Alcuni ricercatori del dipartimento di Biochimica e Microbiologia dell’Università di Uppsala hanno sviluppato una nuova arma contro questi tumori: PDZbody, un peptide che lega E6 di HPV inibendolo.

Con 500.000 nuovi casi e 250.000 decessi annui, il carcinoma della cervice uterina è il secondo più frequente tipo di tumore femminile. Nel più del 99% dei casi questo tumore è dato da un’infezione cronica di HPV. Giocano un ruolo fondamentale nell’infezione e nello sviluppo della malattia le proteine virali E6 ed E7 che, legando specifiche proteine cellulari, promuovono l’immortalizzazione della cellula infetta.

Alcuni ricercatori del dipartimento di Biochimica e Microbiologia dell’Università di Uppsala hanno sviluppato quella che potrebbe rivelarsi una nuova arma contro questi tumori: PDZbody, una molecola che lega E6 di HPV inibendolo.

Dopo aver studiato nel dettaglio la struttura di E6 di HPV16 e le interazioni che naturalmente questa forma con altre proteine come SAP97 ed E6AP hanno riprodotto attraverso tecniche di biologia molecolare la parte di SAP97 che si lega con la oncoproteina virale, il dominio PDZ, modificandola affinché si leghi ancora più saldamente. Per avere un inibitore di E6 ancora più efficace hanno pensato dunque di legare al dominio PDZ modificato anche una parte di E6AP in grado di interagire con E6.

pdz

Hanno così creato PDZbody, un peptidomimetico che si lega molto saldamente in due punti alla proteina virale di HPV inibendone la capacità di causare tumori.

 

Nonostante i primissimi test in vitro dimostrino una buona efficacia nel bloccare HPV16 e 18, bisognerà aspettare per vedere se questo lavoro potrà effettivamente diventare una nuova arma terapeutica nella lotta al carcinoma della cervice uterina.

Ne approfitto per evidenziare una cosa: quella da HPV è probabilmente l’infezione a trasmissione sessuale più diffusa al mondo.
Si stima che almeno il 75% delle donne sessualmente attive si infetti con un HPV di qualsiasi tipo, il 50% circa delle quali venga a contatto con un tipo di HPV ad alto rischio.
In Italia si è visto che la prevalenza di HPV si attesta attorno al 16% nelle donne tra i 20-40 anni.
Bisogna inoltre notare che quasi il 10% delle donne infette con HPV ad alto rischio svilupperà displasia cervicale, una lesione che nel 30% dei casi progredisce fino a diventare una neoplasia.
In italia, ci sono 3500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina e 1500 decessi.

E’ quindi molto importante la prevenzione: sono consigliate l’adozione di precauzioni durante i rapporti sessuali, la partecipazione alle campagne di screening e le vaccinazioni.

A proposito della vaccinazione contro HPV, lo scorso dicembre l’FDA ha autorizzato l’uso Gardasil9. Gardasil, uno dei due vaccini attualmente in uso, è protettivo verso HPV 6,11,16,18- che si stima siano causa di oltre il 70% dei tumori del collo dell’utero. Gardasil9 protegge anche verso i tipi 31,33,45,52,58- che causano quasi un quinto di tumori da HPV arrivando quindi ad essere protettivo in circa il 90% dei casi.

Fonti | Articolo di Nature su PDZbody CDC – Pinkbook: Human Papillomavirus, Epidemiologia HPV, AIRC- tumore alla cervice uterina, FDA- Gardasil9