Secondo uno studio condotto dall’università di Verona e l’University College of London, incrociare le dita influenzerebbe il modo in cui il cervello elabora la sensazione del dolore, arrivando talvolta a ridurlo.

Chi almeno una volta nella vita non ha avuto a che fare con il dolore? È uno degli appuntamenti più fastidiosi della nostra esistenza, a cui nessuno, anche per i motivi più banali, può sottrarsi.

Ma che cosa è il dolore? Cosa ci permette di avvertirlo e riconoscerlo? Il dolore è una vera e propria funzione fisiologica dell’organismo che ha lo scopo di proteggerlo da stimoli nocivi che se agissero per lungo tempo, produrrebbero danni irreversibili al tessuto.

Esso si compone di una parte percettiva, la nocicezione appunto, che si occupa della ricezione e del trasporto al sistema nervoso centrale di stimoli lesivi per l’organismo, e di una parte esperienziale che è lo stato pshichico collegato alla percezione di una sensazione sgradevole.

Tipi di neurotrasmettitori
Tipi di neurotrasmettitori

Del dolore oggettivo si occupano degli specifici recettori, chiamati nocicettori, i quali sono neuroni a terminazione libera che si attivano da diversi fattori rilasciati dal tessuto danneggiato (mediatori dell’infiammazione, citochine, prostaglandine ecc.). Sono recettori incapaci di adattamento che continuano quindi a scaricare potenziali d’azione per tutta la durata di applicazione dello stimolo.

Attraverso una serie di neuroni sensitivi che costituiscono una via chiamata spino-talamica, gli stimoli dolorifici passano dalla periferia del nostro corpo, al midollo spinale, quindi al cervello che lo processa e ci permette di percepirlo.

Per semplificare il concetto, possiamo paragonare la trasmissione del dolore a quella che viene definita la “teoria del cancello”: all’interno del midollo è presente un neurone sensitivo secondario che si comporta come un cancello, se questo è aperto lo stimolo dolorifico passa e raggiunge la corteccia, se questo è chiuso, lo stimolo dolorifico dalla periferia non raggiungerà mai la corteccia e quindi non verrà mai avvertito.

Vie di trasmissione del dolore
Vie di trasmissione del dolore

Partendo da questi presupposti, alcuni ricercatori dell’università di Verona e l’University College London, hanno condotto degli studi volti a dimostrare come il dolore possa essere modulato applicando altri stimoli sul corpo e modificando la parte del corpo dolorante, andando ad ingannare il sistema di trasmissione del dolore di cui parlavamo prima.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, è stato condotto usando il fenomeno dell’illusione della griglia termica: un metodo controllato che permette, previa applicazione di un sistema di temperature caldo-freddo-caldo sulle dita, di attivare il sistema del dolore senza provocare danni alla pelle. Ne deriva una sensazione di bruciore che si configura come un’illusione data dall’interazione di tre vie sensoriali, quella del caldo, quella del freddo e quella del dolore. In particolare il caldo riduce l’attività dei recettori del freddo, i quali avendo un’attività ridotta, non riescono ad inibire le cellule del dolore che quindi si attivano evocando la sensazione di bruciore caratteristica dell’illusione della griglia termica.

Non solo, anche lo spazio pare possa influire sul dolore perché quando il dito che riceve la stimolazione fredda è posto tra due dita che ricevono caldo, la sensazione di bruciore si riduce a conferma del fatto che il nostro cervello utilizza informazioni relative alla posizione di ciascuno stimolo rispetto agli altri per produrre la sensazione di bruciore su un solo dito.

Questa tecnica se si rivelasse veritiera, diventerebbe molto innovativa perché potrebbe rivelarsi una risorsa molto importante per alleviare le sofferenze dei pazienti affetti da dolore cronico. Insomma, non ci resta che attendere, ovviamente incrociando le dita!