influenza
In base a quanto sostengono gli antivaccinisti, per una banale influenza non si muore. Non importa di quale virus si parli e nemmeno quale sia la patogenesi esperita dal germe, di influenza non si muore.
 
FALSITA’! L’Istituto Superiore di Sanità, in una nota pubblicata pochi giorni fa, ha notificato un aumento della mortalità per la popolazione anziana in tutta europa. Secondo il monitoraggio di EUROMOMO, ente che si occupa della raccolta dati per i Paesi aderenti, la mortalità per tutte le cause in quella fetta di popolazione più fragile è aumentata nell’inverno scorso. L’aumento di mortalità si è registrato in concomitanza alla diffusione su larga scala del virus dell’influenza A (H3N2), virus peraltro già noto per la sua particolare virulenza.
 
In Italia il dato è pessimo, il peggiore fra tutti. Meno del 50% della popolazione anziana suscettibile risulta vaccinata, nonostante l’indicazione del 75% auspicata dall’OMS quale copertura vaccinale ottimale negli over 65.
 
Parliamo sempre di un virus innocuo? In Italia la mortalità per tutte le cause ha registrato un incremento medio del 15%, fino ad un 42% nella settimana di picco. Solo coincidenza la concomitante epidemia influenzale? L’ISS ci dice, al contrario, che è potenzialmente attribuibile.
 
Dovremmo rinfrescare la memoria agli antivaccinisti. Circa attorno settembre-ottobre, si parlava già di una influenza che sarebbe stata più aggressiva e che avrebbe colpito prevalentemente nei periodi di dicembre-gennaio. Osservando i grafici è un caso che il numero dei decessi in percentuale maggiore si sia verificato esattamente nell’arco di tempo previsto come periodo di maggior diffusione del virus influenzale?
 
E’ importante condividere ed essere forti ed uniti! La pecca della comunità scientifica è aver sottovalutato questi movimenti pseudopallonari che, ahimè, hanno preso il sopravvento.
 
Fonte | (1) www.euromomo.eu; (2)www.iss.it