Lo Sballo del Momento: il Cacao Sniffato

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A sentirne parlare si direbbe uno scherzo, ma nei locali più all’avanguardia di Londra e Berlino imperversa la moda del “conscious dance movement”, il movimento per ballare e divertirsi senza il consumo di alcol e droghe. Energie e divertimento sarebbero garantiti esclusivamente da pillole a base di integratori naturali e, fiore all’occhiello di queste serate, è l’inalazione di cacao in polvere! Chi lo consuma assicura un effetto euforizzante in pochi minuti. Un eccesso legalizzato che sta facendo discutere sulla veridicità degli effetti riportati e sulle ancora sconosciute conseguenze sulla salute.

L’invenzione

Si chiama Chocolate Shooter ed è il dispositivo utilizzato per inalare polvere di cacao. Si tratta di uno strumento in plexiglass in grado di “sparare” letteralmente cacao nelle narici ed è stato ideato nel 2007, in occasione del compleanno del chitarrista dei Rolling Stones, dall’eccentrico cioccolatiere belga Dominique Persoone che l’avrebbe realizzato ispirandosi ad un sistema di cucchiaini a molle utilizzato dal nonno per l’inalazione di tabacco.

Ingrediente chiave dei dessert più amati, il cioccolato è da tempo noto per le proprietà euforizzanti e benefiche sul tono dell’umore. Già consumato nelle più disparate maniere, Persoone ne ha quindi voluto esaltare ulteriormente le qualità organolettiche proponendone questa nuova pratica, divenuta ben presto mezzo del divertimento più sfrenato e chic delle notti “brave” dei club berlinesi.

Sniffare anzichè mangiare cacao. Cosa cambia?

Ammettiamolo, leggendo la notizia viene da sé immaginarsi al festino dei Rolling Stones coperti di polvere di cacao a ballare esaltati sulle note di Satisfaction. Ma gli effetti descritti saranno veritieri? E se invece si trattasse di un più credibile ed efficace effetto placebo? Molti studiosi propendono verso quest’ultima ipotesi, mentre altri addirittura non escludono possibili sviluppi di assuefazione e dipendenza. Per cercare di comprendere meglio iniziamo quindi con il dire che la via di assunzione transmucosale (nello specifico nasale) garantisce un più rapido e completo assorbimento di una sostanza. Questo grazie alla ricca vascolarizzazione e allo strato epiteliale più sottile, che consentono il diretto passaggio della sostanza nel circolo sanguigno (ndr. questo è uno dei motivi per cui la cocaina viene sniffata)

Gli effetti del cacao sul sistema nervoso

La Theobroma Cacao è una pianta originaria dell’America meridionale dai cui semi si ricava il cacao, ricco di teobromina, alcaloide appartenente alla famiglia delle metilxantine, di cui fanno parte anche le più conosciute teofillina e caffeina. Le metilxantine sono responsabili di numerosi effetti, quali ad esempio stimolazione della diuresi, aumento della frequenza cardiaca e leggera broncodilatazione. A livello del sistema nervoso centrale, aumentano l’attenzione e sono eccitanti, ma la teobromina contenuta nel cacao risulta decisamente meno potente delle altre metilxantine. Al cioccolato bisogna invece attribuire il ruolo di euforizzante ed antidepressivo e, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non ne è responsabile il suo principale alcaloide (la teobromina, appunto), ma altri composti quali il salsolinolo ed alcune ammine biogene, tra cui serotonina e feniletilammina.

Così elencati naturalmente questi nomi non dicono nulla. Per poterne comprendere meglio il ruolo, bisogna visualizzarne nel dettaglio i meccanismi d’azione:

  • Il salsolinolo appartiene alla vasta famiglia delle tetraidroisochinoline ed è responsabile delle proprietà antidepressive del cacao, grazie alla sua interazione con il nostro sistema dopaminergico. Tale interazione tuttavia pone luce su un aspetto ben più interessante e forse preoccupante di questo alcaloide: è noto infatti che il sistema della dopamina è quello direttamente imputato nello sviluppo delle dipendenze e, negli ultimi anni, sarebbe emerso il ruolo diretto del salsolinolo nell’insorgenza dell’alcolismo, essendo questo prodotto dall’interazione di dopamina endogena con acetaldeide (derivato metabolico dell’alcool etilico).

Questo, sebbene le concentrazioni di salsolinolo nel cacao siano minime, farebbe presumere che la pratica di Persoone possa aumentare il rischio di assuefazione e sviluppo di dipendenza.

  • Le ammine biogene sono invece dei composti vasoattivi che, in grandi quantità, possono provocare arrossamento, mal di testa e cambiamenti della frequenza cardiaca (a spiegare il ruolo nocivo della cioccolata in soggetti suscettibili all’emicrania). Tra queste è di particolare interesse la feniletilammina, la cui struttura chimica è molto simile a quella delle più popolari amfetamine! Ora, non stiamo assolutamente dicendo che il cioccolato ha i medesimi effetti delle amfetamine, ma questa analogia strutturale ci suggerisce che le due molecole condividono parzialmente i meccanismi farmacologici, andandosi a legare ai medesimi recettori. Nello specifico, ad essere coinvolti sono il sistema dopaminergico ed adrenergico, con conseguente aumento dell’attenzione e della resistenza alla fatica e rendendo la feniletilammina responsabile di quel comune desiderio di improvvisa ed incontenibile voglia di cioccolata, meglio definito effetto craving.

Quanto esposto spiega dunque le varie ipotesi e preoccupazioni sull’argomento. Ma non bisogna tralasciare che le quantità di questi alcaloidi nel cacao è estremamente minima e dunque minimi sono da considerarsi gli effetti.