Congiuntiva

CASO

Stefania è una paziente di 45 anni che fortunatamente si reca solo di rado dal mmg. Stavolta, però è costretta ad andarci per un arrossamento della congiuntiva che le provoca fastidio ed un intensa lacrimazione.
Con l’anamnesi ed esame obiettivo il mmg le diagnostica una congiuntive, la paziente non ha scolo dal naso e neanche sintomi influenzali. Decide così di far prendere alla paziente il Cortivis, un farmaco a base di cortisone sicuro possa darle sollievo.
Dopo una settimana il rossore si ripresenta e il mmg decide di mandarla da uno specialista che le prescrivere un cortisonico più potente. Anche in questo caso la paziente non risponde alla terapia ed il medico notadurante la visita, con sorpresa, un rimpicciolimento della camera anteriore. Escludendo cause di natura oftalmologica, il medico richiede un esame che può essere d’aiuto alla diagnosi.

Quale? Quale può essere una sospetta diagnosi?

La diagnosi corretta è: INCLUSO DEL SENO MASCELLARE

L’osso mascellare è un osso che fa parte dello splancnocranio, pari e simmetrico; dall’unione di queste due ossa lungo la sutura palatina, si forma la mascella.

Il processo alveolare superiore della mascella ospita l’arcata dentaria superiore ed è chiamato anche arco mascellare che insieme alle lamine orizzontali delle ossa palatine costituisce il palato osseo, volta della cavità orale e pavimento della cavità nasale; entra a far parte così della cavità orbitaria.

La mascella entra a far parte di due fosse: la fossa infratemporale e la fossa pterigopalatina, e di due fessure, la fessura orbitaria inferiore e la fessura pterigomascellare.

Il corpo ha una forma pressoché piramidale ed è costituito da pareti particolarmente sottili, contenendo al suo interno la cavità del seno mascellare. La faccia superiore, che costituisce parte del pavimento della cavità orbitaria, mostra un solco, per il decorso del nervo infraorbitale e dei vasi omonimi, detto solco infraorbitale, che sbocca anteriormente nel foro infraorbitario. In parte i vasi e nervi vanno a costituire i corrispettivi alveolari anterosuperiori, portandosi verso il basso.

Anteriormente, subito sopra l’arcata alveolare superiore si hanno le fossette incisiva e canina che daranno poi origine ai muscoli: depressore dell’ala del naso, ad alcune fibre dell’orbicolare della bocca e, lateralmente, al nasale e poi la fossa canina dà origine al muscolo elevatore dell’angolo della bocca.

Posteriormente la superficie è irregolare ed è chiamata tuberosità mascellare e va a costituire la parete anteriore della fossa pterigopalatina. Presenta i forami dei canali alveolari superiori, per il passaggio dei nervi e vasi alveolari posterosuperiori. Dà anche origine ad alcune fibre del muscolo pterigoideo interno.

La superficie mediale mostra, oltre all’incisura nasale, che contribuisce a formare l’apertura piriforme e dà origine al muscolo dilatatore della narice, il solco lacrimale, che prende parte alla formazione del canale nasolacrimale, e la lamina orizzontale del processo palatino. Questa, articolandosi con il mascellare controlaterale medialmente e con le lamine orizzontali delle ossa palatine, va a formare anteriormente il canale incisivo e la sutura palatina mediana. Lateralmente al solco lacrimale si ha l’origine del muscolo obliquo inferiore dell’occhio

Oltre al processo palatino e al processo alveolare inferiore si hanno altri due processi: il processo frontale, diretto in alto e medialmente ad articolarsi con l’osso frontale e con le ossa nasali, da cui origina parte delle fibre del muscolo orbicolare dell’occhio; e il processo zigomatico, che si distacca lateralmente. Esso lateralmente si articola con il processo mascellare dell’osso zigomatico, a formare l’arcata zigomatica.

Per la sua particolare posizione anatomica e per i rapporti articolari che esso contrae, è spesso oggetto di patologie che non sono proprio di pertinenza odontoiatrica.

E’frequente che il seno mascellare sia sede di dente incluso o ritenuto ovvero un dente che non è riuscito ad emergere e che sono rimasti coperti dalla gengiva o dall’osso, totalmente o parzialmente. Nei denti inclusi, la radice è completamente formata a differenza di quelli ritenuti in cui è possibile una non completa maturazione e quindi che il dente possa essere visibile.

I denti inclusi sono molto spesso quelli del giudizio perchè sono i puù tardivi a comparire( intorno 18-20 anni) e quindi non trovano lo spazione necessario per emergere; infatti una causa di denti incluso è proprio il sovraffolamento dentario, accompagnato da:

-traumi dentali subiti nell’infanzia che hanno portato al danneggiamento dei denti decidui

-un palato troppo ristretto

-malformazioni di natura genetica

-difetti riguardanti la struttura dei denti (corona dentale anomala oppure radice dentale malformata)

Molto spesso un dente incluso non da sintomatologia o comunque potrebbe dare fastidi gengivali anche sottovalutati; ci si può accorgere durante una visita per altri motivi come una carie e non di rado un dente incluso potrebbe dare origine a delle formazioni cistiche cosi come si verifica a livello del mascellare.

Vista la contiguità anatomica con la fessura orbitaria, un dente incluso che evolve o meno in cisti, potrà essere causa di una sintomatologia, come in questo caso, prettamente oculare. Il motivo per cui esso causi un rimpicciolimento della camera anteriore è in parte legato all’effetto “massa” che esso esercita sulla regione circostante.

Con la TAC del massiccio facciale siamo in grado di visualizzarlo e chirurgicamente di asportarlo, eradicando così la sintomatologia della paziente.