La spermidina aiuta il cuore

Un recente studio ha dimostrato come la spermina e la spermidina siano in grado di prevenire ma, soprattutto, migliorare le malattie cardiovascolari.

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L’invecchiamento è associato ad un progressivo declino delle funzioni cardiache.

Un recente studio ha dimostrato come la spermina e la spermidina siano in grado di prevenire ma, soprattutto, migliorare le malattie cardiovascolari, come quelle età correlate, nei topi. Ma anche gli uomini sembrano essere suscettibili alla loro azione.

Il team composto da Tobias Eisenberg della Medical University of Graz, Graz, Austria e un folto gruppo di ricercatori provenienti da vari istituti tedeschi, francesi, svizzeri, tra cui Luca Scorrano ed Emilie Schrepfer dall’Università  e l’istituto Telethon Dulbecco di Padova, ha effettuato diversi studi integrando spermidina in dosi elevate, una poliammina presente in molte cellule e che svolge un ruolo importante nella proliferazione cellulare.

Nei topi anziani (> 23 mesi), questa ha dimostrato ritardare i cambiamenti cardiaci età correlati, come la disfunzione diastolica e l’ipetrofia cardiaca, migliorando le proprietà meccano-elastiche dei cardiomiociti in vivo, aumentando la fosforilazione della Titina, importante fattore influente la rigidità in diastole, e riducendo l’infiammazione subclinica.

Fonte: Nature – December 2016

Inoltre, è stato riscontrato un aumento dell’autofagia e della mitofagia, con promozione della riparazione cellulare.

In un gruppo di topi ipertesi, invece, la supplementazione di spermidina ha portato ad una netta diminuzione dei valori pressori ed una riduzione dell’ipertrofia cardiaca ipertensiva.

In seguito, è stato somministrato un questionario ad un gruppo di individui ed è stato riscontrato come i livelli dietetici di spermidina, contenuta in alimenti quali legumi, formaggi stagionati e cereali,  fossero inversamente associati con il rischio di malattie cardiovascolari e pressione arteriosa, indicandola come una nuova possibile strategia per prevenire e alleviare le malattie cardiovascolari età correlate anche nell’uomo.

Queste nuove evidenze hanno un ruolo importante: se confermate ulteriormente potrebbero fornire nuove indicazioni utili per la prevenzione delle malattie cardiovascolari ed eventualmente nuovi strumenti terapeutici.

 

FONTI| Articolo 1; Articolo 2