Ricerche scientifiche: certi delle certezze?

Le ricerche scientifiche: analizzarle con uno spirito critico.

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Ricerche scientifiche

Quando le ricerche non ricercano e i cervelli non cervellano.

Cara redazione,

Sono una ricerca scientifica. No, non sei fuori di senno, sono davvero una ricerca scientifica. Ho bisogno però di scrivervi perchè mi sento in dovere di farlo. Sento che per onestà intellettuale non posso esimermi dal dire le cose come stanno.

Vi racconto la mia storia.
Sono un Trial Clinico Randomizzato, fatto su un campione di popolazione molto ampio. Testo un farmaco nuovo, confrontato con l’attuale scelta terapeutica e ne valuto i risultati. A quanto pare un sintomo, tra tutto il complesso quadro clinico di questa patologia, viene ad essere migliorato. O meglio, in una piccola porzione di pazienti, vi è una riduzione di un valore in un test di laboratorio collegabile a questo sintomo.
Esultanza da parte del comitato scientifico, vengo pubblicato persino su una delle più importanti riviste scientifiche presenti.

Bello vero? Finalmente una nuova medicina che potrebbe migliorare le nostre scelte terapeutiche direte voi.

E invece no, vi dico di no. Perchè il sintomo che viene migliorato non è direttamente correlato alla patologia ma, anzi, è molto aspecifico. E l’outcome finale di questa ricerca infatti non era quello di vedere come cambiasse questo sintomo ma di vedere come e quanto migliore fosse questo nuovo approccio terapeutico. Ah, chiaramente, non sono una ricerca indipendente, dietro di me una casa farmaceutica ha fatto di tutto per farmi attuare e per far sì che venissi testata.
Si è impegnata affinché nell’articolo non risultasse la vera natura e la vera inutilità della mia azione. Riuscendo a confezionare una ricerca ben impacchettata, al fine di incantarvi tutti e voi, come stoccafissi, ci avete creduto.

Pensate che tutto quello che PubMed ci regala sia oro colato? Pensate che qualunque tipo di ricerca sia da prendere solo ed esclusivamente per veritiera?
Ipse Dixit? Fine dei discorsi.

E invece no. Non è questo l’approccio scientifico che ha mosso la scienza fino a qui, al dove siamo noi ora. Mettere sempre in discussione quello che ci capita avanti ci ha permesso di evolverci e di migliorarci nelle tecnica e nel pensiero.

Così vi chiedo: mettete in discussione ciò che leggete o lo prendete per vero sempre?
Per carità non sto dicendo che ora dobbiamo diventare di quel sapore scettico, ellenico in cui ci si ritrova a brancolare nel buio senza più certezze. Ma il mio invito è di non affidarvi solo a quello che leggete, di andare oltre. Di analizzare un po’ cosa c’è scritto e soprattutto come e cosa non è scritto.

Il direttore del Lancet stesso alza la voce e urla a chiare lettere:

Molto di quello che è pubblicato è incorretto […] molta della letteratura scientifica, forse una metà, potrebbe essere falsa. Condizionata da studi su una piccola popolazione, effetti irrilevanti, invalide analisi esplorative, ed evidenti conflitti d’interesse […] La scienza ha iniziato a percorrere sentieri oscuri“.

Bisogna davvero iniziare a capire che qualcosa è andato profondamente storto in questa storia. Bisogna iniziare a prendere consapevolezza che non ci si può affidare solo all’articolo appena pubblicato. Bisogna analizzare, andare più a fondo.

Gli strumenti ci sono, uno ad esempio si chiama Evidence Based Medicine. Non ne siete sprovvisti.  

Senza esitare troppo, andate oltre gli abstract. Siamo sicuri che non ci siano errori di fondo in questo lavoro? Ricercate i vari tipi di Bias presenti in ciò che state leggendo, leggete ed analizzate il disegno, la popolazione, come è stato condotto lo studio in sé.

I risultati poi, sono davvero significativi per te “professionista della salute”? Comprendetene la rilevanza clinica (qualora la abbiano), verificate se possano ridurne il Rischio e solo allora ponetevi l’ultima domanda: posso applicarlo al mio contesto? Dove opero e mi muovo? Oppure è così lontano dalla realtà che non è possibile utilizzare questo nuovo metodo?

Diffidate e mettete in discussione ciò che leggete. La scienza ha bisogno di persone con coscienza critica tale da saper distinguere ciò che è davvero utile da ciò che è un solo bagliore ben progettato.

Era così bello quando la scienza profumava di verità. Continuiamo a fare questo tipo di scienza. E’ ciò di cui il mondo ha bisogno.

FONTI | (1) www.thelancet.com (2) www.ncbi.nlm.nih.gov (3) www.simonebarbato.it (4) salute.diariodelweb.i(5) http://www.provincia.bz.it (6) www.huffingtonpost.it