E’ Possibile Prevenire le Allergie Alimentari?

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Uno studio commissionato dalla UK Food Standard Agency e poi svolto dall’Imperial College of London, il cui scopo era quello di analizzare diversi studi sulle allergie alimentari durante l’infanzia, ha dimostrato come ci sia una correlazione tra il tempo della prima assunzione di alcuni alimenti e le rispettive allergie alimentari.

Gli studiosi dell’Imperial College of London, hanno analizzato 146 studi che hanno interessato più di 200.000 bambini, scoprendo una interessante relazione: cioè che più precocemente si fanno assumere certi alimenti allergeni ai bambini e minore sarà la possibilità di essi di sviluppare allergia a quell’alimento.

In particolare parliamo di uova ed arachidi. In UK circa 1 bambino su 20 soffre di allergie alimentari, in Italia la percentuale di bambini con disturbi legati alla alimentazione è del 6%. I sintomi possono essere rash cutanei, gonfiore, vomito e problemi respiratori. Il tema delle allergie agli alimenti è molto attuale, visto anche l’incremento costante di bambini che soffrono di queste patologie. La motivazione di questo incremento è ancora senza una precisa spiegazione specifica, anche se alcuni medici hanno ipotizzato che potrebbero esserci dietro dei fattori ambientali.

La ricerca

Nella ricerca, i neonati che avevano assunto arachidi tra il 4° e l’11° mese di vita, hanno avuto una riduzione della possibilità di sviluppo dell’allergia negli anni a venire del 70%. In più i neonati che avevano assunto uova tra il 4° ed il 6° mese di vita, hanno avuto una riduzione delle probabilità di sviluppo dell’allergia del 40%.

La ricerca, si è concentrata anche sullo studio di altri effetti derivanti da altri cibi. Ad esempio il pesce, si è provato a far assumere il pesce ai neonati prima del tempo consigliato dalle linee guida attuali (dopo il 6° mese), cosi come era stato fatto con le arachidi e le uova, ma in questo caso non è stata trovata nessuna diminuzione di probabilità di sviluppo di allergia. C’è da evidenziare, però, una diminuzione, anche se non statisticamente significativa, delle rinite allergiche nei bambini di 4 o meno anni. Si ipotizza che potrebbe essere dovuta all’ingestione precoce di omega-3, una importante molecola associata ai disturbi infiammatori.

Successivamente, sono andati anche a studiare la relazione tra il tempo di assunzione precoce del glutine e lo sviluppo delle celiachia. Lo scopo era quello di anticipare l’assunzione del glutine in modo da far diminuire la probabilità di sviluppo di celiachia. Anche in questo caso, non si è riscontrata nessuna riduzione della probabilità di sviluppo della malattia. In più si è osservato come non esista nessuna relazione tra la celiachia e l’assunzione precoce di cibi come uova, arachidi, pesce e prodotti derivanti dal grano. Altra relazione che non è stata trovata è quella tra assunzione di latte vaccino di mucca e sviluppo del diabete mellito di tipo 1.

Linee di guida pediatriche attuali

Attualmente le linee guida pediatriche sconsigliano l’assunzione di alimenti prima del 6° mese, infatti fino a questo periodo è consigliata una alimentazione fatta esclusivamente di latte materno. Secondo queste linee guida, le uova possono essere introdotte a partire dall’8° mese e le arachidi dal 12° mese in su.

Queste nuove evidenze possono portare, quindi, alla revisione delle attuali linee guida. Quello che si consiglia è comunque di consultare sempre il proprio pediatra di famiglia, nel caso si voglia provare a far assumere precocemente questi alimenti, in particolar modo, è essenziale fare attenzione nel caso in cui il bambino abbia già sviluppato qualche segno allergico, come gli eczemi, in questo caso l’assunzione è assolutamente sconsigliata.

Prospettive future per la ricerca

La rincerca si conclude suggerendo di continuare questo tipo di ricerche, consigliando ulteriori interessanti spunti che potrebbero essere approfonditi: come ad esempio l’induzione della tolleranza immunogena verso l’insulina per prevenire il diabete di tipo 1. Facendo assumere oralmente l’insulina precocemente, si potrebbe cercare di innescare la tolleranza immunologica contro questo peptide, in modo da prevenire quindi il diabete mellito di tipo 1.

In poche parole, non ci resta che aspettare e vedere i risultati a cui arriveranno questi studi in un futuro assolutamente più vicino di quello che possiamo pensare.

FONTI | Articolo 1 , Articolo 2