Studi recenti hanno dimostrato come l’assunzione dell’ormone tiroideo sostitutivo in forma liquida a colazione migliori la compliance alla terapia da parte dei pazienti.

La vita degli ipotiroidei potrebbe finalmente cambiare: uno studio italiano dimostra l’efficacia di una terapia alternativa che potrebbe portare innumerevoli benefici a tutti i pazienti affetti da questo disturbo.

E’ stato pubblicato recentemente sulla rivista Thyroid lo studio TICO, effettuato dal gruppo capitanato dal professor Carlo Cappelli del Dipartimento di Scienze Cliniche e sperimentali degli Spedali Civili di Brescia, che mostra l’efficacia della terapia “liquida” al pari di quella in compresse.

L’ipotiroidismo è caratterizzato da un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei, tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3), da parte della tiroide, dovuto a cause autoimmuni, infettive o neoplastiche. Tra i sintomi principali della patologia troviamo: facile affaticabilità, diminuzione della frequenza caridaca, calo della libido, aumento di peso, stipsi, torpore mentale, sonnolenza, diminuzione del metabolismo delle ghiandole endocrine, menorragia e polimenorrea. Ad oggi, il trattamento di questa condizione è basato sull’ assunzione della Levotiroxina sodica (L-T4) sintetica in forma di compresse, che, grazie all’azione di particolari enzimi chiamati desiodasi, viene trasformata nell’ormone attivo, il T3. Per un adeguato assorbimento, però, la compressa bisogna assumerla la mattina a digiuno, almeno 30 minuti prima della colazione, poichè vari fattori, tra cui il cibo, influiscono negativamente sull’assorbimento del farmaco, con conseguenze sull’efficacia della terapia. Tutto ciò porta ad una ridotta compliance al trattamento dei pazienti, che spesso non riescono a rinunciare al caffè appena svegli o si ritrovano a dover impostare la sveglia un’ora prima.

Una recente innovazione è rappresentata dalla formulazione orale liquida della levotiroxina. Il principio attivo, già in soluzione, non ha bisogno della fase di dissoluzione gastrica e pertanto l’assorbimento del farmaco avviene in maniera molto più rapida, consentendo la netta riduzione dei tempi di attesa tra l’assunzione del farmaco e la prima colazione.

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Lo studio clinico randomizzato è stato condotto in doppio cieco, con l’arruolamento di 77 pazienti (64 donne e 13 uomini) ipotiroidei mai trattati farmacologicamente, che hanno assunto per 6 settimane la forma liquida di levotiroxina o il placebo. Il controllo dei valori di FT4, FT3 e TSH ha dimostrato come l’assunzione della levotiroxina in forma liquida insieme alla colazione, non influenzi l’efficacia del farmaco.

Si prospetta, quindi, una vera rivoluzione nella vita degli oltre due milioni di ipotiroidei in Italia che si vedono costretti ad oggi a modificare il proprio stile di vita per far fronte alla terapia, spesso preferendo abbandonarla o seguirla in modo discontinuo, e quindi minando alle basi le loro possibilità di porre rimedo all’ipotiroidismo.