Gli scienziati  di vari centri di ricerca russi, hanno sviluppato un nuovo metodo di diagnosi del cancro del colon-retto basato sull’utilizzo di un biochip a base di idrogel. I risultati del loro lavoro sono stati resi noti sulla rivista “Cancer Medicine”.

ll cancro del colon-retto è la più frequente neoplasia dell’apparato gastrointestinale ed in assoluto una delle principali cause di morte per cancro. Occupa il secondo posto tra i tumori maligni nell’uomo ed il terzo nella donna. In Italia si osservano, annualmente, circa 40 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.
L’età avanzata ne è più colpita, con un massimo di frequenza tra i 50 ed i 70 anni. Le sedi più spesso coinvolte sono il retto ed il sigma. Questo tumore si sviluppa con sintomi clinici minimi in fase iniziale. Nonostante gli sforzi della ricerca, il tasso di sopravvivenza a cinque anni, non supera il 36%. Il trattamento è efficace solo se il tumore viene diagnosticato precocemente.

I metodi diagnostici attualmente in uso, non sono sufficienti. Analisi effettuate in vitro hanno una bassa specificità e studi invasivi come la colonscopia, non solo sono traumatici, ma non sempre sono adatti per una diagnosi precoce in quanto non forniscono un quadro completo dello sviluppo e della distribuzione del cancro colorettale.

Il nuovo e promettente metodo diagnostico

Il nuovo metodo proposto dagli scienziati si basa sulla rilevazione simultanea di varie sostanze nel sangue dei pazienti. Queste sostanze sono autoanticorpi contro glicani associati al tumore che possono essere trovati nel siero nelle prime fasi di sviluppo del cancro, immunoglobuline di classi diverse e marcatori tumorali (molecole prodotte dalle cellule tumorali).

I marcatori tumorali sono già ampiamente utilizzati per rilevare il cancro. Tuttavia la combinazione che viene attualmente utilizzata per rilevare quello del colon retto non è abbastanza sensibile. Per aumentare la sensibilità diagnostica, i ricercatori hanno rivolto la loro attenzione ai glicani (amido, chitina e cellulosa sono i più noti in natura). Oltre ad essere nutrienti e materiali di costruzione delle cellule, i glicani sono importanti per il contatto tra le cellule e la crescita degli organi: le cellule tumorali ne hanno di speciali che consentono agli scienziati di differenziarle dalle cellule sane e questo è l’aspetto chiave del nuovo studio.

Per rilevare i glicani associati al tumore, gli scienziati hanno utilizzato gli autoanticorpi, molecole prodotte dal sistema immunitario per attaccare le cellule nemiche con precisione assoluta, avviandone il processo di distruzione. Il metodo ha già dimostrato il suo potenziale nella diagnosi del cancro ovarico rilevato con microchip biologici utilizzati come strumenti diagnostici primari (un microchip è normalmente una piastra piana contenente campioni di particolari molecole biologiche). Tuttavia nel nuovo studio i ricercatori hanno sviluppato un biochip tridimensionale innovativo. Sono cellule 3D composte da uno speciale idrogel la cui struttura fornisce un ambiente ottimale per lo svolgimento dei test in modo tale da aumentare l’accuratezza diagnostica.

Risultati e prospettive

Utilizzando il modello di test, gli scienziati hanno analizzato 33 pazienti con tumore del colon retto, 69 donatori sani e 27 pazienti con malattia infiammatoria intestinale.

Questo nuovo metodo diagnostico ha superato tutti gli altri metodi. Il nuovo test è risultato in grado di diagnosticare il 95% dei casi di cancro del colon-retto, rispetto al 75% dei casi rilevati con metodi tradizionali. La sensibilità di rilevazione è stata dell’87% contro il 21% dei metodi tradizionali. Questi numeri parlano da soli circa l’enorme passo in avanti che si è fatto nella diagnosi di questa patologia così frequente.
L’auspicio è che il nuovo metodo diagnostico possa ben presto essere utilizzato, ulteriormente migliorato nelle cliniche russe e poi esportato anche nel resto del mondo.