Il sesso è da sempre una costante nella razza umana. Siamo tra i pochi animali ad accoppiarci non solamente con lo scopo di procreare ma anche (e soprattutto) perché proviamo piacere durante il rapporto.
Proprio per questo motivo, fin dall’antichità, le malattie a trasmissione sessuale hanno sempre avuto un’ampia diffusione in tutto il globo, tanto che alcune sono entrate perfino nei libri di storia (ndr. si pensi alla sifilide importata in Europa dai primi conquistadores).

Oggi abbiamo tutti i mezzi per prevenire e combattere questo tipo di infezioni ma i dati annuali diffusi dall’OMS riguardo la loro incidenza sono in constante aumento.
Ogni anno nel mondo sono circa 340 milioni i nuovi casi che coinvolgono adulti appartenenti alla fascia di età 15-49 anni e questi numeri sono in aumento anche a causa della maggiore mobilità e della tendenza crescente ad avere rapporti sessuali con più partner.

Noi de “La Medicina in uno scatto” abbiamo pensato di elencarvi le più frequenti (ma anche le più pericolose) così che possiate vedere quali sono i rischi del sesso non protetto. Ad oggi infatti l’uso del preservativo, fin dall’inizio del rapporto, riesce a prevenire la quasi totalità delle patologie elencate di seguito.

“Buona” visione!

10. Tricomoniasi vaginale

Tricomoniasi vaginale

La tricomoniasi è causata da un protozoo molto diffuso in tutto il mondo, il Trichomonas vaginalis, che infetta la vagina e le vie urinarie.
La trasmissione è possibile sia durante rapporti vaginali non protetti che in seguito a scambio di sex-toys contaminati da secrezioni di un soggetto infetto.

A differenza delle altre MST l’infezione decorre in maniera asintomatica (o quasi) nell’uomo, solo in alcuni casi è possibile riscontrare bruciore all’atto della minzione o piccole perdite.
Nella donna invece è comune il prurito o il bruciore ai genitali, con perdite giallastre e maleodoranti.

Il trattamento si basa sull’utilizzo di un particolare antibiotico, il metronidazolo, che è attivo anche su questi protozoi. La cura deve essere eseguita da ambo i partner al fine di ridurre al minimo il rischio di re-infezione.
Se non trattata si possono avere irritazioni del pene, infiammazione della prostata (anche cronica), infiammazione dell’utero e delle tube ed infertilità.
Una volta guariti NON si acquisisce immunità permanente, quindi l’utilizzo del profilattico per eventuali rapporti futuri è sempre consigliato.

E’ importante ricordare che chi è infettato da Tricomoniasi corre un rischio due volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive: si creano sui genitali delle aree di infiammazione che predispongono a soluzione di continuo durante il rapporto sessuale attraverso le quali è più facile avvenga il contagio da parte del virus dell’AIDS.

9. Sifilide

Sifiloma del glande – Fonte: dermatologo.me

La sifilide (detta anche Lue) è causata da un batterio, il Treponema Pallidumpresente in tutte le secrezioni corporali delle persone infette e nelle lesioni cutanee, genitali e mucose (anche quella della bocca).
Sia a causa delle vie di trasmissione che della varietà di manifestazioni è considerata una malattia particolarmente complessa che, dopo il contagio può impiegare anche anni per manifestarsi. Inoltre se non trattata precocemente ed adeguatamente, la diffusione della spirocheta nell’organismo, può evolvere con esiti fatali.

Si trasmette in vari modi:
– rapporti sessuali non protetti di QUALSIASI tipo: orale, anale e vaginale.
– semplice contatto fra genitali
contatto fra genitali e strumenti a uso genitale contaminati
scambio di giocattoli sessuali contaminati
contatto dei genitali con lesioni cutanee o mucose provocate dalla sifilide
contatto con lesioni cutanee che si manifestano nel corso della malattia
– passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino, in questo caso si parla di sifilide congenita.

Una volta contratta l’infezione anche il decorso segue più stadi che, sopratutto nelle fasi iniziali, sono chiaramente identificabili da parte degli specialisti.
Dopo 2-8 settimane dal contagio si ha la comparsa di un nodulo, con aspetto simile ad un’ulcera, sulla cute attraverso la quale la spirocheta è penetrata nell’organismo. Questa lesione NON è dolente (a differenza dell’Herpes) e tende a “guarire” spontaneamente nelle settimane successive. In realtà l‘infezione si è semplicemente spostata dalla cute al sangue, e quindi in tutto l’organismo.
La fase secondaria della patologia comporta la manifestazione di:
macchie disseminate sulla pelle (anche mani e piedi) simili ad un rash cutaneo;
formazione di chiazze circolari con contorno rosso, simili al sifiloma primario, in altre aree del corpo: bocca, palato, faringe, laringe, glande, pene, vulva, canale anale o retto;
– linfonodi ingrossati in tutto il corpo;
– possibile caduta di peli o unghie
Se l’infezione non viene riconosciuta (e quindi trattata) negli anni successivi il batterio continua a replicare danneggiando gli organi interni e causando una sintomatologia aspecifica: generalmente i pazienti muoiono a seguito di questo tipo di danni.

Il trattamento della sifilide si basa sull’utilizzo di antibiotici della famiglia dei betalattamici, in particolare la prima scelta deve essere la penicillina per via invettiva in quanto Treponema è uno dei pochi agenti eziologici ancora particolarmente sensibile a questa molecola.
Una volta guariti NON si acquisisce immunità permanente, quindi l’utilizzo del profilattico per eventuali rapporti futuri è sempre consigliato.

8. Pediculosi del pube (piattole)

Pidocchio del pube (anche detto “piattola”)

La Pediculosi del pube (piattole) è causata da un parassita simile ai pidocchi della testa, Phthirus pubis, che si annida fra i peli pubici, quelli del petto e sotto le ascelle. Colpisce milioni di persone nel mondo ed è pertanto molto comune.
La trasmissione avviene durante il rapporto sessuale, tramite il contatto delle zone intime, ma anche attraverso il contatto con lenzuola, asciugamani o abiti usati da una persona infestata da parassiti.
Contrariamente a quanto si pensa i pidocchi non possono “saltare” da una persona all’altra, ma è necessario il contatto fisico con la cute o gli indumenti infestati.

Il lato oscuro del sesso
Pediculosi del pube

Dopo l’infezione il sintomo principale è il prurito, spesso intenso, nell’area genitale. Inoltre tra i peli del pube e nella biancheria intima possono comparire piccolissimi residui scuri, simili a sabbia, costituiti dalle feci del parassita.

Il trattamento è basato sull’utilizzo di particolare detergenti o schiume a base di permetrina, un antiparassitario simile a quello utilizzato nelle disinfestazioni.

7. Clamidia

Clamidia

La clamidia è un MST molto comune ed è causata dal batterio Chlamydia trachomatis. Si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (orale, vaginale, anale) ed è considerata un’infezione “silenziosa” perché spesso i suoi sintomi non sono sempre evidenti. Seppur caratterizzata da manifestazioni molto leggere, se non adeguatamente curata, può essere causa di seri danni all’apparato riproduttivo.
Spesso viene trasmessa assieme alla gonorrea ed è importante sottolineare come lo scolo, di cui entrambe sono causa, non è macroscopicamente distinguibile.

Nell’uomo spesso l’infezione è asintomatica, solamente in alcuni casi può manifestarsi con bruciore sulla punta e lungo il pene, perdite di consistenza fluida o dolore al retto (se trasmessa durante rapporto anale).
La donna contagiata può lamentare perdite vaginali anomale, sensazione di irritazione, e dolori al basso ventre o alla schiena.
Se non viene curata possono insorgere conseguenze (in particolare nella donna) anche a lungo termine: infiammazioni pelviche, danno permanente alle tube e all’utero ed infertilità. Per gli uomini la sterilità è meno probabile, ma l’infezione può colpire i testicoli causando dolore e febbre.
Raramente possono verificarsi: artrite, lesioni epidermiche, infiammazione agli occhi e all’uretra.

Il trattamento si basa sull’utilizzo di antibiotici della famiglia dei macrolidi (eritromicina, azitromicina) in quanto Clamydia è un batterio intracellulare. La terapia è di breve durata ma deve essere estesa a tutti i partner sessuali.
Sempre più spesso viene inoltre iniziato un trattamento antibiotico anche contro il patogeno responsabile della gonorrea, essendo queste due MST spesso trasmesse contemporaneamente e non facilmente distinguibili tra loro.

6. HIV/AIDS

Sarcoma di Kaposi in paziente HIV positivo

L’AIDS è una sindrome clinica caratterizzata da un progressivo deterioramento del sistema immunitario causato dal virus HIV. Questo stato degenerativo progredisce finché il nostro organismo diventa incapace di contrastare l’attacco di alcuni microrganismi, portando all’insorgenza di gravi infezioni e tumori (come il sarcoma di Kaposi).
La sua diffusione è in aumento negli ultimi anni e, in particolare in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità ha inviato da pochi giorni un alert riguardo l’aumento di incidenza dei contagi soprattutto tra gli uomini eterosessuali di età compresa tra il 21 e i 29 anni.

L’infezione si contrae attraverso:
rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (orale, anale, vaginale); anche un solo contatto sessuale può provocare il contagio
scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
scambio di siringhe, rasoi, spazzolini o altri oggetti che possano venire a contatto con il sangue
– trasfusioni di sangue infetto
– passaggio del virus dalla madre sieropositiva al bambino durante il parto o l’allattamento
I liquidi biologici in grado di trasmettere l’infezione da HIV sono lo sperma, il liquido lubrificante pre-spermatico, le secrezioni vaginali, il sangue e il latte materno.
Non è necessario il contatto con ferite aperte o piccoli traumi, è sufficiente il contatto del virus con le mucose intatte.

A causa della crescente disinformazione ci teniamo a sottolineare che il virus NON si trasmette:
tramite carezze e baci
attraverso la puntura di insetti
tramite starnuti o colpi di tosse
nei servizi igienici
– utilizzando stoviglie o biancheria in comune
– sui mezzi di trasporto

Attualmente l’HIV non è eradicabile. Una volta contratta l’infezione il soggetto dovrà conviverci e, grazie alle nuove terapie antiretrovirali, l’aspettativa di vita è molto aumentata rispetto al passato.
L’unico strumento per proteggersi consiste nell’uso del profilattico fin dall’inizio di qualsiasi rapporto.

5. Herpes genitale

Herpes genitale

L’Herpes genitale è una patologia molto diffusa causata dall’Herpes Virus 2 (HSV-2), simile a quello che provoca le classiche vescicole sulla bocca.
Una volta infettati il virus rimane nel nostro corpo per tutta la vita e può riattivarsi in particolari condizioni fisiche (stress, immunosoppressione). Non essendo possibile eradicare definitivamente l’infezione, le terapie sono volte ad alleviare i sintomi ed accorciare i tempi di guarigione delle lesioni.

E’ molto importante sottolineare che chi ha l’herpes genitale corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV se ha rapporti non protetti con persone sieropositive durante un episodio erpetico acuto.

Si trasmette attraverso:
rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (orale, anale, vaginale)
sesso orale non protetto (sia attivo che passivo)
– semplice contatto fra genitali e masturbazione reciproca
baci, carezze, effusioni (il virus viene eliminato sulla pelle e sulle mucose)
contatto con le lesioni (sono molto infettive)

Dopo aver contratto per la prima volta l’infezione si ha generalmente una fastidiosa sensazione di bruciore e formicolio nella zona dove poi compariranno le lesioni. Queste sono multiple e dolenti, simili a vescicole e si presentano sulla mucosa o sulla cute dei genitali.
Rapidamente le vescicole si rompono lasciando piccole ulcere dolorose che guariscono in pochi giorni formando croste.
Gli episodi di riattivazione virali, successivi alla prima manifestazione, sono molto più blandi ma sempre fastidiosi. Come già accennato il virus si “risveglia” periodicamente in seguito anche a svariati stress (febbre, altre infezioni, luce solare, lampade abbronzanti, traumi) e provoca sintomi simili alla prima volta, ma più lievi.

Attualmente non esiste una cura definitiva per questa MST. Il medico potrà comunque stabilire se utilizzare farmaci antivirali per os (aciclovir), volti alla riduzione della durata delle lesioni e dei sintomi.
Come per le altre malattie simile è importante la prevenzione attraverso l’uso del profilattico.

4. Condilomi genitali

Condilomi del pene HPV-correlati

I condilomi genitali, detti anche “creste di gallo”, sono dei piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all’entrata della vagina e dell’ano, sull’uretra e sul collo dell’utero. Queste lesioni cutanee sono causate dal Papilloma Virus (HPV), responsabile anche delle verruche che si formano sulla pelle. L’incidenza di questa patologia è in aumento è in tutti i generi di popolazione a causa delle abitudini sessuali sempre più promiscue.
Chi è infettato da condilomi corre un rischio sei volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.
Inoltre in alcuni casi i condilomi possono evolvere verso il cancro dell’utero (nella donna) o dell’ano e del retto (nell’uomo).

Si trasmettono molto facilmente in quanto il virus è altamente contagioso. Qualsiasi tipo di rapporto sessuale non protetto è a rischio, così come il semplice contatto fra genitali, il contatto diretto con la pelle della persona infetta o lo scambio di biancheria intima e di salviette.

Dopo alcune settimane sia nell’uomo che nella donna si formano escrescenze più o meno grandi in prossimità dei genitali o in zona anale. Queste formazioni possono essere totalmente asintomatiche o possono dare fastidio, provocare dolore o sanguinare in seguito a rottura.
Generalmente i condilomi sono destinati a crescere nel tempo, fino a diventare un ostacolo per il rapporto sia dal punto di vista meccanico che per il dolore e il sanguinamento che provocano durante l’atto sessuale.

La terapia varia a seconda della grandezza delle escrescenze e del distretto corporeo sul quale sono presenti. Distinguiamo:
terapie di tipo fisico: crioterapia, diatermocoagulazione, laser-terapia, intervento chirurgico;
terapia di tipo chimico: consiste nell’applicazione di specifici prodotti ad azione rallentante la replicazione virale direttamente sulla lesione.
La durata della cura può essere molto lunga e non è raro che le escrescenze si riformino. Inoltre è consigliabile evitare rapporti sessuali per tutto il periodo del trattamento per non diffondere l’infezione.

3. Gonorrea

Gonorrea vaginale

La Gonorrea, detta anche blenorragia o scolo, è una MST altamente contagiosa, notevolmente diffusa in tutto il mondo. L’infezione acuta è causata da un batterio, Neisseria gonorrhoeae, che si trova preferibilmente sulle mucose genitali, nella faringe e nell’ano delle persone infette. Per tale motivo il contagio può avvenire anche in caso di rapporto sessuale non completo.
Chi è infettato da Gonorrea corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Le vie di trasmissione sono molteplici e comprendono:
tutti i tipi di rapporti sessuali non protetti (orale, anale, vaginale)
sesso orale non protetto (sia attivo che passivo)
– semplice contatto fra genitali
– masturbazione reciproca
– scambio di biancheria intima e di salviette
– scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati

Il lato oscuro del sesso
Gonorrea oculare

– passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino
Inoltre è possibile le trasmissione dai genitali ad altre parti del corpo: per esempio, attraverso le mani si contagia l’occhio.

Dopo 2-3 settimane dal momento del contagio iniziano a manifestarsi i sintomi che includono:
bruciore, prurito e/o difficoltà a urinare
abbondanti perdite di colore biancastro o giallo-verdastro
– bruciore alla punta del pene
perdite vaginali anomale
– i genitali esterni si possono infiammare e il rapporto sessuale risulta doloroso
– raramente dolore al basso ventre e sanguinolento (nella donna)
dolore anale con perdite di materiale purulento denso e sanguinamento (in caso di rapporti anali)
mal di gola e febbricola in caso di infezione avvenuta tramite rapporto orale non protetto (faringite gonococcica).

La gonorrea viene trattata attraverso la somministrazione di antibiotici appartenenti alla famiglia delle cefalosporine (ceftriaxone). Sempre più spesso viene associato alla terapia anche un macrolide per debellare anche eventuali infezioni co-trasmesse, ed esempio Clamidia.
La terapia va fatta in modo corretto, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni del personale medico, per evitare la comparsa di resistenze agli antibiotici. Inoltre bisogna astenersi da rapporti sessuali fino al termine della terapia, per evitare di infettare altre persone.

2. Epatiti virali

Ascite in paziente con epatite

Per epatite si intende uno stato di infiammazione del fegato dovuto a diversi fattori o a sostanze tossiche, quali: alcol, farmaci, alcune sostanze chimiche, virus e altri microbi.
Noi tratteremo le epatiti di origine virale, che sono quelle trasmissibili anche sessualmente. I principali virus che causano Epatite sono i virus A, B, C e in alcuni casi D.

Le vie di trasmissione, così come la sintomatologia, variano a seconda del virus che prendiamo in considerazione.

Epatite A
La trasmissione avviene:
tramite cibo e bevande contaminate (frutti di mare crudi, frutta e verdura contaminate e non lavate)
– uso comune di stoviglie contaminate
pratiche sessuali che coinvolgono la bocca e l’ano oppure le mani (rimming, fisting, fingering)

Spesso non compare alcun sintomo. Altre volte compaiono affaticamento, febbre, nausea o vomito, feci chiare, ittero, urina color scuro, dolore al fianco destro che si può diffondere alla schiena.

Epatite B
La trasmissione avviene:
tramite rapporti sessuali di ogni tipo (orali, anali e vaginali)
tramite scambio di oggetti per l’igiene personale (spazzolini, rasoi)
tramite scambio di siringhe usate
– tramite scambio di giocattoli sessuali contaminati
– durante l’esecuzione di tatuaggi o piercing, tramite strumenti non sterilizzati e contaminati da sangue di altre persone
– tramite la trasmissione del virus dalla madre al bambino durante il parto.

I sintomi sono per lo più simili a quelli dell’Epatite A. Nel caso dell’Epatite B, circa il 10% delle persone diventa portatore cronico a vita e, di conseguenza, contagioso per via sessuale. Con il passare del tempo si può avere un’infiammazione cronica che può trasformarsi in cirrosi epatica e HCC (epatocarcinoma cellulare).

Epatite C
La trasmissione avviene secondo le stesse vie del virus B, ciononostante l’Epatite C ha una probabilità minore di essere trasmessa tramite rapporti sessuali.

Il 70% delle persone contagiate da questo virus non ha sintomi; quando compaiono, sono gli stessi della epatite A o B. L’Epatite C cronicizza nella stragrande maggioranza dei casi e questo può portare a cirrosi e cancro del fegato.

Attualmente la prevenzione migliore per l’epatite A, ma in particolare per l’epatite B, è la vaccinazione.
Nuovi trattamenti delle forme croniche (in particolare per quelle il cui responsabile è il virus C) sono in corso di sperimentazione ed approvazione.
In tutti i casi il preservativo rimane l’unica arma di prevenzione atta a limitare la possibilità di contrarre questo tipo di infezioni.

1. Donovanosi (granuloma inguinale)

Donovanosi (detta anche granuloma inguinale)

La donovanosi è un’infezione progressiva, causata dal batterio Calymmatobacterum granulomatis che colpisce la cute dei genitali. Alla tradizionale denominazione granuloma inguinale si preferisce oggi il termine donovanosi perché non sempre le lesioni iniziali si localizzano all’inguine e anche per non creare confusioni con il linfogranuloma venereo provocato da Chlamydia trachomatis.
E’ molto raro alle nostre latitudini ma è più frequente nelle aree tropicali e subtropicali (Vietnam, Indonesia, India, Medio oriente, Cina, giamaica, America del Sud, Caraibi, Africa). Riguarda quindi soprattutto i viaggiatori.

Chi è infettato da Donovanosi corre un rischio sette volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Si trasmette attraverso qualsiasi tipo di rapporti sessuali non protetti e si manifesta sotto-forma di una lesione (nodulo) di colore rosso scuro che, in seguito, si trasforma in un’ulcera infetta e maleodorante. L’ulcera, molle e indolore, può crescere e sanguinare causando gonfiore dei tessuti circostanti. A volte l’infezione raggiunge le ossa, le articolazioni o il fegato.
L’evoluzione della malattia, se non trattata, può durare anni e lasciare cicatrici deturpanti. Inoltre è possibile la diffusione ai tessuti circostanti (autoinduzione) e la loro abbondante distruzione.

La terapia per la Donovanosi è lunga e si basa sull’utilizzo di antibiotici quali azitromicina, doxiciclina o ceftriaxone. In ogni caso i risultati non sono immediati, bisogna attendere una settimana prima di vedere i primi benefici e, trascorsi 6 mesi, i pazienti hanno bisogno di una visita di controllo.
Le regole di sesso sicuro e protetto restano sempre valide, tuttavia il consiglio migliore è quello di astenersi da rapporti sessuali nei Paesi in cui è presente l’infezione.