Cosa succede al nostro corpo quando la nostra esistenza cessa?

Nel 19′ secolo la morte era un evento “normale” da vivere con estrema naturalezza. Si moriva in casa, ci si occupava di preparare il proprio defunto alla sepoltura tanto da essere quasi un rituale. La percezione del morire era una consuetudine vissuta quasi quotidianamente dalle persone, non intesa come senso di oppressione, ma come un’intrinseca e profonda presa di coscienza.

Cosa è cambiato? L’autore sottolinea come l’industrializzazione e la moderna medicina abbiano in qualche modo allontanato dalla vita comune l’idea del morire. Si corre in ospedale, le ambulanze a loro volta corrono e i corpi inermi vengono portati via velocemente. Il chirurgo opera dei “pezzi” disumanizzando spesso la malattia e vedendo il singolo organo e non la complessità nella quale questo lavora.

Perchè il Reportage? Riavvicinarci alla naturale percezione della morte è l’intento di Patrik Budenz che firma il suo reportage fotografico “Post Mortem”. Egli ha documentato i vari passaggi che un corpo esanime compie per “guadagnare” la sepoltura partendo da uno staza d’ospedale.

Immagini affascinanti, eclettiche, ma delicate.

Fonte | (1) sito web

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