Una metodica di amplificazione in vitro recentemente sviluppata si è dimostrata particolarmente promettente nel diagnosticare morbo di Parkinson (PD) e demenza a corpi di Lewy (DLB).

La metodica

La tecnica in questione è la Real-Time Quaking-Induced Convertion, abbreviata in RT-QuIC: attraverso l’utilizzo di un apposito shaker che agita piastre contenenti la proteina da esaminare si catalizza una reazione di amplificazione della proteina permettendo successivamente di valutarne diverse caratteristiche. Tale metodica è stata inizialmente utilizzata dal professor Ryuichiro Atarashi dell’Università di Nagasaki per la diagnosi ante-mortem di una malattia prionica: la malattia di Creutzfeldt-Jacob (CJD).

Nella CJD un prione, un agente infettivo di natura prettamente proteica, favorisce il ripiegamento erroneo e conseguente accumulo progressivo delle proteine a livello cerebrale, situazione che rappresenta un ostacolo alle normali funzioni nervose e culmina nella morte cellulare. Un meccanismo simile si ha nel morbo di Parkinson e nella demenza a corpi di Lewy, entrambe ascrivibili alle alfa-sinucleinopatie, ovvero a processi degenerativi alla base dei quali vi è un anomalo accumulo della proteina alfa-sinucleina. Tale similarità ha portato i ricercatori dell’Oxford Parkinson’s Disease Centre (OPDC) e dell’Unità Prioni di Edimburgo ad adattare la RT-QuIC affinché potesse essere utilizzata nella diagnosi di PD e DLB.

Una diagnosi difficile

Sebbene segni clinici quali tremore a riposo, rigidità, bradicinesia ed esordio asimmetrico insieme a una indicativa storia clinica e alla responsività al trattamento con Levo-Dopa possano condurre a una diagnosi di probabilità, attualmente si può giungere a una diagnosi di certezza solo in fase post-mortem con una valutazione autoptica.

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Fig. 1 Confronto istologico substantia nigra in paziente sano e affetto da PD

Negli anni si è cercato di sviluppare test diagnostici basati sull’analisi dell’alfa-sinucleina, ma il grosso ostacolo è rappresentato dal fatto che tale proteina si ritrova anche nel cervello e nel liquor dei soggetti sani, dando dunque dei falsi positivi. La patologia è infatti dovuta non alla sola presenza di questa proteina, ma alla formazione di aggregati fibrillari che ostacolano le normali funzioni cerebrali. Dunque i ricercatori si sono concentrati non sulla presenza della proteina, ma su una sua caratteristica: la capacità di aggregazione.

Lo studio

Nello studio, diviso in due fasi, è stato esaminato un totale di 137 campioni di liquor: 99 provenienti dalla coorte OPTIMA (Oxford Project to Investigate Memory and Ageing) e 38 provenienti dallo studio Discovery dell’OPDC. Sono stati altresì ottenuti degli omogeneizzati cerebrali da tessuto proveniente dal lobo frontale di pazienti con patologie neurodegenerative quali il morbo di Alzheimer, la demenza a corpi di Lewy e la forma sporadica della malattia di Creutzfeldt-Jacob.

Dai risultati emerge una sensibilità del 92% e del 95% per, rispettivamente, DLB e PD, con una specificità del 100%. Infatti 19 dei 20 pazienti con PD e 11 dei 12 pazienti con DLB sono stati correttamente identificati dal test e nessuno dei pazienti del gruppo di controllo è risultato positivo. Interessante è inoltre il fatto che anche 3 soggetti con disturbi della fase REM del sonno e ritenuti ad elevato rischio di sviluppo di alfa-sinucleinopatie sono risultati positivi, suggerendo dunque un possibile utilizzo anche nella diagnosi precoce di PD.

I risultati iniziali sono particolarmente promettenti, ma si necessita ora di una sperimentazione su un numero di pazienti maggiore che possa convalidare l’applicabilità e l’affidabilità della RT-QuIC nel campo delle alfa-sinucleinopatie.

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