Sedentarietà ed adolescenti: un fattore negativo per le ossa

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sedentarietà

Lo sport è molto importante in tutte le fasi della vita, ma soprattutto durante la fase adolescenziale, in quanto lo scheletro subisce un enorme cambiamento proprio durante la fase puberale. Basti considerare che il 36% della struttura ossea si forma in questo arco di tempo, questo però non significa che poi non cambi più.

Lo studio

I medici del Vancouver Coastal Health Research Institute hanno sviluppato questo studio analizzando per 4 anni lo sviluppo scheletrico in 309 adolescenti attivi fisicamente o sedentari. L’intervallo di età per i ragazzi era dai 12 ai 16 anni, per le ragazze invece era dai 10 ai 14 anni. Il perché di questo diverso intervallo è dato dal picco di velocità di crescita staturale diverso (APHV), nei maschi è intorno ai 13,5 anni, nelle femmine intorno agli 11,5 anni.

Le ossa studiate sono state utilizzate la tibia distale ed il radio, essendo le ossa di riferimento per le valutazioni in ambito ortopedico. Le misurazioni sono state fatte utilizzando la HR-QTC (Tomografia computerizzata quantitativa ad alta risoluzione). I parametri valutati sono stati:

  • Densità minerale ossea totale trabecolare
  • Frazione di volume osseo (Rappresenta il volume di osso mineralizzato per unità di volume considerato)
  • Numero trabecolare
  • Spessore trabecolare
  • Separazione trabecolare
  • Area di sezione trasversa totale ossea
  • Densità minerale osso corticale
  • Porosità corticale
  • Spessore corticale

Risultati

Innanzitutto si è osservato come durante l’adolescenza ci sia un calo del 31% dell’attività fisica:

2 anni prima di APHV :

  • Maschi 60 minuti di attività fisica moderata al giorno
  • Femmine 43 minuti di attività fisica moderata al giorno

9 anni dopo APHV:

  • Maschi 49 minuti di attività fisica moderata al giorno
  • Femmine 32 minuti di attività fisica moderata al giorno

Negli adolescenti più attivi è stato rilevato una maggiore volume osseo trabecolare ed un area ossea più grande nella tibia, questo significa che l’osso avrà una resistenza ed una forza maggiore. Nello specifico, la forza dell’osso tibiale è aumentata del 47-65% nei ragazzi e del 59-91% nelle ragazze, possiamo affermare che l’attività fisica abbia quindi inconfutabilmente un effetto osteogenico. Questo rafforzamento osseo è un fattore di diminuzione del rischio di fratture durante questo periodo.

E’ stato statisticamente rilevante l’aumento della porosità corticale ossea, dell’area di sezione trasversa totale ossea e della frazione volume osseo, tutti fattori che portano ad un chiaro rafforzamento dell’osso.

La sedentarietà interferisce negativamente sull’equilibrio costruzione-riassorbimento osseo, infatti il tessuto osseo anche se apparentemente immobile, è in continuo movimento. Il corpo costruisce e demolisce questo tessuto continuamente attraverso un equilibrio ben preciso. La sedentarietà va ad influenzare negativamente questo bilanciamento. Si è osservato come le ossa degli adolescenti sedentari fossero anche più corte di quelle degli individui fisicamente attivi. Si ipotizza che la sedentarietà vada ad influenzare negativamente il processo di apposizione periostale (processo che permette la crescita dell’osso durante lo sviluppo).

Limiti della ricerca

Questo studio anche se molto accurato, presenta comunque dei limiti. Innanzitutto si è tenuto conto solo di due importanti ossa, in più esse rappresentano porzioni periferiche del corpo. Non si è tenuto conto dei vari fattori endocrini che possono influenzare il corpo e la mineralizzazione, in special modo durante l’adolescenza, età molto particolare dal punto di vista ormonale. C’è anche da considerare l’elevata variabilità delle attività fisiche eseguite dagli individui.

Conclusioni

Sicuramente questo studio rappresenta una delle osservazioni più complete riguardo all’attività fisica durante l’adolescenza, visto il lungo periodo preso in considerazione, il cospicuo campione e le raffinate tecniche di misurazione dei parametri. Molto importante nelle ricerche future è indagare se queste variazioni positive o negative si ripercuoteranno poi durante la fase adulta, quanto fortemente ed in special modo se porteranno ad un minor rischio di frattura ossea nella seconda fase della vita.

FONTI | Articolo, Paper Scientifico