Jacopo Castellese - Così lo stress ci espone a rischi cardio-vascolari
Articolo di Jacopo Castellese

Ne sentiamo parlare spesso, ma non diamo mai allo stress l’importanza che merita. Ma ora, grazie ad un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital (Boston) e della Icahn School of Medicine (New York) avremo un motivo in più per tenere sotto controllo i suoi livelli.

Il team di ricercatori ha infatti dimostrato che alti livelli di stress, soprattutto se protratti per lungo tempo, possono compromettere la salute del nostro sistema vascolare, costituendo, quindi, fattore di rischio per gravi patologie quali infarto e ictus.

Alla genesi di questo aumentato rischio cardio-vascolare ci sarebbe l’interazione tra l’amigdala, una regione del nostro cervello coinvolta nella gestione delle emozioni (e in particolar modo della paura) e il nostro sistema immunitario. Si è visto infatti che nei soggetti sottoposti a forte stress, l’amigdala entrerebbe in uno stato di iperattività tale da attivare il nostro sistema immunitario andando ad innescare forti stati infiammatori che vanno a ledere l’integrità dei nostri vasi sanguigni: i meccanismi che vengono innescati da questa iperattività non si limitano solo alla produzione di molecole pro-infiammatorie (quali la proteina C-reattiva) ma anche ad un’aumentata sintesi di cellule immunitarie da parte del midollo osseo.

Sebbene un simile meccanismo fosse già stato riscontrato in diverse specie animali, ancora non era chiaro quali strutture e quali vie fossero coinvolte nell’essere umano: per capirlo, lo studio è stato diviso in due parti coinvolgendo 300 partecipanti.

Nella prima parte è stato selezionato un gruppo di 293 individui che non hanno mai avuto un tumore e sofferto di malattie cardiovascolari: per tutta la durata della ricerca (circa quattro anni), sono stati sottoposti a tecniche di imaging non invasive (PET/CT) utilizzando un radiotracciante (il fluorodesossiglucosio) che mettesse in evidenza sia l’attività dell’amigdala che lo stato di salute cardiovascolare. É stato evidenziato che i soggetti sottoposti a maggiore stress avevano un aumento dell’attività sia nella regione dell’amigdala che nelle componenti del sistema immunitario.

A conferma dei risultati avuti nella prima parte della ricerca, sono stati in seguito selezionati 13 individui affetti da disturbo da stress post-traumatico (una condizione che segue a un forte trauma) e si è visto che tutti e 13 avevano un’amigdala iperattiva, un sistema immunitario più attivo e uno stato vascolare altamente compromesso.

Alla luce di questa ricerca, è quindi evidente che alcune prestazioni di tipo psicologico e psichiatrico, dovrebbero essere coperte dal SSN a seguito di accertamento di stati di elevato stress. Il nostro corpo e la nostra psiche sono componenti intimamente connesse del nostro essere, tant’è vero che l’OMS ha inserito “il buono stato di salute psicologica” nei presupposti necessari per “stato di salute ottimale”.

Fonte: The Lancet | “Relation between resting amygdalar activity and cardiovascular events: a longitudinal and cohort study”

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Jacopo Castellese
Studente di Medicina e Chirurgia presso "La Sapienza" di Roma e appassionato di scienza e tecnologia. Quando non sono impegnato in attività di reparto o di studio cerco sempre di tenermi aggiornato e di divulgare queste conoscenze in modo da scardinare le false credenze che le pseudoscienze di oggi (o il dr. Google di turno) cercano di affermare.