Le gambe che non dormono mai

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Gli insonni non dormono perché si preoccupano e si preoccupano perché non dormono”.

Non riuscire ad addormentarsi è un avvenimento piuttosto fastidioso che diventa patologia nel momento in cui cronicizza e riduce la qualità di vita. Le cause dell’insonnia sono varie e non sempre chiare: tra le meno comprese c’è una sindrome molto particolare detta “delle gambe senza riposo”.

La malattia

La sindrome delle gambe senza riposo (o RLS – Restless Leg Syndrome) è caratterizzata da un’impellente necessità di muovere una o più parti del corpo – più spesso le gambe – al fine di ottenere una sensazione di sollievo temporanea. Spesso è riferita come “incapacità a trovare la giusta posizione”, sensazione comune nella popolazione sana. Nella RLS, invece, questa percezione va oltre la sgradevole sensazione ma assume caratteri cronici e ben definiti, come l’esacerbazione nelle ore di riposo notturno e l’associazione con disturbi d’ansia, inquadrabili spesso sia come causa che come conseguenza della sindrome.

L’incidenza della malattia è in ascesa anche se non è possibile stabilire se l’incremento dei casi sia dovuto ad un reale aumento dei casi o al miglioramento delle capacità diagnostiche. Tra le criticità del riconoscimento della RLS la più pressante è definire quando il discomfort diventa malattia e, quindi, meritevole di trattamento. Gli interventi possibili, ancora oggetto di discussione, sono:

  • Riduzione di sostanze eccitanti come caffè e alcol
  • Supplementazione di ferro, vitamina B12 e folati
  • Correzione di condizioni predisponenti come l’ipertensione e la depressione
  • Farmaci sintomatici come benzodiazepine e oppiodi, da utilizzare in ultima istanza

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La RLS rimane un’entità nosologica misteriosa, non essendo possibile identificare una causa univoca né un meccanismo patogenetico preciso sul quale intervenire. L’ipotesi più ragionevole è che questa non sia realmente una malattia quanto la manifestazione di un corteo sintomatologico comune a diverse cause. Tuttavia il primo obiettivo che prescinde dall’identificazione eziologica è sicuramente ripristinare il sonno del paziente, in quanto l’insonnia, autoalimentandosi, compromette gravemente la qualità della vita.

FONTI | Sleepfoundation, Pubmed 1, 2