Antivaccinista: d-istruzioni d’uso

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antivaccinista

Ciao a tutti,

Vorrei raccontarvi la mia storia in breve: ero un antivaccinista, lo ammetto, ma un buon medico mi ha con calma fatto ragionare e ora posso definirmi un vaccinista convinto anche io.

Perchè sono qui a raccontarvi questo? Per provare a farvi riflettere su una cosa: stiamo davvero comunicando come dovremmo?

Fotografiamo l’Italia: paese di inaudita bellezza, ricchissimo di storia e di opere d’arte. In alcune cose però ricco anche di contraddizioni.

Pensate un po’ che il 28% della popolazione è composto da analfabeti funzionali, cioè incapaci di utilizzare le informazioni che leggono in modo funzionale alla vita di tutti i giorni.
La scienza viene vista come un qualcosa di lontano, distante dalla comune realtà. Io non ho mai compreso, né voglio comprendere, il perchè il forno si scaldi facendo colorare di rosso la spirale del grill, né capisco il come le pale eoliche girando producano corrente. Non capisco e non so, io “credo se vedo”. Giro la mia manopola del microonde e riscaldo la pizza avanzata ieri.

 

Quando voi parlate di scienza vi arrogate un diritto: quello di essere nel giusto, quello di ‘sapere’.

Ho un amico medico che un giorno mi ha fatto leggere il giuramento di Ippocrate ed in un suo passaggio dice: di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possa ledere il decoro e la dignità della professione”. Beh, vi siete mai visti quando parlate con uno che di scienza non ci capisce molto?

Quando qualcuno ha un’opinione diversa dalla vostra e iniziate a tirar fuori paroloni e ad armarvi di quella corazza del “se non ci arrivi non è colpa mia”, dov’è la maieutica? Dov’è la fiducia nelle discussioni costruttive e non distruttive?

L’italiano medio non crede in Dio e non crede nella scienza. L’ italiano medio crede in quello che il sentito dire porta avanti, crede in quello che dice la TV, nel sensazionalismo e nelle emozioni di pancia.

Ci troviamo davanti a molte persone che non si fidano del parere scientifico e, di certo, l’aver trattato tematiche scientifiche con approccio politico e di interesse, non ha aiutato (vedi il caso Stamina, o eventi antivaccinisti fatti in sala stampa parlamentare). Anche il non avere una garanzia di qualità circa quello che leggiamo su internet confonde e disorienta.

Non dimenticarti che la comunicazione non è fatta di parole, ma di emozioni che tu susciti nell’interlocutore. Se queste emozioni sono negative, come un insulto, come un senso di superiorità, dove andremo a finire? Quanto si allontaneranno e inaspriranno queste due posizioni già opposte?

Da un lato abbiamo le cose inconsce, di pancia, di rumors. Dall’altro la scienza.
Siamo consapevoli che la natura stessa di queste due posizioni non permette sempre il dialogo? Si, certo. Ma non ci autorizza ad insultarci vicendevolmente.

Per lavoro faccio il venditore e vi dico una cosa: non si comunica come fanno molti di voi.
Quando qualcuno la pensa diversamente da te, non puoi scaraventargli in faccia insulti di confronto con asini o animali simili.

Mi hanno sempre detto che bisogna comportarsi meglio di come agisce l’altro. Insulta? E’ stupido? Dice bugie? Beh fagli vedere come ci si comporta.
È così che mi hanno convinto che vaccinare mia figlia sarebbe stato un bene. Il suo bene.

Un medico ha dimostrato la voglia di impegnarsi nel darmi gli strumenti che mi mancavano per capire i meccanismi e l’utilità dei vaccini. Ha speso energie ed ha investito in me. La fiducia che lui ha riposto in me io l’ho ricambiata, ed ora come vedete ha un alleato in più in questa battaglia.

Il metodo scientifico con la sua veridicità va solo reso ‘vicino’ a chi non conosce o non ha gli strumenti per farlo. Combattiamola insieme questa lotta. Abbassiamo le armi e facciamo dilagare la verità.

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