HPV, la colpa è sempre dell’uomo.

26171

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017/19 estende la vaccinazione anti-HPV (Human Papilloma Virus) anche per gli adolescenti maschi nel dodicesimo anno di età.

Questa scelta pone l’Italia tra le prime nazioni nel creare una copertura vaccinale per l’HPV nella popolazione maschile (in Europa solo l’Austria). Cerchiamo quindi di capire meglio le ragioni di tale scelta.

Inserito tra i virus oncogeni e ormai noto a tutti, l’HPV è di solito associato dal cittadino medio alle conseguenze che una sua infezione può indurre nella donna (carcinoma del collo dell’utero).

Negli ultimi anni, una miglior conoscenza dell’infezione da HPV e l’incremento di studi condotti su individui maschi, hanno indotto numerose società scientifiche ed esperti nel settore ad assumere un atteggiamento più oculato, sostenendo l’utilità della vaccinazione anti-HPV anche per la popolazione maschile.

Oggigiorno si stima che circa il 70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di HPV (oncogeni e non) durante l’arco della vita con un andamento non sovrapponibile a quello riportato per il sesso femminile. Nella popolazione femminile abbiamo un trend caratterizzato da due picchi (25-30 anni e periodo peri-menopausale) mentre in quella maschile tende ad aumentare con l’età.

Gli uomini quindi, pur presentando un minor rischio di sviluppare neoplasie HPV-correlate rispetto alle donne, hanno una maggior prevalenza dell’infezione. Questo quadro rende l’uomo il principale serbatoio e vettore del virus. A tal proposito, studi hanno evidenziato come la maggior parte delle donne con carcinoma del collo dell’utero abbiano spesso un partner con condilomi a differenza della popolazione di controllo. Una maggior prevalenza nel sesso maschile (10% M contro 3,5% F), si riscontra anche per le lesioni orali HPV-correlate.

I fattori di rischio per l’infezione da HPV nella popolazione maschile sono: inizio precoce dell’attività sessuale, elevato numero di partners, rapporti sessuali non protetti (causa principale per le infezioni anali nella popolazione gay) e presenza di una condizione di immunodepressione. In realtà, se pur rientra tra le infezioni sessualmente trasmissibili più comuni, vi è anche una trasmissione da contatto cute-organi genitali.

L’infezione può essere asintomatica, sub-clinica o manifesta. Nei primi casi l’uomo acquisisce la condizione di “portatore sano”. Nell’infezione manifesta invece i segni più comuni sono i condilomi acuminati, i papillomi laringei e le forme tumorali dell’area anogenitale e orofaringea.

I condilomi anogenitali, causati generalmente da HPV6 ed 11, sono la più frequente manifestazione. La loro localizzazione si ha tendenzialmente nelle zone che maggiormente subiscono traumatismi durante il coito: superficie interna del prepuzio, solco balano-prepuziale, corpo penieno e meno frequentemente scroto.

Le neoplasie HPV-correlate nell’uomo riguardano principalmente il distretto anogenitale e orofaringeo con percentuali impressionanti. Tra l’80-95% delle neoplasie anali, circa 1 su 2 delle neoplasie del pene e tra il 45-90% delle neoplasie della testa e del collo sono correlate ad infezione da HPV. In Europa più di 17.000 casi/anno e in Italia circa 2.000 casi/anno di neoplasie nell’uomo sono HPV correlate ed il trend è in aumento.

HPV è stato rilevato anche nel liquido seminale, mostrando la capacità di ridurre la fertilità, attraverso la diminuzione della motilità degli spermatozoi, e di interferire, tramite l’infezione dell’ovocita al momento della fecondazione, con lo sviluppo e la sopravvivenza dell’embrione.

Al fine diagnostico, un autoesame della zona anogenitale e del cavo orale, in aggiunta ad esami di screening, permettono di evidenziare eventuali alterazioni e rappresentano un passo importante verso la diagnosi precoce. Tra gli esami di screening utili per l’uomo ricordiamo la peniscopia per l’area genitale e il brushing, con conseguente esame citologico (PAP-test), anale (importante nella popolazione gay) e penieno.

Oltre a fini preventivi rientranti in un discorso di salute pubblica (riduzione del rischio di neoplasie HPV-correlate e immunità di gregge che induce benefici anche nella popolazione femminile), in realtà l’utilizzo della vaccinazione nella popolazione maschile, pone tra i suoi obiettivi primari anche l’abbattimento dei costi sanitari indotti dalle infezioni da HPV.

La spesa complessiva delle patologie del sesso maschile HPV-correlate sostenuta dal SSN ammonta ad oggi a circa € 211 milioni. Un recente modello di valutazione economica, sviluppato dalla collaborazione di varie Università, stima un risparmio complessivo di € 71 milioni/anno attraverso la vaccinazione nella popolazione maschile.

Tutto quello finora descritto non può che mettere in buona luce senonché premiare la scelta dell’Italia in merito alla necessità di una vaccinazione universale. A tal riguardo, se il vaccino quadrivalente per l’HPV risultava efficace, ancor di più lo sarà il nonavalente di nuova introduzione “Gardasil9”, prevenendo non più l’infezione di quattro ma di ben nove ceppi HPV.

Tutti sanno che è più necessaria la prevenzione della cura, ma pochi premiano gli atti di prevenzione.” – (M.N. Taleb)

 

FONTI|

1) Human Papillomavirus-Related Disease in Men: Not Just a Women’s Issue; Joel M. Palefsky, MD, CM, FRCP(C), Department of Medicine, Box 0654, 513 Parnassus Ave, Room S420, University of California, SanFrancisco, San Francisco, CA 94143.

2) Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019

3) REVIEW ARTICLE, Prophylactic HPV vaccination: past, present, and future; P. E. CASTLE AND M. MAZA, 1-Department of Epidemiology and Population Health, Albert Einstein College of Medicine, Bronx, NY, USA, 2- Global Coalition Against Cervical Cancer, Arlington, VA, USA, 3-Basic Health International, San Salvador, El Salvador.

4) Prevalence of HPV Infection among Men: A Systematic Review of the Literature Eileen F. Dunne,1 Carrie M. Nielson,3 Katherine M. Stone,2 Lauri E. Markowitz,1 and Anna R. Giuliano4, 1Division of STD Prevention, US Centers for Disease Control and Prevention, and 2Consultant practice, Atlanta, Georgia; 3Arizona Cancer Center, University of Arizona, Tucson; 4Department of Interdisciplinary Oncology, H. Lee Moffitt Cancer Center and Research Institute, Tampa, Florida.

5) http://www.epicentro.iss.it/problemi/hpv/EpidITA.asp