Stroke e attività fisica: quanto per il recupero della vita quotidiana?

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Stroke e attività fisica: quanto per il recupero della vita quotidiana?
Stroke e attività fisica: quanto per il recupero della vita quotidiana?

La riabilitazione dopo l’evento ischemico acuto mira alla ripresa del maggior grado di indipendenza nello svolgere le attività di vita quotidiana, in questo termini l’ esercizio fisico costante migliora le aspettative di recupero delle attività di vita quotidiana a lungo termine.

Di cosa parliamo?

Lo stroke viene definito come la comparsa acuta di deficit focali superiori alle 24h, che non sono attribuibili ad altre cause apparenti diverse dall’origine vascolare. Lo stoke viene distinto in: ictus emorragico o ictus ischemico.
L’ictus cerebrale è la causa più frequente di disabilità in persone adulte e una delle più frequenti cause di morte.

Un team di ricercatori americani ha studiato la correlazione tra attività fisica e ictus.
Lo studio ha dimostrato che, essere fisicamente attivi prima della comparsa del evento ischemico, riduce il rischio di dipendenza da altri e aumenta le possibilità di recupero delle attività di vita quotidiana.
Inoltre è stato evidenziato, che l’inattività fisica antecedente alla comparsa dell’evento acuto, porta ad un maggior dipendenza della persona e aumenta il rischio di perdere la capacità di eseguire autonomamente le attività di vita quotidiana.

Come si misura il recupero?

Il termine ADL (Activities of Daily Living), comprende tutte quelle attività che l’ individuo svolge per la sua cura personale, definite come le “cose che normalmente facciamo”. La capacità o l’incapacità di svolgere le ADL, viene utilizzata in ambito sanitario come metro di valutazione della condizione funzionale di una persona.
Il recupero nell’ autonomia delle ADL, è il punto cardine della riabilitazione post-ictus.
La mancanza di un esercizio fisico costante, dopo l’evento acuto, diminuisce il recupero delle attività di vita quotidiana e aumenta il rischio che possa insorgere un altro ictus.

Lo studio americano ha associato la qualità dell’attività fisica post-ictus, con la probabilità di essere indipendenti tre anni dopo l’evento. L’obesità, è stata associata ad un aumento del rischio di ictus, ma non vi sono state evidenze che essa, sia un fattore che porti  alla perdita di indipendenza.

In conclusione è stato dimostrato come le persone, possano ridurre il rischio di dipendenza prima e dopo aver subito un ictus cerebrale se fisicamente attivi. Per rimanere fisicamente attivi, è necessario effettuare un’ attività fisica costante, di almeno tre giorni alla settimana per 20-60 minuti oppure di soli 10-15 minuti, adattando il programma di lavoro alle capacità di ogni singola persona nella fase di recupero dall’evento acuto.

Bisogna rispettare i tempi di recupero di ogni singola persona, incentivandola a riprendere in autonomia e nel minor tempo possibile, le proprie attività di vita, preferendo anche semplici attività costanti all’ immobilizzazione, della persona, nel letto o sulla sedia.

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