Le polveri bianche che uccidono di più

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Omnipresenti nella dieta

Nessuna ricetta moderna appetibile non prevede l’aggiunta di sale e/o zucchero. Tuttavia, entrambi i condimenti non rientrano nella dieta naturale dei mammiferi e quindi dell’uomo. L’aggiunta del sale è molto più antica e nasce come “conservante”: gli alimenti essiccati tramite sale erano più longevi e resistenti alla putrefazione. L’aggiunta dello zucchero è invece relativamente giovane (200 anni fa circa) allo scopo di esaltare la sapidità di alcuni alimenti.

Entrambi concorrono a diverse condizioni patologiche quali l’ipertensione arteriosa e l’aumento del rischio cardiovascolare e cerebrovascolare.

Quale dei due fa più male?

– Il sale

Il sale è da più tempo sotto i riflettori: diversi studi hanno evidenziato una correlazione diretta tra aumento del consumo di sale ed entità della pressione arteriosa a causa di un maggior richiamo di liquidi nel distretto intravascolare. È stato dimostrato come la sola riduzione del consumo di sale da 8 a 4 grammi/giorno (studio DASH) comporti una riduzione di 8 mmHg di pressione sistolica e di 4 mmHg di pressione diastolica. Ed ancora: solamente riducendo di 6 grammi il consumo giornaliero si abbatte del 24% il rischio di avere ictus e del 18% il rischio di infarto.

Questi studi sono spesso criticati per i molti bias inevitabili: sono studi lunghi che vedono i pazienti invecchiare ed acquisire molte comorbidità spesso indipendenti dall’oggetto di studio, ovvero il sale nella dieta. Tuttavia c’è un consenso generale nel considerare l’abuso di sale dannoso per vasi e cuore.

– Lo zucchero

Il ruolo degli zuccheri aggiunti, nell’aumentare la pressione arteriosa e il rischio cardiovascolare, è stato storicamente legato alla sindrome metabolica e all’obesità che si correlano strettamente con l’ipertensione arteriosa e le malattie di cuore e vasi. Tuttavia le recenti evidenze suggeriscono che gli zuccheri aggiunti, in particolare nelle bevande, abbiano un ruolo autonomo nel generare ipertensione e quindi rischio cardio e cerebro – vascolare.

I meccanismi non legati all’obesità con i quali gli zuccheri aumenterebbero la pressione arteriosa non sono ancora ben chiariti: sembra avere un ruolo chiave la glicazione sulle pareti arteriose.

Da soli male, insieme peggio

Si può concludere che entrambe le sostanze incrementino il rischio di morte prematura per eventi cardiaci e cerebrali, soprattutto se si considera che spesso si abusa di entrambi, in un’ottica di “alimentazione sbagliata“. Lo zucchero in eccesso, sebbene allo stato attuale meno studiato, potrebbe essere ancora più dannoso del sale, che compare nella top 3 delle “sostanze da ridurre stilata dall’OMS (dopo fumo e alcol).

Fonti| Pubmed, studio “DASH”