La Malattia da Reflusso GastroEsofageo (MRGE) è una patologia che colpisce 24 milioni di individui solo negli Stati Uniti, di cui più di due milioni e mezzo accusa sintomi gravi. Cosa sta facendo la medicina per aiutare un miglioramento nell’efficacia della terapia di questa patologia? Ha sviluppato il sistema MUSE.

Il 6 di questo mese si è tenuto “EndoLive Roma 2015” un importante appuntamento medico scientifico caratterizzato da dimostrazioni dal vivo delle più recenti tecniche di endoscopia digestiva diagnostica e terapeutica, cui si alternano letture magistrali tenute dai maggiori esperti mondiali provenienti, oltre che dall’Italia, da Belgio, Francia, Germania, Norvegia, Australia, Giappone, Stati Uniti e India. Quello che ha reso straordinario quello del 2015 è stato la presentazione del sistema MUSE, un innovativo sistema di chirurgia mininvasiva per il trattamento della MRGE grave. Ma cos’è la MRGE? E soprattutto un paziente affetto da questa patologia, che opzioni terapeutiche ha avuto fino ad oggi?

La MRGE è una condizione clinica che si sviluppa quando il reflusso di contenuto gastrico in esofago determina sintomi e/o complicanze fastidiose. Ci sono ulteriori suddivisioni delle varie forme cliniche, ma i sintomi più comuni sono pirosi (sensazione di bruciore retrosternale) e rigurgito, qualora il quadro clinico dovesse complicarsi, ci sono i sintomi d’allarme che comprendono anemizzazione, calo ponderale, anoressia, disfagia. Fisiopatologicamente il fattore determinante la comparsa dei sintomi è il rilasciamento transitorio ed inappropriato dello sfintere esofageo inferiore; il maggiore stimolo per il suo rilasciamento è la

Fisiopatologia del reflusso gastroesofageo ed immagini endoscopiche
Fisiopatologia del reflusso gastroesofageo ed immagini endoscopiche

distensione del fondo dello stomaco, poiché servirebbe per il transito in senso orale del gas intragastrico per evitare la sovradistensione dello stomaco. Se il quadro clinico si limitasse alla sintomatologia, non sarebbe una malattia con così forte impatto sociale, invece la MRGE costituisce il più importante fattore di rischio per lo sviluppo dell’esofago di Barrett ed in seguito di Adenocarcinoma esofageo, una neoplasia maligna a prognosi infausta. Un paziente con MRGE lieve può avvalersi di presidi farmacologici validi quali Inibitori di Pompa Protonica ed Anti-H2 per ridurre l’acidità gastrica, Baclofen per ridurre i rilasciamenti transitori spontanei del cardias ed i procinetici per aumentarne la pressione basale. I pazienti con MRGE grave invece devono affidarsi a soluzioni chirurgiche, variabilmente invasive, che puntano al ripristino della competenza dello sfintere, oppure all’eliminazione di fattori di rischio anatomici come un’ernia iatale.

Sistema MUSE
Sistema MUSE

Ma ora vediamo insieme in cosa consiste questa rivoluzione terapeutica del sistema MUSE (Medigus Ultrasonic Surgical Endostapler che tradotto significa suturatrice meccanica a ultrasuoni per chirurgia interna di Medigus): è una tecnologia leader nelle procedure di chirurgia endoscopica attraverso gli orifizi naturali, ciò significa che per intervenire chirurgicamente si potrà transitare attraverso la bocca senza dover creare soluzioni di continuo della pelle. Il sistema, che può essere utilizzato da un unico operatore, serve ad eseguire una fundoplicatio parziale anteriore con sutura meccanica chirurgica standard in maniera meno invasiva rispetto ad altre procedure chirurgiche. La piattaforma endochirurgica è composta da un’unica suturatrice meccanica flessibile per chirurgia interna, munita di videocamera miniaturizzata, una guida ultrasonica e un telemetro (uno strumento capace di misurare la distanza intercorrente tra l’utilizzatore e un qualsiasi punto del campo visivo). Il sistema MUSE è stato approvato dall’FDA quest’anno.

Ma quali sono i vantaggi? La procedura è ultimabile in un’ora circa, in quanto tutte le funzionalità sono integrate in un unico dispositivo e il trattamento può essere effettuato da un unico medico. Grazie all’assenza di incisioni, i pazienti hanno segnalato un comfort maggiore durante il trattamento e, rispetto alle procedure più invasive di fundoplicazione, l’impiego di MUSE ha ridotto la degenza ospedaliera del 50%. I pazienti, inoltre, hanno potuto riprendere la maggior parte delle attività giornaliere nel giro di una settimana. Nelle visite di follow-up, tutti i pazienti hanno riportato una sensazione di sollievo notevole dai sintomi della MRGE. Inoltre l’uso dei farmaci che normalmente vengono assunti dai pazienti è stato eliminato o ridotto nel 73% dei soggetti sottoposti a questo trattamento.

Sembra quasi fantascientifico che un dispositivo possa eseguire un intervento chirurgico per via transorale guidato dagli ultrasuoni, eppure la combinazione dello sviluppo dei vari campi della chirurgia mininvasiva ha permesso una rivoluzione in questo campo. Basti pensare che ora si tratta di sopportare il transito orale di un dispositivo chirurgico, poche decine di anni fa, lo stesso intervento, si eseguiva in laparotomia con cicatrice xifo-ombelicale, con infiniti rischi in più e con un recupero molto più lento.

Il 2015 non ha portato vento di novità solo per il trattamento della MRGE, ha contribuito significativamente anche nell’ambito della chirurgia bariatrica, proponendo nuove tecniche meno invasive per trattare pazienti affetti da obesità grave, che, come è ben noto, è la patologia più incidente al mondo ad oggi. Se questa è l’entità delle innovazioni che questo incontro propone ogni anno, non possiamo farealtro che attendere, con trepidazione, quello del 2016.

Vicepresidente | Nata a Napoli il 25 Giugno 1992. Ho frequentato l'università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" laureandomi in Medicina e Chirurgia nel 2017. Attualmente sono una specializzanda in Ostetricia e Ginecologia presso l'Università degli studi di Torino. Mi occupo di coordinare la Redazione de "La Medicina In Uno Scatto", di cui sono anche Vicepresidente.

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