Disturbo Bipolare

Come spesso accade per i disturbi di interesse psichiatrico, anche intorno al Disturbo Bipolare non sono pochi i falsi miti, le errate informazioni, e le leggende metropolitane che aleggiano e che, se sommate alle tipiche difficoltà che questa classe di disturbi porta con sé, rendono il Bipolarismo una condizione estremamente drammatica da comprendere e interpretare.

Che cos’è?

La malattia maniaco-depressiva, meglio conosciuta come Disturbo Bipolare è un disturbo che provoca insoliti cambiamenti dell’umore, dell’energia, del livello d’attività e della capacità di svolgere quotidianamente compiti precisi.

Secondo il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali), la condizione del bipolare è caratterizzata da un decorso clinico che presenta episodi Depressivi e Maniacali di entità e quantità diversa a seconda del grado del disturbo da cui si è affetti.

Ne vengono individuati quattro tipi:

  • Bipolare I: caratterizzato da almeno uno o più episodi Maniacali o Misti (per almeno una settimana).
  • Bipolare II: caratterizzato da almeno uno o più Episodi Depressivi Maggiori (dalla durata di almeno due settimane) accompagnati da almeno un episodio Ipomaniacale (dalla durata di almeno 4 giorni).
  • Bipolare Ciclotimico: caratterizzato da numerosi Episodi Ipomaniacali (per almeno 2 anni) e numerosi periodi con sintomi Depressivi.
  • Bipolare Non Altrimenti Specificato (NAS): include disturbi con caratteristiche bipolari che non soddisfano i criteri per nessuno specifico disturbo bipolare (spesso caratterizzato da un’alternanza molto rapida, di sintomi maniacali e depressivi che non soddisfano i criteri di durata minima per un episodio maniacale o per un episodio depressivo maggiore).

Quanto è frequente? Il National Institute of Mental Health ha stimato che l’1% della popolazione avente più di 18 anni è interessata da Disturbo Bipolare, con un’incidenza omogenea tra i due sessi e con manifestazione del primo episodio in tarda adolescenza o prima età adulta. Si tratta di una delle principali cause di disabilità mondiale nell’ambito dei 15-44 anni. Al disturbo, inoltre, si associa un rischio di suicidio circa 15 volte superiore alla media.

Quali sono le cause? Fin dal 1854, anno in cui la malattia Maniaco-Depressiva fu per la prima volta teorizzata, l’attenzione scientifica si è rivolta alla ricerca dell’eziologia del disturbo.

Oggi, sebbene nel corso degli anni più teorie si siano sovrapposte e contraddette, la tendenza è quella di riconoscere più che una sola causa una concomitanza di cause, rintracciabili in più ambiti: biologico, genetico e ambientale.

Secondo il National Institute of Mental Health infatti, le cause vanno rintracciate, come numerosissimi studi dimostrano, sia nella struttura e nel funzionamento del Sistema Nervoso, sia nella composizione genetica del singolo individuo che, non con meno rilevanza, nella storia familiare del paziente.

Va comunque sottolineato che gli studi su questo fronte sono in continuo aggiornamento, evidenza questa di come, sebbene siano stati individuati gli ambiti delle cause, esse non sono tuttavia ancora state accuratamente codificate.

Qual è il trattamento?

I piani terapeutici oggi offerti si rivolgono tutti al controllo dei sintomi e non è per il momento possibile averne altri rivolti alla rimozione delle cause e di riflesso alla scomparsa del disturbo.

Si tratta di terapie che mirano infatti al controllo degli stati sintomatici, e includono tre classi di farmaci: stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi.

Ognuna delle classi comprende numerosi farmaci che devono essere accuratamente scelti e combinati anche in virtù della funzionalità diversa che essi hanno su ogni individuo.

Tra questi è rilevante in particolar modo il Litio, ritenuto da molto tempo il sistema aureo nel trattamento del disturbo bipolare, con la sua eccezionale proprietà di stabilizzante dell’Umore e soprattutto di prevenzione dell’esordio in una grande percentuale dei casi.

NOTA: è del 26 Gennaio 2017 la notizia dell’arrivo in Italia della prima formulazione a rilascio prolungato di Sale di Litio che riduce gli effetti collaterali e presenta una maggiore aderenza alla terapia attraverso una somministrazione monodose quotidiana.

È inoltre acclarata ormai, nell’ambito del Disturbo Bipolare, l’efficacia, in concomitanza con la terapia farmacologica, della psicoterapia. Essa infatti, rivolta non solo al paziente ma anche al suo gruppo familiare può essere un valido strumento in grado di fornire una grande abilità nella gestione di tutte le difficoltà che il disturbo provoca, nell’accettazione del problema e quindi infine nella buona convivenza con esso.

Curiosità:

Non di rado si è parlato della correlazione tra Bipolarismo e un certo Genio creativo, correlazione frutto soprattutto di indagini storiche del passato e del presente che hanno evidenziato l’alta diffusione del disturbo nell’ambito di personaggi celebri e da molti ritenuti geniali.

Tra i nomi del passato che più volte sono stati fatti compaiono Johann Wolfgang von Goethe, Richard Wagner, Ludwig Boltzmann, Winston Churchill, Napoleone Bonaparte, Giacomo Leopardi, Van Gogh, Nietzsche, Beethoven, Virginia Woolf, e tra i più contemporanei Catherine Zeta-Jones, Carrie Fisher, Mel Gibson. Robbie William, Mike Tyson, Alda Merini, Vittorio Gassman e Indro Montanelli.

FONTI | https://www.nimh.nih.gov/health/topics/bipolar-disorder/index.shtml

http://www.farmacista33.it/disturbo-bipolare-litio-da-oggi-in-italia-la-prima-formulazione-a-rilascio-prolungato/pianeta-farmaco/news–38734.html

http://www.psicologafacilonebari.it/consigli/curiosita-disturbo-bipolare-e-genio-creativo.html

IMMAGINE IN EVIDENZA: https://fashionandphotographers.wordpress.com/2016/02/19/melvin-sokolsky-and-his-bubbles/

Antonella Moschillo