In Francia, presso la Facoltà di medicina di Poitiers, Cyril Brèque, un esperto di biomeccanica, ha da poco brevettato “Simlife”, un programma che consentirà ai futuri chirurghi di formarsi affrontando situazioni del tutto simili a quelle di una sala operatoria, ma senza rischi per i pazienti. “Simlife” permetterà ai giovani medici di abbandonare gli allenamenti su manichini interattivi, o cadaveri inerti dal momento che saranno chiamati a fronteggiare emorragie e complicanze operatorie indotte artificialmente… su un cadavere!
Il cadavere utilizzato, donato alla scienza, sarà scongelato e “rianimato” e i suoi parametri fisiologici (battiti,respirazione, circolazione) saranno controllati con sistemi meccanici. L’obiettivo è miniaturizzare il meccanismo che dovrà essere poi pilotato, tramite wi-fi, da un tablet per proporre in tempo reale agli studenti diverse situazioni da imparare ad affrontare.

La situazione in Italia
Purtroppo gli studenti italiani non avranno, almeno per ora, le stesse possibilità dei colleghi francesi. Nel nostro Paese mancano le regole: non ci sono le leggi. Agli studenti di medicina delle nostre università manca un’effettiva possibilità di approfondire le proprie conoscenze anatomiche. Lo studio teorico non è infatti sufficiente ed è fuori dubbio che la dissezione di cadaveri resta l’unico metodo idoneo ad acquisire una conoscenza reale, particolareggiata, e tridimensionale degli organi del corpo umano. E così gli studenti italiani di medicina sono costretti ad andare all’estero, soprattutto in Francia, Spagna, Belgio, dove è possibile frequentare corsi pratici su preparati anatomici.
E’ un problema di mancanza di volontà di adeguarsi, più che di disponibilità materiali. Eloquenti in tal senso sono le parole di Giovanni Zummo, docente di Anatomia umana al Policlinico di Palermo:
“Ci chiamano in continuazione. Ci chiedono: come facciamo a donare il nostro corpo? Sarà la crisi, e la necessità di risparmiare sulle spese del funerale, ma c’è un boom di richieste, richieste che però non possiamo accogliere” – (Giovanni Zummo)

Oggi l’unica strada accettabile, in mancanza di una legge, è l’espressione di una chiara volontà in vita con un atto sottoscritto e consegnato ad una struttura universitaria. In Italia ci sono alcuni centri che lavorano in questo senso:

  • Torino, con il Laboratorio per lo studio del cadavere;
  • Padova, con il programma di donazione del corpo e delle parti anatomiche;
  • Bologna, con il Centro per la donazione del corpo post mortem.

I vantaggi della dissezione su cadavere
E’ utile per la scienza, e risparmierebbe la vita agli animali usati ora come cavie.
In sostanza sono questi i vantaggi a disposizione dei paesi che offrono ai propri studenti di medicina la possibilità di esercitarsi su cadaveri: la donazione di questi ultimi garantirebbe un eccellente strumento sia per la messa a punto di interventi particolarmente complessi, che nella sperimentazione di nuove tecniche e apparecchiature. In ultima analisi cambierebbe la vita degli studenti di medicina: approcciarsi fin da subito all’anatomia umana piuttosto che sperimentare su cavie animali non potrebbe che essere di giovamento per la formazione degli aspiranti chirurghi.