Akkermansia muciniphila: possibile supporto nella sindrome metabolica

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E’ lo studio condotto dalla Université Laval, Québec, Canada, a mostrarci gli evidenti benefici apportati dal batterio akkermansia muciniphila nel contrastare diabete e obesità nell’uomo. Sebbene il suo ruolo chiave fosse conosciuto dal 2007, non altrettanto chiari erano il meccanismo d’azione e la possibilità del suo utilizzo su larga scala.

Gli studi

Dal primo lavoro condotto dai ricercatori del Louvain Drug Research Institute dell’Università di Louvain, in Belgio, si evinceva che il batterio gram negativo, normalmente abbondante nella flora intestinale (rappresenta l’1-5%
di tutti i batteri intestinali), fosse maggiormente presente nel microbiota fecale di animali magri rispetto a quelli obesi.

In laboratorio, la somministrazione orale di A. muciniphila a topi nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi (HFD) mostrava una riduzione della loro obesità, riducendo l’insulino-resistenza, nonché le complicanze cardiache e metaboliche.

Procedendo negli studi, gli autori hanno scaldato a 70 ° C per 30 min il batterio, per renderlo inattivo, più facile da gestire, ma senza distruggere le sue proprietà.

Tale procedura ha rivelato che la somministrazione di A. muciniphila pastorizzato, esercita effetti più pronunciati sui topi HFD. Nello specifico in seguito a tale trattamento, appariva raddoppiata la sua efficacia, diminuito il diametro degli adipociti e risultava aumentato il numero di cellule caliciformi intestinali (responsabili della produzione di muco).

Era quindi evidente che la pastorizzazione di A. muciniphila migliora la sua capacità nel ridurre lo sviluppo della massa grassa, l’insulino-resistenza e la dislipidemia nei topi con obesità indotta dalla dieta.

Tuttavia, la maggior efficacia del batterio pastorizzato ha condotto alla ricerca di una proteina batterica resistente alla pastorizzazione e probabilmente responsabile dei benefici di A. muciniphila.

Applicando metodiche di ingegneria genetica, gli autori hanno scoperto proteine particolarmente abbondanti nella membrana esterna del batterio. Tra queste, in particolare, Amuc-1100, è una delle proteine ​​più presenti nella membrana esterna e potrebbe giustificare l’effetto di questo batterio su recettori toll-like receptor 2 (TLR2).

Sulla base di questi risultati i ricercatori canadesi, coordinati dai prof. Fernando Forato Anhê e André Marette, hanno potuto confermare che Amuc-1100, unica proteina del batterio termostabile a 70 ° C (temperature adoperate per la pastorizzazione), interagisce con TLR2, migliorando la barriera intestinale e giustificando in parte gli effetti benefici del batterio.

Nello stesso studio pubblicato sulla rivista Nature, gli autori evidenziano che l’uso di A. muciniphila pastorizzata o di Amuc_1100 ha aumentato l’espressione di geni che codificano per proteine ​​tight-junction appartenenti a digiuno ed ileo, mostrando in tal modo un ruolo nella riduzione dell’endotossiemia metabolica ed incremento della barriera intestinale.

Traguardo importante è stato scoprire che A. muciniphila coltivato su un terreno sintetico, mantiene le stesse proprietà del batterio cresciuto in ambiente intestinale, riducendo in egual modo l’accrescimento della massa grassa.

Questa possibilità di crescita in un mezzo sintetico è significativa poiché permette la produzione su larga scala del batterio senza necessità dell’estrazione di mucina da animali.

Sull’uomo

Le analisi condotte sull’uomo hanno riscontrato una quantità inferiore di A. muciniphila nelle feci di pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD) e di individui con obesità, rispetto a feci di soggetti sani.

Oltre a questo dallo studio emerge che il trattamento delle persone in sovrappeso per 2 settimane sia con A. muciniphila in vivo sia con analogo cresciuto in un mezzo sintetico è sicuro e ben tollerato, così come l’uso della forma pastorizzata.

Questi risultati forniscono il supporto per l’utilizzo di diverse preparazioni di A. muciniphila come opzioni terapeutiche nei confronti di obesità e disturbi ad essa associati.

Nonostante una sperimentazione di più lunga durata sia necessaria per validare l’efficacia clinica di A. muciniphila come metodo per ridurre il peso e alleviare la sindrome metabolica in esseri umani, il lavoro corrente apre la porta per la potenziale pastorizzazione di altri ceppi batterici al fine di migliorare la loro attività probiotica contro malattie infiammatorie legate alla compromessa attività della barriera intestinale.

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