà a che fare con emazie del gruppo A. Il gruppo ematico O invece non presenterà alcun tipo di reazione positiva in quanto non sono presenti ne antigeni A, ne antigeni B sulla superficie eritrocitaria, non permettendo il legame tre antigene e anticorpo e la conseguente formazione di emoagglutinati. Al contrario il test di campioni del gruppo AB risulteranno positivi per entrambi i sieri testati.