miRNA e tessuto adiposo: una nuova adipochina?

Secondo un recente studio, il tessuto adiposo comunicherebbe a distanza tramite i miRNA

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Negli ultimi anni, il tessuto adiposo, bruno e bianco, ha perso la sua reputazione di massa cellulare inerte ed è stato riconosciuto come organo endocrino a tutti gli effetti. Gli adipociti, infatti, secernono adipochine, una serie di ormoni, segnali e fattori proteici, capaci di agire a distanza su altri tessuti ed organi come il fegato, la corteccia surrenalica ed il tessuto muscolo-scheletrico. Queste assumono un ruolo importante nell’omeostasi metabolica e nella comparsa delle complicanze dell’obesità.

Ma sembra che il tessuto adiposo agisca su altri tessuti anche attraverso gli miRNA, piccoli frammenti di RNA non codificante a singolo filamento, implicati nella regolazione dell’espressione genica a livello trascrizionale e post-trascrizionale.

In un recente studio, il dottor Thomas Thomou e i suoi collaboratori dell’Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, hanno osservato che in un gruppo di topi in cui mancava un’enzima importante per l’elaborazione dei miRNA a livello adiposo, dopo un trapianto dello stesso, migliorava significativamente tutto l’assetto metabolico.

In seguito, hanno utilizzato due gruppi di topi per valutare l’espressione dei miRNA e la loro capacità di azione su altri distretti corporei; in un gruppo di topi, le cellule di tessuto adiposo bruno sono state modificate in modo da produrre il miRNA umano, nell’altro gruppo sono state resi fluorescenti gli epatociti target del miRNA.

Iniettando il miRNA del primo gruppo nel secondo, si è osservata una significativa riduzione della fluorescenza epatica nel secondo gruppo di topi, espressione dell’azione del miRNA prodotto dal tessuto adiposo sul tessuto epatico e il suo ruolo nella regolazione genica.

Inoltre, sembra che il miRNA del tessuto adiposo bruno sia implicato nella regolazione dell’espressione del gene FGF-2, fondamentale in una serie di processi cellulari, a livello epatico.

Questo studio, pertanto, conferma l’importanza del tessuto adiposo come tessuto endocrino e può aprire la strada ad altre terapie target in grado di prevenire o trattare le complicanze di malattie metaboliche quali l’obesità e il diabete mellito.

 

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