Ieri si è svolto a Roma l’Action Day 2016, la Prima giornata internazionale dei Disturbi del comportamento alimentare (DCA), promossa dall’ Academy of Eating Disorder , con lo scopo di incitare all’ “Action”, all’azione, e trovare delle soluzioni per malattie che ormai fanno sempre più parte della nostra società, interessando 70 milioni di persone nel mondo.Disturbi del comportamento alimentare: la prima giornata internazionale

L’evento organizzato dalla SISDCA , la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare, ha sottolineato, attraverso le testimonianze, documentari, interventi di psicologi, medici di Medicina Generale e specialisti vari, politici e associazioni che si occupano attivamente del tema, l’importanza di mantenere alta l’attenzione e fare ancora di più per sconfiggere quella che è la seconda causa di morte in ambito psichiatrico e la prima malattia psichiatrica a causare danni organici, spesso irreversibili o che possono portare a morte.

Il DSM-5 definisce i Dca come caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o di comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale”, ad indicare come questi non riguardino semplicemente il cibo in se per se, ma una serie di dinamiche psicologiche che possono trovare sfogo in un alterato rapporto con il cibo, come se questo fosse uno strumento per controllare le emozioni.

Comunemente, si pensa sono ad Anoressia e Bulimia quando si parla di DCA, ma ancora non siamo abituati a riconoscere altri dca emergenti come la Vigoressia (il bisogno di allenarsi e “gonfiare” i propri muscoli incessantemente), l’Ortoressia (la ricerca spasmodica del cibo “sano” portando all’esclusione di varie categorie alimentari con conseguente malnutrizione), il disturbo d’alimentazione notturna, che ormai prendono sempre più piede nella nostra società.

E ancor meno siamo abituati a riconoscere come DCA l’obesità.

Disturbi del comportamento alimentare: la prima giornata internazionale

L’obesità, escluse eventuali cause patologiche sottostanti, non deve essere vista come il risultato di uno stile di vita pigro, ingordo, senza dignità, come spesso vengono additate le persone affette da questa patologia. Nella totalità dei casi, alla base abbiamo un altro disturbo del comportamento alimentare, il Binge Eating Disorder (BED), il disturbo da alimentazione incontrollata. Le persone affette da questo disturbo, avvertono una fame incontrollata che li porta ad assumere alte quantità di cibo, senza riuscire a smettere, provando senso di colpa non seguito da comportamenti compensatori, come invece accade nella bulimia. Questo, altro che non è l’altra faccia della medaglia dell’anoressia. Anche qui il paziente ha voglia di scomparire, di non essere visto, di proteggersi dagli altri, dalle emozioni, ma in questo caso non scomparendo letteralmente come nell’anoressia, ma nascondendosi nel grasso.

Una nuova teoria che sta ottenendo sempre più evidenze e che potrebbe essere alla base dell’obesità ed essere annoverata tra i disturbi del comportamento alimentare è la Food Addiction.

Disturbi del comportamento alimentare: la prima giornata internazionale

Il cibo si comporterebbe esattamente come le altre sostanze che causano dipendenza, come le droghe, andando ad agire sulle stesse aree cerebrali su cui agiscono quest’ultime, attivando le aree della ricompensa e dell’assuefazione. Ma ciò non riguarda tutto il cibo.  E’ da considerare una dipendenza emergente proprio perché riguarda tendenzialmente il Junk Food, il cibo industriale ricco di zucchero, farina, conservanti, grassi. I sintomi tipici dei Food Addicts comprendono il desiderio (craving) incontrollabile verso determinati cibi, il non riuscire a smettere di mangiarli, il desiderarli sempre di più e arrivare ad uscire di casa a qualsiasi ora pur di trovare quel determinato cibo, proprio come si comportano i dipendenti da alcool o droga.

Il senso di questa giornata è prendere coscienza del fatto che i DCA sono più comuni e vicini a noi di quanto si pensi e che bisogna impegnarsi nel comprenderli, combatterli e garantire al paziente il maggior sostegno possibile. Spesso chi ne è affetto non è consapevole di esserlo e questo si accompagna all’incapacità del medico di riconoscerli, portando ad una diagnosi ritardata, ad un aumentato disagio da parte del paziente ed una maggior difficoltà nel trattamento.

Bisogna aumentare la consapevolezza e la capacità di riconoscimento dei DCA nei medici di medicina generale e nei medici specialisti, nelle scuole, nelle famiglie. Migliorare la comunicazione tra le diverse istituzioni e facilitare in tutti i modi la richiesta d’aiuto e l’accesso ai centri adatti. In tutta Italia sono presenti molti centri e associazioni a cui rivolgersi in qualsiasi momento, disponibili a tendervi una mano e non lasciarvi soli. Perché da questa spirale si può uscire.

Questa giornata è una giornata di consapevolezza. Questa è una giornata di prevenzione, di educazione e informazione. Questo è un ACTION DAY.