Da bambino un po’ per gioco un po’ istintivamente mi soffermavo ad osservare mio padre mentre misurava la pressione ai nonni ed a se stesso ovviamente; piano piano ho iniziato a farlo anch’io e ho iniziato a “sentire il polso” ai miei nonni. Poi crescendo ho avuto “la fortuna” di avere un nonno anziano in buona salute, una nonna con angina pectoris, un fratello asmatico, l’altro con acrocianosi, mio padre e mio zio con ipertensione e i miei tanti compagni di squadra ma soprattutto avversari a calcio che ahimè spesso si sono infortunati giocando!

Allora ho iniziato ad osservarli attentamente e pazientemente: ascoltare il loro respiro da svegli e/o mentre dormivano (che spettacolo mio fratello!), palpare il loro ed il mio polso e notare delle differenze, controllargli le pupille, la contrazione dei loro muscoli, i vari dolori “preoccupanti che avvertivano”. Prima era un gioco, poi una mania, adesso una passione. Col passare degli anni e poi soprattutto con i primi studi sull’argomento ho capito che quelle differenze che apprezzavo grossolanamente erano tutt’altro che banali. Entravo in un mondo che avevo visitato ma che non ero riuscito a decifrare a pieno anche se, qualcosa devo essere sincero, immaginavo e poi l’ho solo scientificamente confermata, studiando! Quindi per chi ha voglia di esercitarsi un po’ solo per gioco si ricordi che giocando s’impara… Quasi tutto!

Tutto ciò cosa vuol dire? Semplicemente non che da bambino uno diventa medico ma che pone le fondamenta affinchè in caso di necessità sappia decifrare dei banali sintomi e variazioni che riguardano il corpo umano. Se poi si diventa dei buoni medici, meglio: si impara prima a capire i sintomi dei nostri futuri pazienti e ad essere piacevolmente tolleranti ed educati soprattutto se ci si esercita con i nostri cari (consiglio caldamente e senza dubbio alcuno, la serena pazienza dei nostri nonni!).

 

Indelicada

 Como un grano de arena invisible

en el agua, te has posado

irregularmente en mi corazón;

salteando impredeciblemente,

has bañado mi mezcla dura

sin agitarla;

difundiendo casualmente, tu trayectoria

ha golpeado el perfil incompleto de

mi desorganizado retrato.

Midiendo inconscientemente

la rugosidad de mi destino,

indelicada, has penetrado

las barreras más auténticas.

Perturbando el movimiento, con una

expansión fractal, has generado

amor en un torrente solitario..

Max De Luca, Marzo 2016

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Scrittore | Giuseppe Massimiliano De Luca è nato a Cosenza l'8 Marzo 1978; ha conseguito la maturità classica presso il liceo "B.Telesio" di Cosenza; laureato in medicina e chirurgia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Dopo un brillante percorso accademico si è specializzato in chirurgia generale e d'urgenza al policlinico di Bari. Ha pubblicato due raccolte di poesie, di cui una intitolata "Il tracollo del pomodoro" (Aletti editore), un romanzo dal titolo "Cambiare" (Aletti editore), un saggio scientifico e ha collaborato per la pubblicazione di un saggio storico, oltre ad aver scritto su diversi giornali. E' appassionato di calcio, cinema e fisica.