cocaina la medicina in uno scatto

 

     “Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la vita.” – Jim Morrison

Le morti di numerose celebrità negli ultimi anni dovute all’uso ricreativo di cocaina ha focalizzato l’attenzione sulla diffusione di questa droga.

Dallo 0.5% al 6% della popolazione adulta europea ha fatto uso di cocaina almeno una volta nella vita; più esiguo è invece il numero di chi fa un uso regolare di cocaina.

Il recente incremento dell’utilizzo è dovuto a diversi fattori, tra i quali la facilità di somministrazione, l’aumentata reperibilità e purezza, la diminuzione del costo e la percezione errata che l’uso ricreativo non comporti rischi. Secondo recenti sondaggi solo il 50% dei giovani crede che l’assunzione mensile di cocaina porti a danni rilevanti alla salute.

Purtroppo il numero di eventi cardiovascolari legati all’abuso di cocaina, tra cui angina pectoris, infarto del miocardio, cardiomiopatie e morte improvvisa da cause cardiache, è cresciuto drammaticamente.

Farmacologia e meccanismo d’azione della cocaina

La cocaina (benzoilmetilecgoina) è un alcaloide che si ottiene  dalle foglie della coca, pianta originaria del Sud America, principalmente Perù, Colombia e Bolivia.

Può essere assunta per via orale, intranasale, intravenosa e anche inalatoria (crack).

La cocaina blocca il reuptake presinaptico di noradrenalina e dopamina, producendo un eccesso di questi neurotrasmettitori a livello dei recettori postsinaptici. Agisce quindi come potente agente simpaticomimetico.

Ischemia e infarto miocardico

Il cuore è l’organo sottoposto al maggiore stress dalla sostanza psicostimolante. Il rischio di infarto miocardico acuto è aumentato di 24 volte nei 60 minuti successivi all’assunzione in persone che altrimenti sarebbero a basso rischio.

Pazienti che si presentano in Pronto Soccorso con dolore toracico non traumatico dovrebbero essere interrogati riguardo all’utilizzo di cocaina, in quanto questo dolore è il più comune sintomo nei tossicodipendenti.

Uno studio ha mostrato come dal 14 al 25% di pazienti con dolore toracico non traumatico aveva livelli rilevabili di cocaina o suoi metaboliti nelle urine. Approssimativamente il 6% dei pazienti giunti in PS con dolore toracico correlato alla sostanza ha l’evidenza enzimatica di infarto cardiaco.

La maggior arte di questi pazienti sono giovani maschi fumatori, prevalentemente non caucasici, che vivono in aree urbane e frequentano contesti ricreativi come discoteche e night club, senza però altri fattori di rischio o evidenza di aterosclerosi alla angiografia.

Fumo di sigaretta e alcol

Molti pazienti con angina pectoris o infarto miocardico associati alla cocaina sono fumatori di sigarette che ammettono di fumare durante l’utilizzo di cocaina. Il fumo di sigaretta provoca vasocostrizione delle arterie coronarie attraverso un meccanismo adrenergico simile a quella della cocaina. Gli effetti deleteri della cocaina su domanda e disponibilità di ossigeno miocardica sono sostanzialmente aggravati ed esacerbati dal concomitante fumo di sigaretta.

Questo combinazione aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sistemica, con maggiore richiesta di ossigeno, mentre simultaneamente diminuisce il diametro delle arterie coronarie.

Allo stesso modo anche cocaina ed etanolo vengono spesso utilizzati contemporaneamente. Tra tutti i casi che di presentano in reparti di emergenza con abuso di più sostanze, la combinazione di cocaina ed etanolo è la più comune. Ed è la seconda combinazione più frequente in pazienti che muoiono per abuso di sostanze. Il simultaneo uso di queste sostanze aumenta il rischio di morte improvvisa di più di 20 volte in pazienti con evidenze post-mortem di malattia coronarica.

Disfunzione miocardica

L’abuso di cocaina a lungo termine causa ipertrofia ventricolare sinistra e disfunzione sistolica. Diversi studi hanno descritto una cardiomiopatia dilatativa in consumatori di cocaina a lungo termine, così come una profonda depressione cardiaca.

Aritmie

Aritmie maligne e morte improvvisa causata da aritmia dovute al consumo di cocaina si verificano più frequentemente nei pazienti con ischemia o infarto del miocardio o in quelli con danni miocardici non ischemici. L’abuso a lungo termine uso è associato ad un aumento della massa ventricolare sinistra e dello spessore della parete, noti fattori di rischio per aritmie ventricolari.

Il consumo di cocaina continua ad aumentare. Come risultato, il numero di visite al pronto soccorso, di ricoveri, di complicanze cardiovascolari e di morti è aumentato drammaticamente. La comprensione e il riconoscimento precoce delle malattie cardiovascolari della cocaina legati le complicanze sono essenziali per la loro corretta gestione. L’eventualità di un pregresso utilizzo di cocaina dovrebbe sempre essere considerata in pazienti giovani con ischemia miocardica o infarto, aritmie, miocardite o cardiomiopatia dilatativa

Fonte: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/; Immagine in evidenza