Forse pochi sanno che la cute è l’organo più esteso e più pesante dell’organismo. Ne possediamo, infatti, una media di ben 4-5 kg, con una superficie pari a 1,5-2 metri quadri, in rapporto alla massa corporea. Le sue funzioni sono molteplici:

  • Protettiva e immunologica: la cute è una barriera anatomica contro patogeni e agenti nocivi grazie alla presenza delle cellule del Langerhans;
  • Sensoriale: nella cute sono presenti numerose terminazioni nervose come termocettori, pressoccettori e algocettori che ci permettono di rilevare rispettivamente differenze di temperatura, di pressione e di dolore;
  • Regolazione di elettroliti tramite sudorazione
  • Metabolica: è serbatoio di lipidi ed acqua e consente la sintesi di sostanze necessarie come la vitamina D3;
  • Termoregolatrice: la vasodilatazione provoca un incremento del flusso ematico locale, che favorisce la cessione dell’energia termica all’ambiente esterno; viceversa, la vasocostrizione, riducendo la quantità di sangue in transito, preserva le dispersioni di calore;
  • Cheratinogenica e pigmentogenica: Il colore della pelle dipende principalmente dalla melanina, la quale più è concentrata e più conferirà una colorazione scura alla pelle. Questa colorazione viene stimolata durante l’esposizione ai raggi solari, conferendone una maggiore colorazione e proteggendo la pelle dall’invecchiamento.

 

La pelle è quindi un organo fondamentale, senza il quale non potremmo vivere. Proprio per questo motivo, sono stati innumerevoli gli studi volti alla creazione di un materiale il più possibile simile alla nostra cute.
Risalgono al 2014 gli studi in Massachusetts, in California ed in Italia dove i tecnici e i ricercatori di alcune aziende biotecnologiche sono riusciti a coltivare pelle umana utilizzando delle cellule di pelle ricavate dal prepuzio reciso ai neonati. Questa cute ha trovato impiego principalmente sugli ustionati gravi e sui pazienti con ferite che non rimarginano. Questa è stata una scoperta molto importante: non ci sono infatti ad oggi terapie per le ferite che non rimarginano autonomamente. Per ora infatti, è possibile trapiantare temporaneamente pelle artificiale, la quale è costosa e spesso non attecchisce. Alternativa è fornita dagli innesti cutanei con pelle prelevata da altre parti del corpo, ma il procedimento è molto doloroso ed a rischio di infezioni.

Giunge dall’Università di scienze e tecnologia King Abdullah in Arabia Saudita una preziosa novità: è stata sviluppata la prima versione low cost di cute artificiale, creata con materiali semplici ed economici ma al tempo stesso sensibilissima a diversi stimoli. Questa rivoluzionaria scoperta potrebbe trovare impiego in medicina ed in robotica. I materiali utilizzati sono davvero molto comuni ed economici: carta d’alluminio, mine di matita e panni antilanuggine che, nonostante la loro semplicità, sarebbero però in grado di fornire sensibilità a numerosi stimoli come il tatto, la temperatura, la pressione e l’umidità.

L’autore della ricerca ha recentemente dichiarato: “È la prima volta che una singola piattaforma tecnologica mostra funzionalità multi-sensoriali così simili a quelle della pelle vera. In più questa attività sensoriale può essere letta e monitorata in tempo reale e potrebbe essere diffusa in tutto il mondo.” – (Mustafa Hussain)

Insomma, non ci resta che attendere!

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Redazione | Nata a San Giovanni Rotondo il 31/10/1990 Università del Piemonte Orientale VI anno in corso, Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Mi piacerebbe un giorno specializzarmi in dermatologia, perchè ritengo che la bellezza di questa disciplina sia immaginare la pelle come una lavagna sulla quale le diverse patologie lasciano segni che sta a noi interpretare.