La RM molecolare per la diagnosi di TIA

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Una variante della Risonanza Magnetica attualmente utilizzata solo in ambito di ricerca potrebbe essere usata in futuro per la diagnosi di TIA.

Cos’è un TIA?

Con Transient Ischemic Attack si fa riferimento all’improvvisa comparsa di deficit neurologici focali e/o visivi, correlati a un insufficiente apporto di sangue, della durata inferiore alle 24h.

Come si diagnostica un TIA?

Attualmente la diagnosi di TIA è una diagnosi di esclusione, in quanto non disponiamo di esami che possano specificamente indirizzare verso tale patologia; anche alla TC e alla RM, metodiche che sono particolarmente utili in caso di ictus, non si ha infatti evidenza di danno tissutale. La criticità risiede nel fatto che un TIA può essere simulato da numerose condizioni tra cui l‘aurea emicranica e le crisi epilettiche in primis, seguite dall’ematoma subdurale cronico e addirittura dall’ipoglicemia, che in alcuni casi può accompagnarsi a emiparesi.

Perché è importante riconoscere un TIA?

La pericolosità dei TIA risiede nel fatto che spesso sono campanelli di allarme di un imminente ictus, condizione ben più grave che rappresenta attualmente la prima causa di disabilità al mondo. Si stima infatti che nelle prime due settimane successive al TIA il rischio di andare incontro a ictus sia circa del 10%, una percentuale sicuramente non trascurabile.

Naturalmente sapere in anticipo che un paziente è ad alto rischio permette di intervenire preventivamente con un opportuno trattamento, differente a seconda della storia clinica del paziente. In tutti i pazienti è consigliata una correzione dei fattori di rischio cardiovascolare, quali ad esempio l’iperlipidemia (sia attraverso la dieta sia attraverso le statine), in associazione a terapia antiaggregante (ASA o Ticlopidina). Nel caso di rischio cardioembolico è consigliabile introdurre una terapia anticoagulante e nei pazienti con una stenosi severa della carotide interna si può programmare un’endoarterectomia.

Lo studio e la diagnosi di TIA in futuro

Nello studio pubblicato su Brain i ricercatori hanno testato una variante della Risonanza Magnetica, la Risonanza Magnetica molecolare, sul modello murino per comprendere se fosse possibile visualizzare alterazioni associate a TIA.

Per simulare un TIA nel topo hanno compresso l’Arteria Cerebrale Media per ~15 min, osservando un rialzo di due proteine di adesione correlate all’infiammazione: la VCAM1 e la P-selectina, di cui solo quest’ultima rintracciabile sul fronte endoteliale. Hanno quindi sviluppato degli anticorpi associati a microparticelle di ossido di ferro che riconoscessero e legassero selettivamente questa proteina, così da poter rilevare alla RM molecolare il suo pattern di distribuzione.

I risultati sono stati promettenti: a distanza di 6 ore dall’evento ischemico la RM molecolare ha evidenziato un pattern di distribuzione della P-selectina compatibile con il territorio di vascolarizzazione dell’arteria occlusa. Tali segni radiologici hanno raggiunto un picco intorno alle 24 ore per poi affievolirsi e scomparire dopo 48 ore.

Per avvalorare la specificità della P-selectina come marker di TIA ne hanno inoltre valutato i livelli nelle due condizioni che più frequentemente simulano un TIA: la crisi epilettica e l’emicrania con aura.

Nel primo caso hanno dimostrato che inducendo una crisi epilettica tramite l‘iniezione intraperitoneale di acido kainico non si assiste a un incremento dei valori di p-Selectina.

Nel secondo caso hanno somministrato nitroglicerina per indurre un’emicrania, evidenziando anche in questo caso un’assenza di rialzi della p-Selectina.In quest’ultimo caso però a essere testata è stata solo l‘emicrania in sé e uno studio successivo dovrà valutare anche l‘aura emicranica, l’elemento che propriamente entra in diagnosi differenziale con il TIA.

Infine un ulteriore vantaggio di questa metodica è che gli anticorpi diretti contro la P-selectina hanno un rapido periodo di washout (~2 ore) che ne permetterebbe l‘utilizzo anche in caso di eventi ripetuti, condizione non infrequente.

Sebbene siano sicuramente necessarie altre ricerche che convalidino il ruolo della P-selectina nei TIA e la sua specificità non solo in relazione alla patologia, ma anche al tessuto effettivamente danneggiato distinguendolo da quello sano circostante, la RM molecolare si propone come un utile strumento nello studio e nella diagnosi dei TIA.

Fonte | Studio Brain