Abbiamo sempre sentito parlare di deficit di GH nel bambino e di eccesso nell’adulto, causanti rispettivamente ipopituitarismo ed acromegalia, ma se quest ormone venisse a mancare in età adulta che succederebbe? Oggi vogliamo raccontarvi di una patologia di cui non si parla mai.

L’ormone della crescita (GH) è escreto dalle cellule somatotrope dell’Adenoipofisi, la porzione anteriore dell’ipofisi, sotto stimolo del GHRH ipotalamico. Questo, a sua volta, stimola la produzione a livello del fegato dell’ IGF-1 che si comporta da suo mediatore, agendo a livello di vari organi, regolandone le funzioni e la produzione di fattori di crescita. Recentemente, si è anche evidenziata una sua funzione protettiva nei confronti del sistema nervoso periferico e muscoloscheletrico, con riscontro di deficit di IGF-1 in pazienti affetti da malattie neurodegenerative e Sindrome Fibromialgica.slide_58

La diagnosi di deficit di GH in età adulta arriva tardivamente, anche se è frequente riscontrarlo nei soggetti obesi, associato spesso a deficit di IGF-1 e altre alterazioni endocrino-metaboliche. Questo perché il deficit di GH dell’adulto si manifesta aspecificamente con:

  • Aumento della massa grassa, soprattutto viscerale
  • Riduzione della massa muscolare
  • Ridotta resistenza all’esercizio fisico
  • Dolori muscolari
  • Aumento dei livelli circolanti di colesterolo (aumento delle LDL, riduzione delle HDL)
  • Osteoporosi
  • Alterazioni delle funzioni cognitive (depressione, difficoltà a concentrarsi, stanchezza)
  • Aumentato rischio cerebro e cardiovascolare

Sono tutte manifestazioni cliniche che possono essere ricondotte a varie patologie, come la Sindrome Metabolica o l’Obesità in sé. Le cause di questo deficit potrebbero essere ricondotte ad un deficit insorto in età pediatrica, ad interventi chirurgici ipofisari, ad una radioterapia nella regione testa-collo, a patologie infiammatorie, autoimmuni, causate da traumi dell’ipofisi, oppure semplicemente di natura idiopatica.

La diagnosi di deficit di GH si basa sulla valutazione dei valori basali di GH e IGF-1, e della risposta al test da stimolo. Il Gold standard è rappresentato dal test al GHRH + Arginina, da effettuare in regime ospedaliero. Il picco massimo di GH per poter diagnosticare il deficit deve essere  <16 ng/ml nei soggetti normopeso, <4,2 ng/ml nei soggetti obesi. In ultimo, si effettua una RMN ipofisaria con contrasto per valutarne le cause.

In caso di conclamato deficit di GH dell’adulto, si può impostare una terapia sostitutiva, costituita da GH ricombinante somministrato con iniezioni sottocute in orario serale, per imitare il ritmo circadiano dell’ormone endogeno. In base al paziente, questo può essere somministrato quotidianamente oppure 2 volte a settimana. Controindicazioni al trattamento sono la diagnosi o il sospetto di una neoplasia. I benefici della terapia sono notevoli e si manifestano nel miglioramento della composizione corporea, miglioramento della densità minerale ossea, la riduzione del rischio cardiovascolare e di una migliore qualità della vita.

Il Deficit di GH dell’adulto è molto comune nell’obeso e quindi valutare i valori basali di GH e IGF-1 ha una sua importanza, perché, sicuramente, il trattamento del deficit porta miglioramenti nella composizione corporea del paziente e della sua compliance al trattamento dietetico e all’esercizio fisico, dato il miglioramento delle funzioni cognitive e muscolari.

Non bisogna trascurare il fatto che il tessuto adiposo in eccesso può portare ad un abbassamento fisiologico dei livelli di GHRH, GH e IGF-1. Perciò, prima di sottoporre il paziente a terapia sostitutiva, bisogna valutare il paziente in toto, valutare la presenza di sintomi e alterazioni a livello ipofisario, e ripetere il test da stimolo nel tempo (che nel caso del deficit secondario all’obesità sarà nella norma), ancor più se il paziente è in regime dietetico, per correlare un’eventuale miglioramento dei valori in relazione alla perdita di massa grassa.