Uno studio pubblicato qualche settimana fa su “Neurology”, e condotto dal St Mary’s Hospital di Londra, ha evidenziato quali sono i comportanti quotidiani che danneggiano il nostro cervello.
Nonostante alcuni siano banali altri potrebbero indurvi a cambiare completamente il vostro stile di vita.

11. Alcol e droghe

L’etanolo, la molecola che compone qualsiasi bevanda alcolica dalla birra all’assenzio, ha delle conseguenze ormai studiate e ben verificate sul nostro sistema nervoso centrale.
L’intossicazione acuta (quella che in gergo chiamiamo sbronza) è responsabile di molti effetti “collaterali” che però hanno una breve durante e sono in parte reversibili, in particolare si manifestano depressione, ansiolisi e disinibizione.
La somministrazione cronica causa invece delle vere e proprie sindromi neurologiche irreversibili come la Sindrome di Korsakoff. Queste patologie sono dovute all’etanolo stesso (che ha un effetto tossico sulle cellule neuronali) o ai suoi metaboliti.
In chi abuso dell’alcol si può avere anche una carenza di tiamina (secondaria all’abuso) che è un riscontro abituale negli alcolisti. Inoltre molti etilisti cronici mostrano un grado di demenza associato a un ingrossamento dei ventricoli, degenerazione del cervelletto e di altre regioni encefaliche.

Allo stesso modo tutte le droghe (e qualsiasi sostanza con marcati effetti psicotropi) agiscono alterando delicati pathway neuronali presenti all’interno del nostro cervello, modificando sia le sinapsi che la frequenza di scarica di determinati centri. Alcune possono aumentare la secrezione neuronale di neutrotrsmettitori (parliamo degli eccitanti) rispetto a quello che avverrebbe normalmente; altri stupefacenti invece riducono o inibiscono il rilascio di molecole ad azione neuromodulante, deprimendo il sistema.
In ambo i casi l’eccesso o la riduzione della normale stimolazione cerebrale può causa apoptosi cellulare, riducendo il pool di neuroni che non può aumentare durante tutta la vita.

10. Saltare la colazione

La colazione è il pasto più importante della giornata e ha una grande influenza sul nostro rendimento, sulla nostra resistenza resistenza e perfino sulla condizione emozionale con la quale affronteremo tutto ciò che ci aspetta durante la giornata.
Dopo che ci siamo svegliati il cervello ha bisogno di elementi nutritivi, in particolare zuccheri, al fine di funziona adeguatamente. Se non gli somministriamo ciò di cui ha bisogno dovrà usare delle riserve e quindi il nostro organismo (fegato in primis) dovrà fare uno sforzo ulteriore per mantenere un funzionamento corretto. Saltare la colazione può causare stanchezza generale, perdita della concentrazione e della memoria, mal umore, basso rendimento fisico e intellettivo.

9. Fumare

Nonostante la nicotina abbia un’attività scientificamente provata sull’attenzione e sull’attivazione delle aree della memoria, l’abitudine di fumare diminuisce considerevolmente la massa encefalica a causa del ridotto apporto di ossigeno che le cellule ricevono.
L’ossigeno è infatti fondamentale al cervello, quasi più di qualsiasi altro organo, in quanto una riduzione delle sue pressioni parziali può causare fenomeno simili alla demenza.
Inoltre è provato che questo vizio favorisce la comparsa di alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

8. Assumere troppi zuccheri

Poco fa abbiamo detto quanto sia importante lo zucchero durante le prima ore del mattino al fine di “avviare” il nostro cervello che non si nutre di altro.
In realtà sempre più studi scientifici internazionali stanno mettendo il luce che il consumo di carboidrati in generale, che facciamo durante tutto l’arco della giornata, è responsabile di un fenomeno che viene definito “craving”. In altre parole il nostro cervello sembra diventare dipendente da queste molecole e, quando non riesce ad ottenerle in alte quantità nel sangue, manda segnali al nostro organismo che ci fanno desiderare qualcosa di dolce.
A lungo andare si innesca un meccanismo che è quasi simile alla dipendenza, con tutte le conseguenze del caso.
“Disintossicarsi” dallo zucchero porterà i più grandi cambiamenti positivi nella nostra salute che si possano avere e sembra prevenire lo sviluppo di alcune patologie importanti (come il diabete di tipo II) che possono avere ripercussioni sul microcircolo cerebrale.

7. Inquinamento atmosferico

Questa “abitudine” è un po ‘più difficile da risolvere, a meno che non andiate in giro con una maschera di protezione per tutto il tempo.
Il nostro cervello ha bisogno di una quantità incredibile di ossigeno per funzionare correttamente e la sempre maggiore quantità di CO2, unita all’inquinamento che ormai schiavizza le nostre città, diminuisce gli scambi gassosi all’interno dell’organismo.
A tutto questo dobbiamo unire il fatto che spesso, nell’aria che respiriamo, sono contenute centinaia di molecole tossiche di cui non sappiamo neppure quali sono gli effetti a lungo termine (visto che non sono mai stati condotti studi specifici che potessero analizzare tutto ciò che è presente).
Questo causa una diminuzione complessiva dell’efficienza cervello e delle capacità cognitive degli individui.

6. Mangiare troppo cibo

Così come per gli zuccheri anche mangiare troppo cibo proteico o lipidico non è salutare.
Le proteine infatti producono molti “prodotti di scarto” che il cervello cerca di recuperare ma non hanno la stessa valenza energetica degli zuccheri e, a lungo andare, possono portare a condizioni pericolose come la cheto-acidosi metabolica.
Inoltre nelle nostre diete non dovremmo assumere più del 25-30% di grassi, dando la preferenza a quelli insaturi, in quanto a lungo andare una dieta iperlipidica è correlata a disturbi del metabolismo quali dislipidemia e sindrome metabolica. In seguito possono insorgere patologie più serie come arteriosclerosi (che se coinvolge le arterie cerebrali riduce l’afflusso di sangue ossigenato al cervello), cancro del colon, degli organi genitali e della mammella.

5. Dormire poco

Ancora oggi non sappiamo l’esatta funzione del sonno. Quello che sappiamo invece è che tutte le specie animali conosciute hanno necessariamente bisogno di questa fase durante la loro vita.
Gli studi di neurofisiologia ci hanno anche dimostrato che il nostro cervello, durante le ore che passiamo a letto, attraversa varie fasi ben definite attraverso l’EEG e mostra in alcuni casi un’attività maggiore rispetto a quella della veglia.
Sicuramente il sonno ha una funzione molto importante altrimenti nel corso dell’evoluzione avremmo perso questa “caratteristica” ed è probabile che abbia a che vedere con la fissazione dei ricordi e il ristoro dell’attività metabolica dei neuroni.
In altre parole il cervello durante il sonno è come se facesse un reset delle funzioni: mentre da una parte si ha il controllo di tutti i sistemi, dall’altra si fissano le informazioni che abbiamo acquisito durante il giorno.

4. Non riposare quando si è malati

Studenti e impiegati poco diligenti siete avvisati: non riposare quando si è malati è ufficialmente dannoso per il nostro cervello!
Ovviamente non vogliamo fornire una nuova scusa per non andare a lavoro o a scuola, ma uno studio norvegese ha dimostrato che durante un periodo di malattia il nostro organismo è impiegato nel combattere l’infezione e quindi tutte le “risorse” vengono consumate dal sistema immunitario. In questo scenario di carenza energetica, vengono rilasciate dai globuli bianchi particolari citochine e mediatori dell’infiammazione che influenzano negativamente l’umore, la forza fisica e l’attenzione.
Nonostante viviamo in una società in cui non dobbiamo fermarci mai, ed alcuni di noi sono così spinti e determinati ad avere successo che si rifiutano di riposare, quando il corpo lo richiede è necessario prenderci una pausa affinché il nostro organismo possa dare priorità alla guarigione.

3. Non sfruttare il nostro cervello

Può sembrare banale ma il cervello, per poter essere attivo, deve essere mantenuto in esercizio. Proprio come se vogliamo “fare la tartaruga” dobbiamo potenziare i nostri muscoli addominali, se vogliamo che questo organo funzioni dobbiamo dargli più stimoli possibile.
Non c’è niente di meglio di pensare, avere conversazioni intelligenti, leggere un libro o fare un cruciverba per stimolarlo: attività di questo tipo aumentano la capacità di apprendimento e la memoria, così come la velocità di reazione agli stimoli.
Tutto questo avviene grazie al processo di neuroplasticità che permette alla sinapsi neuronali di rafforzarsi ed essere più rapide nel funzionamento.

2. Lamentarsi

No, questa non è una notizia da “Lercio”! Uno studio pubblicato pochi mesi fa mostra che c’è una correlazione tra pensieri negativi, depressione e cattivo funzionamento cerebrale. Nonostante quasi il 90% della popolazione, davanti ad un problema, tende prima di tutto a lamentarsi, questo comportamento non è salutare per il nostro cervello.
Infatti se si osserva in modo distaccato una persona che si lamenta sembra entrare in una specie di loop cerebrale senza cercare veramente una soluzione al problema iniziale.
La lamentela spegne letteralmente il cervello impedendogli di aprirsi a nuove prospettive e soluzioni; a lungo andare questo può effettivamente danneggiare le cellule nervose.

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