Coi suoi circa 2 kg di peso, il fegato è la più grossa ghiandola del nostro corpo.

È un maestro del multi-tasking: gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo di moltissime sostanze, sia esogene che endogene, partecipa ai processi digestivi producendo la bile e contribuisce alla sintesi delle proteine plasmatiche, rivestendo così ruoli fondamentali anche in processi come la coagulazione.
Tra le sue peculiarità spicca inoltre la sua straordinaria capacità rigenerativa.
Non si può non menzionare il suo ruolo nell’omeostasi energetica dell’organismo, lavoro che svolge accumulando e rilasciando quando necessario sostanze energetiche come grassi e carboidrati, mansione che lo rende a tutti gli effetti una sorta di “batteria” del corpo.

Ha una superficie normalmente rosso-brunastra, soffice; ha una consistenza morbida, friabile, tant’è che una volta si era soliti praticare la digitoclasia per separare parti di tessuto epatico ed enucleare masse tumorali o cistiche.

Steatosi epatica

Molte cause possono portare ad accumulo abnormale di grassi nel fegato e avere quello che viene chiamato “fegato grasso” (per gli anglofoni Fatty Liver Disease).
Uno dei maggiori problemi di questa condizione è che può degenerare dare il via a processi infiammatori (steatoepatiti) che possono evolvere in cirrosi fino a dare epatocarcinomi.

Una tra le cause principali di steatosi è il consumo di alcol; altre cause importanti sono le diete ipercaloriche, la malnutrizione, l’insulino-resistenza.

Cirrosi epatica

La cirrosi epatica è la terza causa principale di morte nei pazienti di età compresa tra i 45 e i 65 anni (dopo le malattie cardiovascolari e il cancro) nel mondo occidentale.
Si può considerare come il risultato delle forme varie forme di danno cronico al fegato: nella maggior parte dei casi è secondaria a un abuso cronico di alcol ed epatiti virali croniche di tipo B e C.

Il danno cronico ed i successivi tentativi di riparazione portano alla diffusa alterazione della normale architettura della struttura epatica da parte di noduli di rigenerazione che sono circondati da tessuto fibroso.

Questa malattia porta con sé molte complicanze, in primis quelle dovute alla ridotta funzionalità del fegato, tra cui l’incapacità del fegato di detossificare il corpo dalle sostanze nocive e alla ridotta produzione delle proteine plasmatiche, che tra le altre cose, porta ad una minor coagulabilità del sangue.
Tra le altre, vi sono poi tutte le complicanze dovute all’ipertensione portale come l’ingrandimento della milza (spleno-megalia), formazioni di varici che possono dare sanguinamenti importanti in caso di rottura.

Spesso la cirrosi si complica con lo sviluppo di epatocarcinomi.

Epatocarcinoma

L’epatocarcinoma (Hepatocellular carcinoma, HCC) è il tumore epatico più diffuso, l’ottavo tumore solido più frequentemente riscontrato al mondo. In Italia ha un’incidenza di circa 7 casi ogni 100.000 abitanti.
I fattori di rischio prevalenti sono la cirrosi e le infezioni croniche da HCV e HBV.
Si stima che nei cirrotici vi sia lo sviluppo di HCC tasso annuale variabile tra il 2 e il 5% per anno, con rischio maggiore in pazienti con eziologia virale.

Caratterizzato dall’altra probabilità di recidiva, la prognosi del carcinoma epatocellulare è solitamente infausta e il trattamento insoddisfacente.
Vista l’eziologia, si può però cercare di prevenirlo prevenendo il contatto coi virus epatitici, moderando il consumo di alcol favorendo uno stile di vita più sano.

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Emangioma

L’emangioma è il tumore benigno di più frequente riscontro. È molto più frequente nelle donne (rapporto F/M di circa 2-6:1) e viene spesso diagnosticato tra i 30-60 anni.

Non vi sono fortissime evidenze scientifiche ma, in base alle osservazioni su donne che assumono la pillola anti-concezionale ed i maschi palestrati che ricorrono ad anabolizzanti, pare che il suo sviluppo e accrescimento possa essere legato ai fattori ormonali.
La prognosi è molto benigna, si opera solo se da problemi o tende a crescere

 

Cisti da Echinococco

L’echinococcosi è la causa più frequente al mondo di cisti epatiche. Il problema è endemico in Grecia e in alcune zone dell’est Europa, sud America, Australia e sud Africa. L’echinococco arriva all’uomo mediante l’ingestione di cibi infestati (spesso verdure poco pulite). Dall’intestino passano poi al circolo portale è da qui al fegato dove si formano le cisti spesso confuse con neoplasie.
Un dato interessante è che inizialmente le cisti si formano principalmente sulla parte destra del fegato.
La terapia di scelta è chirurgica.