Caso Clinico Vertigine
Credits: giorgiocutini.it

Caso Clinico

Giunge presso l’ambulatorio del medico di famiglia paziente di 59 anni, sesso maschile, fumatore e con le seguenti comorbidità: sindrome metabolica, placche arterosclerotiche carotidee, obesità, ipertensione.

Riferisce di essersi recato al pronto soccorso due giorni prima per insorgenza improvvisa (durante lo svolgimento di un compito al pc) di sintomatologia vertiginosa di tipo oggettivo, vomito a getto, astenia e confusione per la quale il medico del P.S. conveniva terapia con betaistina a seguito del quale la sintomatologia sembrava ridursi.

All’esame obiettivo neurologico il paziente non presentava anomalie o asimmetrie dei riflessi periferici, assenza di nistagmo, andatura non atassica, test della marcia a stella positivo. Peggioramento dell’udito all’orecchio sinistro e acufeni. La sintomatologia non peggiora in determinate posizioni o durante i movimenti.

Veniva consigliato il ritorno in P.S. per effettuare una TAC cranio ed escludere eventuali processi vascolari importanti. La TAC è negativa.

Quali potrebbero essere le patologia alla base della sintomatologia? Cosa consigliereste al paziente?

La diagnosi è:
CAUSE DI VERTIGINE PERIFERICA

La vertigine di origine periferica può essere scatenata da diverse condizioni quali: vertigine posizionale parossistica, labirintiti, neurite vestibolare, malattia di Menière, ischemia del labirinto, traumi, agenti tossici.

A seguito dei dati raccolti durante la visita, potrebbe essere opportuno eseguire indagini strumentali per orientarsi sulla corretta diagnosi. L’audiometria deve essere eseguita in tutti i casi di sospetta patologia vestibolare: un deficit uditivo unilaterale rappresenta un ulteriore indizio a sostegno della sede periferica del disturbo.

Il paziente (per il quale sono stati esclusi esiti di processi vascolari) potrebbe aver manifestato una sindrome di Menière: la vertigine posizionale parossistica è da escludere sia per la durata della sintomatologia sia per la discordanza tra posizione assunta dal paziente e comparsa del sintomo.

Il trattamento deve essere indirizzato in base alla diagnosi eziologica riscontrata. Generalmente vengono impiegati farmaci antistaminici (antagonisti dei recettori H1 e H3 istaminargici presenti sulla superficie vascolare dei capillari vestibolari), anticolinergici (antagonista dei recettori muscarinici) e terapia fisica (manovre di riposizionamento – soprattutto per la vertigine parossistica- e riabilitazione vestibolare). Possono essere utili diuretici (per la sindrome di M. in cui si sopetti idrope endolinfatica), farmaci antiemicranici e cortisonici (in caso di neurite).