Enterocolite necrotizzante: il possibile ruolo dell’Ipoavitaminosi D

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Emergenza gastrointestinale più frequente nei neonati, l’enterocolite necrotizzante (NEC) colpisce nell’85% dei casi neonati prematuri. E’ una patologia acquisita che interessa quasi il 10% dei bambini che pesano meno di 1500 g, con tassi di mortalità del 50%, ma può verificarsi anche nei bambini nati a termine e non prematuri.

Il dipartimento di Neonatologia dell’Università Maltepe (Instabul) ha analizzato per la prima volta il possibile ruolo della carenza di vitamina D nella patogenesi di questa malattia.

Lo Studio

La ricerca, pubblicata in questi giorni sulla rivista Journal of Perinatology-Nature, si pone l’obiettivo di investigare l’eventuale associazione tra i livelli materni e neonatali di 25-idrossi vitamina D (25-OHD) e lo sviluppo neonatale di enterocolite necrotizzante (NEC).

Alcuni dati provenienti da studi osservazionali, suggeriscono l’esistenza di un legame tra bassi livelli di vitamina D e un aumento del rischio di outcomes negativi in gravidanza (quali il diabete gestazionale, la preclampsia, il rischio di infezioni e la limitata crescita fetale).

Nonostante in letteratura vi siano molti studi sull’argomento, ancora oggi non esiste un consenso sui livelli target di idrossi-25-vitamina D in gravidanza, e non è ancora chiaro il ruolo di un supplemento di vitamina D nel periodo prenatale, durante la gravidanza e l’allattamento.

Al fine di ottenere ulteriori evidenze, presso il Kanuni Sultan Suleyman Teaching and Research Hospital sono stati arruolati 145 neonati pretermine (con ≤36 settimane di gestazione), di cui 75 femmine e 70 maschi. I livelli di 25-idrossi vitamina D sono stati determinati avvalendosi di campioni di sangue materno e neonatale, ottenuti al momento dell’ammissione presso l’unità di terapia intensiva neonatale.

Dai primi risultati emerge che sul totale dei pazienti coinvolti nello studio, 26 di loro hanno sviluppato NEC (rispettivamente 15 femmine e 11 maschi) con una percentuale pari al 18%. Dividendo quindi i pazienti in due gruppi, i livelli di 25-OHD dei neonati e delle madri nel gruppo NEC si mostravano significativamente inferiori rispetto a i valori riscontrati nei neonati del gruppo non-NEC (P =rispettivamente 0.001 e 0.004).

Un’analisi più attenta mostrava che tra le madri dei 26 pazienti con NEC, solo 4 avevano assunto regolarmente un supporto di Vitamina D durante la gravidanza, 13 in modo irregolare e sporadico e 9 non avevano assunto mai Vitamina D.

In un’analisi di regressione logistica univariata, i livelli di vitamina D, sia nelle madri che nei bambini, erano un predittore significativo di NEC. Tuttavia, l’analisi di regressione logistica multivariata ha rivelato che solo il livello della vitamina D materno era un predittore significativo di NEC (OR: 0,86, P <0.0009).

Enterocolite Necrotizzante:

L’enterocolite necrotizzante (NEC), che tipicamente si verifica nella seconda, terza settimana di vita, è caratterizzata da un danno variabile del tratto intestinale, che va da lesioni della mucosa alla necrosi e perforazione tutto spessore.

In neonati a termine, l’età media di insorgenza è stimata a 1-3 giorni, ma l’esordio può verificarsi più tardi, a circa 1 mese.

I sintomi iniziali possono essere:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Ritardato svuotamento gastrico
  • Distensione addominale

Accompagnati da segni sistemici aspecifici:

  • Apnea
  • Letargia
  • Diminuzione della perfusione periferica
  • Shock (in fase avanzata)
  • Collasso cardiovascolare
  • Diatesi emorragica

La diagnosi si avvale in primo luogo della radiografia addominale, supportata da esami di laboratorio ed indagini ecografiche.

Il trattamento prevede inizialmente: l’interruzione dell’alimentazione enterale, una decompressione nasogastrica e l’utilizzo di antibiotici ad ampio spettro. Inoltre, deve essere considerato un forte indice di sospetto di setticemia fungina, specialmente nel bambino con una condizione di deterioramento e colture batteriche negative. Nelle fasi successive si rende necessario un più intenso trattamento antibiotico accanto ad un supporto per l’insufficienza respiratoria e cardiovascolare.

L’indicazione principale per l’intervento chirugico nella NEC è una condizione di perforazione o necrosi intestinale. Altre indicazioni sono: eritema della parete addominale, gas nella vena porta, peggioramento delle condizioni cliniche.

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