Blog di Max de Luca

Blog di Max de Luca – Ed eccomi qui, con il mio ultimo libro, con la mia mitica penna cicciottella ad inchiostro blu, che conservo, per le grandi occasioni dal primo giorno di passione, ed oggi come allora sono sempre emozionato. Tante sono le cose che ricordo, tanti i giorni passati a studiare ma anche a giocare; tante le volte senza voglia, senza meta, senza rinunciare al sonno e alla fame! Sto vivendo le mie ultime lezioni tramite freddi power point, che non ho mai amato e che poco mi hanno conquistato; purtroppo mi dispiace ugualmente lasciarle, perchè lascio un pezzo della mia vita, un pezzo di giorni forse “sprecati”, ma ora tanto malinconici: la mia prima volta al microscopio, la prima lezione d’anatomia, la prima volta in camice, la prima radiografia quasi capita, il primo principio attivo senza il nome commerciale, la prima auscultazione del cuore… non distinguendo i toni!

Eppure non ci credevo, tanta sofferenza all’inizio, tanta amarezza, infiniti indefiniti ostacoli e oggi sono fiero ed orgoglioso. Ho studiato sempre per me, per i miei futuri pazienti, mai per un esame, mai per il 30/lode perchè la mia lode è stata solo la coscienza, la coscienza di avere un amico, sincero e anche contestabile, leale ed opinabile…

Grazie caro libro, e con te ringrazio tutti gli “altri amici color evidenziatore arancio” per avermi aiutato, “allargato”, supportato; sono veramente contento di averti incontrato, letto e forse non del tutto capito!!! Sai, chi come me, arriva presuntuoso in alto, difficilmente riesce a tornare dove ha dimenticato di essere stato, dove poco gli hanno insegnato… Quel che posso confidarvi, cari libri, è che oggi mi sento importante e senza scuse, non so a cosa vado incontro ma son certo che dopo le tante cose lette, posso tranquillamente affermare, che non sarà mai una laurea, una specializzazione od un dottorato a rendermi felice più di quanto non lo sia stata la nostalgica commozione di aver sfogliato, accarezzato, “ascoltato” ogni singola pagina con il cuore!“.

 

Pianoforte d’acacia

Ero piccolo e fin troppo sereno,

su quel Pony, tanti tasti e quel treno.

Ti han cavata, senza cura dalla terra,

collocata, addirittura in una serra.

I confini sottraggono anche il vento,

la tenacia: pianoforte di un cortile spento.

Quell’acacia per noi, era una provocazione,

quattro accordi di instabile combinazione.

Di colori e sarcastica certezza,

uno spiazzo sconfinato di purezza.

L’amore, come la medicina,

è un piccolo gesto,

a prescindere dal posto,

la famiglia regala il resto.

Quell’acacia mi manca terribilmente,

spettatore, di un albero ormai assente.

Tagliarlo sarebbe stato molto diverso,

“scordarlo” conferma ciò che ho perso.

I confini sottraggono anche il vento,

la tenacia: pianoforte del mio lamento.

Quell’acacia era un piccolo lustro,

suono ingombrante, di un arbusto.

Max De Luca, 4 Maggio 2016

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Scrittore | Giuseppe Massimiliano De Luca è nato a Cosenza l'8 Marzo 1978; ha conseguito la maturità classica presso il liceo "B.Telesio" di Cosenza; laureato in medicina e chirurgia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Dopo un brillante percorso accademico si è specializzato in chirurgia generale e d'urgenza al policlinico di Bari. Ha pubblicato due raccolte di poesie, di cui una intitolata "Il tracollo del pomodoro" (Aletti editore), un romanzo dal titolo "Cambiare" (Aletti editore), un saggio scientifico e ha collaborato per la pubblicazione di un saggio storico, oltre ad aver scritto su diversi giornali. E' appassionato di calcio, cinema e fisica.