Le disfunzioni sessuali maschili interessano dal 10 al 25% degli uomini a partire dai 50 anni di età. Se la pillolina blu non convince per gli effetti collaterali, non è tutto perduto: dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa arriva un importante “salvagente”.

La disfunzione erettile è una delle problematiche che negli ultimi anni sta “invadendo’’ prepotentemente la vita coniugale di tante coppie, sia dal punto di vista della sfera sessuale sia dal punto di vista psicologico.
Basta pensare che solo in Italia sono circa 600.000 gli uomini con disfunzione erettile che sono in cura con la “magica” pillolina blu, il cui principio attivo, determina il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene, garantendo, quindi, un’erezione più consistente e duratura. L’effetto comincia dopo 30-60minuti dall’assunzione e si mantiene per circa quattro ore. Se assunto durante i pasti, il suo effetto può essere ritardato.

Le disfunzioni sessuali maschili interessano dal 10 al 25% degli uomini a partire dai 50 anni di età.
Normalmente, l’attività sessuale maschile prevede 4 fasi che vanno dal desiderio sessuale, influenzato da stimoli olfattivi, tattili, uditivi, di fantasia e ormonali, alla capacità di raggiungere e mantenere l’erezione ed infine eiaculazione (controllata dal sistema nervoso simpatico) e detumescenza (dopo l’orgasmo).

Tra i fattori di rischio principali, della disfunzione erettile (DE), ci sono soprattutto il fumo di sigaretta, i farmaci che si usano nel diabete e nelle malattie cardiovascolari, la terapia radiante o chirurgica per cancro della prostata e anche cause psicologiche come depressione, stress e collera.

Da un punto di vista fisiopatologico, principalmente, la DE può essere associati a tre diversi fattori:

  1. cause vascolari: alterazione del flusso ematico verso o dal pene in seguito, ad esempio, ad aterosclerosi o un danno traumatico
  2. cause neurogene: un danno del midollo spinale sacrale o delle fibre autonome afferenti al pene
  3. cause endocrine: alterazione della produzione degli androgeni, i quali normalmente aumentano la libido

Ma se la pillolina blu non convince per gli effetti collaterali, non è tutto perduto! Infatti, dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, arriva un importante salvagente grazie all’idea di 3 ingegneri (Sergio Tarantino, Alessandro Diodato e Andrea Cafarelli) che hanno presentato, al corso High tech business venturing, il loro progetto denominato ‘Robotic Penis’. Una protesi che sia, dal punto di vista funzionale (ma anche anatomico), il più simile possibile all’organo naturale. Questa dovrebbe essere costituita da materiali elastici biocompatibili in grado di rispondere ai comandi ed agli stimoli.

Ma come è possibile?

Grazie alla presenza di alcuni sensori posti sulla superficie esterna studiati appositamente per ottimizzare il ritorno sensoriale: tutte le informazioni che passano da qui, sono elaborate da un micro-processore che attiva la stimolazione attraverso gli elettrodi collegati al sistema nervoso.
In altre parole, mentre con la falloplastica (ndr. operazione chirurgica di costruzione o modifica del pene) si recupera in parte la sensibilità e l’erezione si ottiene solo manualmente, con la protesi robotica si avrà una normale risposta al desiderio sessuale.

Dodici mesi, questo è il tempo che i progettisti si sono dati per costruire il primo prototipo tutto made in Italy.
Basterà per risollevare il morale dei giovani anziani?

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